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- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotteIl Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la rilevanza delle prove dedotte in virtù del principio del libero convincimento, con la conseguenza che la decisione assunta in base alle testimonianze ed agli atti acquisiti in conseguenza degli esposti deve ritenersi legittima, allorquando risulti coerente con le risultanze documentali acquisite… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte
- Illecito stipulare contratti in nome e per conto altrui, ma nel proprio esclusivo interesse ed in difetto dei relativi poteri di rappresentanzaCostituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, agendo quale falsus procurator di un terzo proprietario di immobili, stipuli contratti di locazione ed incassi indebitamente i relativi canoni, all’insaputa del soggetto asseritamente rappresentato. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Arnau), sentenza n. 63 del 25 febbraio 2026 Chiavi di ricerca:- codice: art. 37Risultati della ricerca:… Leggi tutto: Illecito stipulare contratti in nome e per conto altrui, ma nel proprio esclusivo interesse ed in difetto dei relativi poteri di rappresentanza
- L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanenteL’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza altrui costituisce illecito deontologico permanente. Conseguentemente, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta, e precisamente allorché: 1) il professionista metta a disposizione del cliente integralmente la somma stessa, ovvero 2) sollecitato alla restituzione, la rifiuti affermando il proprio… Leggi tutto: L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente
- Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di un atto giudiziario falso costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)La formazione e l’uso di un falso atto giudiziario sono comportamenti suscettibili di produrre effetti illecitamente pregiudizievoli che, ai fini dell’individuazione del dies a quo prescrizionale, si protraggono nel tempo. In sede deontologica, pertanto, la condotta costituisce illecito permanente, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo in quanto la sua consumazione si esaurisce con l’uso, mentre… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di un atto giudiziario falso costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)
- La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinareNell’ambito del procedimento disciplinare forense non sussiste in forma rigida un principio di corrispondenza tra addebito contestato e decisione disciplinare, trattandosi piuttosto di una «correlazione» che non rileva in termini puramente formali, rispondendo all’esigenza di garantire pienezza ed effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa e di evitare che l’incolpato sia condannato per un fatto rispetto… Leggi tutto: La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinare
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpatoL’asserito stato di bisogno non scrimina la rilevanza deontologica né attenua la sanzione disciplinare per l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdfArt. 64 cdf – Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terziL’avvocato deve adempiere alle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi. L’inadempimento ad obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare quando,…Leggi il testo completo →), tantopiù in mancanza di resipiscenza. Tuttavia, l’esistenza dei gravi problemi economico-familiari dell’incolpato il quale abbia agito in stato di bisogno e di gravi difficoltà economiche non dipendenti da fatto volontario… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
- Sospeso disciplinarmente l’avvocato che non paghi il canone dell’immobile adibito a studio professionaleCommette e consuma illecito deontologico l’avvocato che non provveda al puntuale adempimento delle proprie obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf) e ciò indipendentemente dalla natura privata o meno del debito, atteso che tale onere di natura deontologica, oltre che di natura giuridica, è finalizzato a tutelare l’affidamento dei terzi nella capacità dell’avvocato al… Leggi tutto: Sospeso disciplinarmente l’avvocato che non paghi il canone dell’immobile adibito a studio professionale
- L’obbligo di restituzione di documenti al cliente non è assolto mediante deposito in giudizioL’obbligo dell’avvocato di restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l’espletamento del mandato quando questa ne faccia richiesta (art. 33 cdfArt. 33 cdf – Restituzione di documentiL’avvocato, se richiesto, deve restituire senza ritardo gli atti ed i documenti ricevuti dal cliente e dalla parte assistita per l’espletamento dell’incarico e consegnare loro copia di tutti gli atti…Leggi il testo completo →) non è assolto mediante il deposito della documentazione stessa in un diverso giudizio. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Talerico), sentenza n. 61 del 25 febbraio 2026 Chiavi… Leggi tutto: L’obbligo di restituzione di documenti al cliente non è assolto mediante deposito in giudizio
- Inadempimento del mandato e mancate o false informazioni al clienteViene meno ai doveri di diligenza, dignità, correttezza e decoro della professione forense l’avvocato che non dia corso al mandato ricevuto (a nulla rilevando che il professionista non avesse ricevuto un fondo spese) e dia false rassicurazioni al cliente sullo stato della pratica, trattandosi di comportamenti censurabili che compromettono la credibilità e il ruolo dell’avvocatura… Leggi tutto: Inadempimento del mandato e mancate o false informazioni al cliente
- L’erronea impugnazione al CNF del richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminareIl richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminare (Capo III Reg. CNF n. 2/2014), è impugnabile dinanzi al Consiglio Nazionale Forense da parte del P.M. e del Consiglio dell’ordine presso cui l’avvocato è iscritto, mentre quest’ultimo può invece proporre, in tal caso, eventuale opposizione avanti al CDD medesimo ex art. 14, comma 4-bis, Reg. CNF… Leggi tutto: L’erronea impugnazione al CNF del richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminare
- La rilevanza (anche) deontologica dell’abusivo esercizio dell’attività di intermediazione finanziariaCostituisce illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che eserciti abusivamente l’attività di intermediatore finanziario (Nel caso di specie, il professionista si era fatto consegnare circa 150mila euro al fine di investirli in un fondo privato immobiliare, con la promessa di restituirli maggiorati entro un anno dall’investimento stesso, ma in realtà non provvedendo alla restituzione di… Leggi tutto: La rilevanza (anche) deontologica dell’abusivo esercizio dell’attività di intermediazione finanziaria
- Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologicoIn tema di violazione dell’art. 64 cdf (Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi), la successiva prescrizione civilistica del diritto inadempiuto non elide il fatto storico e non fa quindi venir meno l’illecito deontologico, che si è ormai perfezionato e rimane pertanto soggetto alla sola prescrizione dell’azione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologico
- L’illecito disciplinare è indipendente dal verificarsi di un danno o dal suo risarcimentoIl pregiudizio eventualmente subìto dalla parte assistita o da terzi a causa dell’illecito deontologico costituisce uno degli aspetti che il giudice disciplinare deve valutare nella determinazione della sanzione (art. 21 co. 4 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →), ma non elemento costitutivo della fattispecie (che intende salvaguardare il decoro e la dignità dell’intera classe forense mediante la repressione di ogni… Leggi tutto: L’illecito disciplinare è indipendente dal verificarsi di un danno o dal suo risarcimento
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpatoL’asserito stato di bisogno non scrimina la rilevanza deontologica né attenua la sanzione disciplinare per l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf), tantopiù in mancanza di resipiscenza. Tuttavia, l’esistenza dei gravi problemi economico-familiari dell’incolpato il quale abbia agito in stato di bisogno e di gravi difficoltà economiche non dipendenti da fatto volontario… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanenteAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf) è illecito di natura permanente, in quanto la condotta che costituisce elemento costitutivo dell’illecito disciplinare è rappresentata non da un fatto istantaneo, quanto, piuttosto, da una situazione giuridica che si protrae nel tempo: appunto l’inadempimento che, per modalità e… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanente
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– codice: art. 37
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Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di correttezza e probità – Accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Italia Federico), sentenza n. 136 del 08 Ottobre 2007
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i colleghi – Accaparramento di clientela.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa Guido, rel. Equizzi Agostino), sentenza n. 161 del 15 Dicembre 2006
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità – Pubblicazione articolo a mezzo stampa.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa Guido, rel. Martuccelli Carlo), sentenza n. 158 del 15 Dicembre 2006
Norme deontologiche – Dovere di probità e decoro – Accaparramento di clientela – Denaro ad un terzo assicuratore affinché invii clienti – Illecito disciplinare.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa Guido, rel. Mirigliani Raffaele), sentenza n. 186 del 28 Dicembre 2005
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di probità e decoro – Divieto di accaparramento di clientela – Inserzione pubblicitaria su quotidiano – Offerta di consulenza gratuita – Successiva richiesta di compenso – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Mariani Marini Alarico), sentenza n. 101 del 13 Settembre 2005
L’illecito deontologico può essere “consumato” o “tentato”
Corte di Cassazione (pres. Carbone Vincenzo), sentenza n. 10601 del 20 Maggio 2005
Il quesito (del COA Piacenza) riguarda la possibilità, per un avvocato di realizzare un sito internet a carattere informativo (nel caso di specie sul tema della sicurezza alimentare), nel quale vengano indicati i dati e le qualifiche dell’iscritto e di un suo praticante e che offra servizi di informazione periodica agli iscritti ad un’apposita “mailing list”.
Consiglio Nazionale Forense (Bonzo Alessandro), parere n. 35 del 27 Aprile 2005
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di indipendenza – Dovere fiscale – Accaparramento di clientela – Accettazione di incarichi da intermediari – Omesso conferimento diretto del mandato – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Bonzo Alessandro), sentenza n. 313 del 16 Dicembre 2004
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i colleghi – Accaparramento di clientela – Offese al collega – Appropriazione di corrispondenza scambiata con il collega – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Pauri Paolo), sentenza n. 271 del 10 Novembre 2004
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione – Divieto di accaparramento di clientela – Utilizzazione di un intermediario – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Panuccio Vincenzo, rel. Orsoni Giorgio), sentenza n. 163 del 12 Luglio 2004
Dovere i correttezza e probità – Divieto di accaparramento di clientela – Sottoscrizione di convenzione per attività di consulenza legale gratuita – Diffusione di volantini divulgativi della convenzione – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa Guido, rel. Testa Filippo), sentenza n. 160 del 12 Luglio 2004
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di correttezza e probità – Divieto di accaparramento di clientela – Stipula di convenzione con associazione di categoria – Comunicazione al C.d.O. – Diffusione della convenzione da parte dell’associazione – Illecito deontologico – Ipotesi di insussistenza.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Vermiglio Carlo), sentenza n. 145 del 05 Luglio 2004
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di correttezza – Rapporti con i terzi – Accaparramento di clientela – Svolgimento di attività legale presso agenzia assicurativa e di infortunistica – Inserimento dell’indicazione dell’offerta di prestazioni legali gratuite all’interno di un cartello pubblicitario – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Italia Federico), sentenza n. 121 del 28 Aprile 2004
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di indipendenza – Divieto di accaparramento di clientela – Studio presso agenzia infortunistica – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Italia Federico), sentenza n. 95 del 23 Aprile 2004
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di probità e decoro – Divieto di accaparramento di clientela – Diritto di informazione – Opuscoli contenenti offerta di servizi professionali e indicazione dei relativi compensi – Diffusione capillare – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cricrì Eugenio, rel. Scassellati Sforzolini LuigiGiacomo), sentenza n. 92 del 23 Aprile 2004
Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze) concerne la compatibilità dell’esercizio professionale con lo svolgimento dell’attività di “agente di calciatore”, disciplinata da apposito regolamento della Federaziona Italiana Gioco Calcio (FIGC).
Consiglio Nazionale Forense (Commissione Consultiva CNF), parere n. 48 del 12 Settembre 2003
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di indipendenza – Partecipazione a convenzione limitante l’autonomia dell’avvocato – Sede dello studio presso l’associazione – Pubblicità vietata – Accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Tirale Pierluigi), sentenza n. 60 del 11 Aprile 2003
Avvocato – Norme deontologiche – Diritto di informazione – Pubblicazione di sito internet – Divieto di pubblicità – Divieto di accaparramento di clientela – Enfatizzazione dell’attività dello studio – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Danovi Remo), sentenza n. 82 del 18 Giugno 2002
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di correttezza – Divieto di accaparramento di clientela – Violazione dei minimi tariffari – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Buccico Emilio Nicola, rel. Vermiglio Carlo), sentenza n. 58 del 13 Maggio 2002
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità – Divieto di accaparramento di clientela – Lettera inviata a terzi con segnalazione di innovazione giurisprudenziale – Legittimità.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Testa Filippo), sentenza n. 25 del 25 Marzo 2002
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Condotta posta in essere da altro soggetto – Illecito deontologico – Non sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Galati Antonino, rel. Cricrì Eugenio), sentenza n. 217 del 19 Ottobre 2001
Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Massa) concerne la conformità ai doveri deontologici del contegno di un avvocato che si rechi in giorni prefissati presso un circolo, al fine di fornire pareri agli iscritti o ai frequentatori del circolo medesimo.
Consiglio Nazionale Forense (Commissione Consultiva CNF), parere n. 139 del 03 Ottobre 2001
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Comunicazioni non veritiere in giudizio – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Testa Filippo), sentenza n. 173 del 11 Settembre 2001
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di probità – Divieto di accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Galati Antonino, rel. Ruggerini Domenico), sentenza n. 39 del 08 Marzo 2001
Avvocato – Norme deontologiche – Divieto di pubblicità – Divieto di accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Galati Antonino, rel. Petiziol Roberto), sentenza n. 176 del 23 Novembre 2000
