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- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiAccertata la sussistenza degli elementi idonei a sanzionare disciplinarmente la condotta del ricorrente, occorre determinarne la entità, considerando, a tal fine, che agli organi disciplinari è riservato il potere di applicare la sanzione adeguata alla gravità ed alla natura del comportamento deontologicamente non corretto. In particolare, la determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
- I limiti all’assunzione di incarichi contro l’ex clienteL’avvocato non può né deve assumere un incarico professionale contro una parte già assistita (art. 68 cdfArt. 68 cdf – Assunzione di incarichi contro una parte già assistitaL’avvocato può assumere un incarico professionale contro una parte già assistita solo quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale. L’avvocato non deve assumere u…Leggi il testo completo →), se non dopo il decorso di almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale (comma 1), ma anche dopo tale termine deve comunque astenersi dall’utilizzare notizie acquisite in ragione del rapporto già esaurito (comma 3). Peraltro, il divieto… Leggi tutto: I limiti all’assunzione di incarichi contro l’ex cliente
- Il dies a quo prescrizionale nel caso di violazione del divieto di agire contro l’ex clienteLa violazione del divieto di agire contro l’ex cliente prima che sia decorso il biennio dalla conclusione del rapporto e nelle altre ipotesi previste dall’art. 68 cdf integra una condotta ad efficacia istantanea ma con effetti permanenti, sicché l’illecito perdura per tutto il tempo in cui l’avvocato abbia mantenuto l’incarico. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f.… Leggi tutto: Il dies a quo prescrizionale nel caso di violazione del divieto di agire contro l’ex cliente
- L’erronea impugnazione al CNF del richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminareIl richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminare (Capo III Reg. CNF n. 2/2014) è impugnabile dinanzi al Consiglio Nazionale Forense da parte del P.M. e del Consiglio dell’ordine presso cui l’avvocato è iscritto, mentre quest’ultimo può invece proporre, in tal caso, eventuale opposizione avanti al CDD medesimo ex art. 14, comma 4-bis, Reg. CNF… Leggi tutto: L’erronea impugnazione al CNF del richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminare
- L’impugnazione del richiamo verbaleIl richiamo verbale, sebbene non abbia carattere di sanzione disciplinare (art. 22 cdfArt. 22 cdf – SanzioniLe sanzioni disciplinari sono:a) Avvertimento: consiste nell’informare l’incolpato che la sua condotta non è stata conforme alle norme deontologiche e di legge, con invito ad astenersi dal compiere al…Leggi il testo completo →), presuppone comunque l’accertamento di un illecito deontologico (anche se lieve e scusabile) e costituisce pur sempre un provvedimento afflittivo, sicché se ne deve ammettere l’impugnabilità dinanzi al Consiglio Nazionale Forense da parte dei soggetti legittimati, se pronunciato all’esito della fase decisoria (Capo… Leggi tutto: L’impugnazione del richiamo verbale
- La gratuità della prestazione professione non giustifica l’inadempimento al mandato né attenua gli altri obblighi deontologiciLa legge professionale n. 247/12 all’art. 13 consente la prestazione gratuita dell’attività legale, ma da ciò non conseguono minori obbligazioni contrattuali o doveri deontologici in capo all’iscritto. Infatti: a) gli artt. 9 e 12 dei principi generali del codice deontologico impongono all’avvocato condotte sempre leali, diligenti e corrette, senza che in alcun modo rilevi la… Leggi tutto: La gratuità della prestazione professione non giustifica l’inadempimento al mandato né attenua gli altri obblighi deontologici
- La responsabilità deontologica può provarsi anche mediante i messaggi WhatsappLa responsabilità disciplinare dell’incolpato ben può essere provata anche tramite i messaggi scambiati su whatsapp, che hanno valore probatorio anche nel caso in cui vengano contestati dalla parte nei confronti della quale sono prodotti, anche alla luce del principio del libero convincimento del giudice, che ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la… Leggi tutto: La responsabilità deontologica può provarsi anche mediante i messaggi Whatsapp
- Procedimento disciplinare: la richiesta di avere più tempo per approntare la difesa non rende necessario il rinvio dell’udienza dibattimentaleIn tema di procedimento disciplinare, deve disporsi il rinvio dell’udienza dibattimentale su richiesta dell’incolpato qualora sia comprovata la sua assoluta impossibilità a comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, specifico e documentato, non potendosi trascurare l’esigenza di speditezza del procedimento e la decorrenza dei termini di prescrizione anche nell’ipotesi di rinvio su… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la richiesta di avere più tempo per approntare la difesa non rende necessario il rinvio dell’udienza dibattimentale
- La sentenza penale di prescrizione del reato non impone il proscioglimento dell’incolpato in sede disciplinareLa sentenza penale di condanna divenuta definitiva ha efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare quanto all’accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso, pur restando di competenza del giudice disciplinare verificare se il comportamento accertato sia deontologicamente sanzionabile. Di contro, privo di corrispondenti effetti è il proscioglimento… Leggi tutto: La sentenza penale di prescrizione del reato non impone il proscioglimento dell’incolpato in sede disciplinare
- La rilevanza anche deontologica della bancarottaCostituisce illecito (anche) disciplinare, per violazione dell’art. 9 cdfArt. 9 cdf – Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenzaL’avvocato deve esercitare l’attività professionale con indipendenza, lealtà, correttezza, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della di…Leggi il testo completo →, il comportamento dell’avvocato che, quale amministratore di un’impresa commerciale individuale o collettiva, ponga in essere operazioni illecite in danno dei creditori, trattandosi di condotte che – ancorché tenute al di fuori dell’esercizio della professione – ledono gravemente la reputazione personale del professionista e l’immagine dell’intera classe… Leggi tutto: La rilevanza anche deontologica della bancarotta
- La sospensione del procedimento disciplinare in attesa di quello penale è ora una (facoltativa) eccezioneCon l’entrata in vigore della L. n. 247/2012 (art. 54), la c.d. pregiudizialità penale ha subìto una forte attenuazione, giacché ora il procedimento disciplinare “può” essere sospeso solo se ciò sia ritenuto “indispensabile” (secondo una valutazione spettante al giudice del merito disciplinare ed insindacabile in sede di legittimità), poiché esso “si svolge ed è definito… Leggi tutto: La sospensione del procedimento disciplinare in attesa di quello penale è ora una (facoltativa) eccezione
- Ricorso al CNF e difetto di jus postulandiIl ricorso al CNF è ammissibile solo qualora sia sottoscritto personalmente dal ricorrente munito di “jus postulandi”, ovvero sia sottoscritto da difensore iscritto all’albo dei professionisti abilitati all’esercizio davanti alle giurisdizioni superiori, munito di procura speciale (Nel caso di specie, l’impugnazione al CNF era stata sottoscritta personalmente da soggetto non iscritto all’albo. In applicazione del… Leggi tutto: Ricorso al CNF e difetto di jus postulandi
- In materia disciplinare non opera il principio di stretta tipicità dell’illecitoIn materia disciplinare non opera il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, per cui non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, ma solo l’enunciazione dei doveri fondamentali, tra cui segnatamente quelli di probità, dignità, decoro, lealtà e correttezza di cui all’art. 9 cdf che, quale “norma di chiusura”, consente, mediante… Leggi tutto: In materia disciplinare non opera il principio di stretta tipicità dell’illecito
- Il termine per il deposito delle decisione disciplinare è ordinatorioIl termine per il deposito delle motivazioni (decorrente dalla lettura del dispositivo all’esito del dibattimento: art. 26 Regolamento CNF n. 2/2014) è ordinatorio e non perentorio, dal momento che il mancato rispetto non è correlato ad alcuna sanzione e non determina alcun vizio procedurale che si ripercuota sulla validità della deliberazione. In ogni caso, la… Leggi tutto: Il termine per il deposito delle decisione disciplinare è ordinatorio
- Abilitazione forense: incompatibile il commissario che abbia propri praticanti o addirittura parenti tra i candidati all’esame di StatoAncorché la legge professionale non preveda espressamente una specifica incompatibilità, deve ciononostante ritenersi che, ai sensi del principio generale scolpito all’art. 6-bis L. 242/1990 sul procedimento amministrativo, il rapporto di parentela tra commissario d’esame e candidato comporti una situazione oggettiva di incompatibilità evidente, con conseguente dovere di astensione dell’avvocato, a pena di illecito deontologico ai… Leggi tutto: Abilitazione forense: incompatibile il commissario che abbia propri praticanti o addirittura parenti tra i candidati all’esame di Stato
