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- È perpetuo il divieto di assistere un coniuge o convivente contro l’altro, dopo averli assistiti entrambi in controversie familiariL’art. 68 co. 4 cdfArt. 68 cdf – Assunzione di incarichi contro una parte già assistitaL’avvocato può assumere un incarico professionale contro una parte già assistita solo quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale. L’avvocato non deve assumere u…Leggi il testo completo → vieta -senza limiti temporali- al professionista, che abbia congiuntamente assistito i coniugi o i conviventi more uxorio in controversie familiari, di assumere successivamente il mandato per la rappresentanza di uno di essi contro l’altro. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Cancellario), sentenza n. 100 del 26 marzo 2026
- Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente vale anche nella procedura di mediazioneIl divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente (art. 68 cdf), prescinde dalla natura giudiziale o stragiudiziale dell’attività prestata contro o a favore di quest’ultimo, giacché è sufficiente una prestazione professionale nella più ampia definizione di assistenza, così come è irrilevante il motivo per il quale la dismissione del mandato sia avvenuta, ossia per… Leggi tutto: Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente vale anche nella procedura di mediazione
- I limiti all’assunzione di incarichi contro una parte già assistita sono conformi a CostituzioneLe norme deontologiche, pur essendo fonte subordinata, costituiscono legittima espressione dell’autonomia dell’ordinamento professionale e sono volte a tutelare interessi di rango primario, quali l’affidamento della collettività nella funzione dell’avvocato e la dignità della professione, valori che trovano anch’essi copertura costituzionale. Conseguentemente, le limitazioni alla libertà di scelta del difensore e al diritto al lavoro poste… Leggi tutto: I limiti all’assunzione di incarichi contro una parte già assistita sono conformi a Costituzione
- Vietato assistere un coniuge o convivente contro l’altro, dopo averli assistiti entrambi in controversie familiariL’art. 68 cdf vieta al professionista, che abbia congiuntamente assistito i coniugi o i conviventi more uxorio in controversie familiari, di assumere successivamente il mandato per la rappresentanza di uno di essi contro l’altro. Tale previsione costituisce una forma di tutela anticipata al mero pericolo derivante anche dalla sola teorica possibilità di conflitto d’interessi, non… Leggi tutto: Vietato assistere un coniuge o convivente contro l’altro, dopo averli assistiti entrambi in controversie familiari
- Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanenteL’omesso invio del Mod. 5 a Cassa forense costituisce condotta illecita di natura permanente, sicché il dies a quo prescrizionale inizia a decorrere dalla data in cui cessa la condotta omissiva e cioè dalla data in cui l’avvocato provvede ad inviare la prevista dichiarazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Arnau), sentenza n. 99… Leggi tutto: Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanente
- La rinuncia all’esposto e la remissione della querela non determinano l’estinzione del procedimento disciplinareL’azione disciplinare non rientra nella disponibilità delle parti, sicché la rinuncia all’esposto ovvero la remissione della querela per i fatti oggetto di procedimento disciplinare, così come l’eventuale dichiarazione degli interessati di essere pervenuti ad una risoluzione bonaria della controversia non implica l’estinzione del procedimento, giacché l’azione disciplinare è officiosa e non negoziabile, in quanto volta… Leggi tutto: La rinuncia all’esposto e la remissione della querela non determinano l’estinzione del procedimento disciplinare
- Mancata o tardiva restituzione dei documenti al cliente: l’illecito prescinde dal dannoSussiste violazione dell’art. 33 cdfArt. 33 cdf – Restituzione di documentiL’avvocato, se richiesto, deve restituire senza ritardo gli atti ed i documenti ricevuti dal cliente e dalla parte assistita per l’espletamento dell’incarico e consegnare loro copia di tutti gli atti…Leggi il testo completo → (secondo cui l’avvocato è tenuto a restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione ricevuta per l’espletamento del mandato ogni qualvolta il cliente ne faccia richiesta), anche allorché il professionista abbia provveduto a riconsegnare la documentazione soltanto con colpevole ritardo, a nulla rilevando il fatto che il comportamento stesso non… Leggi tutto: Mancata o tardiva restituzione dei documenti al cliente: l’illecito prescinde dal danno
- L’oggetto dell’obbligo di restituzione della documentazione al clienteLa documentazione che il legale è tenuto a restituire (art. 33 cdf), comprende tutto quanto può interessare la parte assistita per la prosecuzione del giudizio o per eventuali future necessità ivi inclusi atti, documenti e fascicoli. In particolare, ai fini della sussistenza di tale obbligo, è irrilevante che la documentazione sia costituita da originali o… Leggi tutto: L’oggetto dell’obbligo di restituzione della documentazione al cliente
- Annullamento dell’archiviazione disciplinare: gli atti tornano al CDD per la prosecuzione del procedimentoQualora, in sede di impugnazione, il CNF annulli la delibera con cui il CDD abbia disposto l’archiviazione senza formalità del procedimento per manifesta infondatezza della notizia di illecito disciplinare (art. 15 Reg. CNf n. 2/2014), il relativo procedimento regredisce alla fase istruttoria pre–procedimentale, con conseguente rimessione degli atti al Consiglio territoriali per quanto di competenza,… Leggi tutto: Annullamento dell’archiviazione disciplinare: gli atti tornano al CDD per la prosecuzione del procedimento
- Impugnazione dell’archiviazione della notizia di illecito disciplinare: il CNF valuta la sufficienza e adeguatezza della motivazione del provvedimento, non la sussistenza o fondatezza degli addebitiIl provvedimento di archiviazione della notizia dell’illecito disciplinare da parte del Consiglio Distrettuale di Disciplina può avvenire nelle seguenti ipotesi: a) in seduta plenaria prima dell’avvio del procedimento, anche in difetto di svolgimento di qualsivoglia attività istruttoria, su richiesta del presidente e senza formalità, nel caso di manifesta infondatezza; b) nella fase istruttoria preliminare, ad… Leggi tutto: Impugnazione dell’archiviazione della notizia di illecito disciplinare: il CNF valuta la sufficienza e adeguatezza della motivazione del provvedimento, non la sussistenza o fondatezza degli addebiti
- Il divieto di ricevere e mettersi in contatto diretto con la controparte assistita da altro legale riguarda anche suoi eventuali rappresentanti (pure di fatto)Il divieto per l’avvocato di ricevere e mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro legale (art. 41 cdfArt. 41 cdf – Rapporti con parte assistita da collegaL’avvocato non deve mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro collega. L’avvocato, in ogni stato del procedimento e in ogni grado del giudizio, può avere contatti c…Leggi il testo completo →) riguarda anche eventuali soggetti, diversi dal difensore, che comunque agiscano per suo conto o in sua rappresentanza (Nel caso di specie, l’avvocato aveva concordato una transazione con il nipote della sua controparte,… Leggi tutto: Il divieto di ricevere e mettersi in contatto diretto con la controparte assistita da altro legale riguarda anche suoi eventuali rappresentanti (pure di fatto)
- I limiti deontologici nei rapporti con la controparte assistita da collega valgono anche per l’avvocato che agisce in proprioL’avvocato non può ricevere né mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro legale, alla quale può indirizzare corrispondenza esclusivamente per richiedere comportamenti determinati, intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, in tal caso inviandone sempre copia per conoscenza al collega che la assiste (art. 41 cdf). In particolare, costituiscono… Leggi tutto: I limiti deontologici nei rapporti con la controparte assistita da collega valgono anche per l’avvocato che agisce in proprio
- L’avvocato non può ricevere o mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro legaleCostituisce comportamento deontologicamente scorretto accordarsi o mettersi in contatto diretto con la controparte, quando sia noto che la stessa è assistita da altro collega ai sensi dell’art. 41 cdf, la cui ratio è quella di tutelare la fondamentale funzione della difesa e della presenza dell’avvocato in ogni fase del rapporto professionale. Tale obbligo sussiste anche… Leggi tutto: L’avvocato non può ricevere o mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro legale
- La mancata audizione dell’incolpando nella fase preliminare al procedimento disciplinareLa mancata audizione dell’incolpando nella fase preliminare al procedimento disciplinare in presenza di sua espressa specifica richiesta, non comporta nullità del procedimento stesso, che infatti non può ancora dirsi iniziato. Peraltro, l’indispensabilità dell’audizione non è prevista neppure in riferimento alla fase dibattimentale, avendo l’incolpato diritto di sottoporsi all’esame soltanto se ne faccia richiesta o vi… Leggi tutto: La mancata audizione dell’incolpando nella fase preliminare al procedimento disciplinare
- Una generica “crisi ipertensiva” dell’incolpato non basta ad integrare legittimo impedimento a comparire all’udienza disciplinareIn applicazione dell’art. 420 ter cpp in combinato disposto con l’art. 59 lett. n) della L. n. 247/2012, l’assenza dell’incolpato o del suo difensore all’udienza dibattimentale comporta il necessario rinvio qualora sia comprovata l’assoluta impossibilità a comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, specifico e documentato ed avente carattere assoluto. In particolare,… Leggi tutto: Una generica “crisi ipertensiva” dell’incolpato non basta ad integrare legittimo impedimento a comparire all’udienza disciplinare
