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- Il potere-dovere del Consiglio dell’Ordine di procedere alla revisione periodica degli albiIl potere-dovere del Consiglio dell’Ordine di procedere alla revisione periodica degli albi provvedendo alla cancellazione degli iscritti che non presentino i requisiti prescritti dall’art. 17 della l. n. 247/2012 non ha natura sanzionatoria, non implica una valutazione deontologica, nè lede il diritto al lavoro, bensì è funzionale a garantire la persistenza delle condizioni minime richieste per… Leggi tutto: Il potere-dovere del Consiglio dell’Ordine di procedere alla revisione periodica degli albi
- L’accaparramento di clientela attraverso l’offerta di prestazioni professionali gratuite ovvero ad un costo simbolicoCostituisce illecito disciplinare l’informazione, diffusa anche attraverso siti internet, fondata sull’offerta di prestazioni professionali gratuite ovvero a prezzi simbolici o comunque contenuti bassamente commerciali, in quanto volta a suggestionare il cliente sul piano emozionale, con un messaggio di natura meramente commerciale ed esclusivamente caratterizzato da evidenti sottolineature del dato economico (Nel caso di specie, l’avvocato… Leggi tutto: L’accaparramento di clientela attraverso l’offerta di prestazioni professionali gratuite ovvero ad un costo simbolico
- La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativaL’informazione sull’attività professionale, ai sensi degli artt. 17 e 35 cdf, deve essere rispettosa della dignità e del decoro professionale e quindi di tipo semplicemente conoscitivo, dovendo conseguentemente ritenersi illecita quella comparativa e autocelebrativa (Nel caso di specie, l’avvocato aveva affisso un manifesto nel parcheggio di un ospedale nonché pubblicato un video su YouTube ed… Leggi tutto: La “pubblicità” professionale non deve essere comparativa né autocelebrativa
- La riqualificazione del capo di incolpazione non vìola, di per sè, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciatoPer aversi violazione del principio di correlazione tra fatti contestati e quelli assunti a base della decisione, occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, del fatto concreto, sì da pervenire ad un’incertezza sull’oggetto dell’addebito da cui scaturisca una reale violazione del principio del contraddittorio e dei diritti della difesa. Ne consegue che l’indagine volta… Leggi tutto: La riqualificazione del capo di incolpazione non vìola, di per sè, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato
- I limiti dell’applicazione in via suppletiva delle disposizioni del codice di procedura penale alla fase amministrativa del procedimento disciplinareL’applicazione delle disposizioni del codice di procedura penale in via suppletiva al procedimento disciplinare che si svolge innanzi al CDD è limitata dall’art. 59, comma 1, lett. n) della l. n. 247/2012 alla fase della cognizione dell’illecito e non si estende alla fase di esecuzione, di esclusiva competenza del COA, sicchè l’art. 649 c.p.p. non… Leggi tutto: I limiti dell’applicazione in via suppletiva delle disposizioni del codice di procedura penale alla fase amministrativa del procedimento disciplinare
- L’utilizzo di espressioni sconvenienti o offensiveL’utilizzo di espressioni sconvenienti o offensive integra l’illecito deontologico di cui all’art. 52 del codice deontologico forense indipendente dalla veridicità dei fatti cui tali espressioni si riferiscono, né è esclusa dalla provocazione altrui o dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, circostanze che possono rilevare ai soli fini della determinazione del trattamento… Leggi tutto: L’utilizzo di espressioni sconvenienti o offensive
- Richiamo verbaleL’opposizione al richiamo verbale adottato dall’Adunanza plenaria su proposta del Presidente del CDD è finalizzato a garantire all’iscritto l’articolazione delle proprie difese in merito alla notizia di illecito, sicchè non è consentito alla Sezione designata riproporre la stessa misura in esito alla fase istruttoria preliminare la quale, in questa specifica ipotesi, può concludersi esclusivamente con… Leggi tutto: Richiamo verbale
- Negoziazione assistita: la rilevanza deontologica del dovere di riservatezzaViola l’obbligo di riservatezza di cui all’art. 9, comma 2 d.l. n. 132/2014, avente rilevanza disciplinare ai sensi del successivo comma 4 bis, l’avvocato che, nel corso di un giudizio, riferisca o faccia verbalizzare dichiarazioni rese dal proprio assistito nell’ambito di una procedura di negoziazione assistita conclusasi con esito negativo, ivi compreso il riferimento alla… Leggi tutto: Negoziazione assistita: la rilevanza deontologica del dovere di riservatezza
- Il potere sanzionatorio può essere esercitato solo nei confronti degli iscritti all’alboLa potestà disciplinare è strettamente ed indissolubilmente collegata alla iscrizione negli albi, con la conseguenza che tutte le volte in cui il professionista viene definitivamente estromesso dalla categoria, ogni ulteriore indagine sulla sussistenza o meno degli addebiti a lui mossi ed oggetto del giudizio disciplinare, resta preclusa dalla duplice considerazione che, da un lato, quegli… Leggi tutto: Il potere sanzionatorio può essere esercitato solo nei confronti degli iscritti all’albo
- Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicanteÈ inammissibile l’istanza di ricusazione che investa la totalità dei membri del collegio giudicante, perché l’istituto della ricusazione può essere adoperato per contestare l’imparzialità di singoli componenti del collegio stesso, ma non contro il medesimo nella sua globalità, al fine di metterne in discussione l’idoneità a decidere. Diversamente opinando, si finirebbe col legittimare la neutralizzazione… Leggi tutto: Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicante
- La ricusazione del giudice disciplinare deve essere proposta tempestivamenteIn tema di procedimento disciplinare, l’istanza di ricusazione va proposta, a pena di sua inammissibilità, prima della decisione (ovvero, al più tardi, «prima dell’inizio della trattazione o discussione» ex art. 52, co. 2, c.p.c.) e comunque entro sette giorni dalla conoscenza dei motivi che la giustificano (art. 7 Reg. CNF n. 2/2014). Il predetto termine,… Leggi tutto: La ricusazione del giudice disciplinare deve essere proposta tempestivamente
- L’estinzione del giudizio d’impugnazione al CNF per rinuncia al ricorsoLa rinuncia all’impugnazione proposta da parte del ricorrente determina la immediata estinzione del relativo procedimento per cessazione della materia del contendere, non essendo a tal fine necessaria la sua accettazione da parte dell’appellato, con conseguente stabilizzazione della decisione gravata. In particolare, la dichiarazione di rinuncia al ricorso, pur non accettata dalla controparte, è idonea a… Leggi tutto: L’estinzione del giudizio d’impugnazione al CNF per rinuncia al ricorso
- Interdizione dall’esercizio della professione forense: l’annotazione del provvedimento penale nell’albo da parte del COA non è impugnabile al CNFAl CNF compete il riesame di tutti procedimenti amministrativi avviati dal Consiglio dell’Ordine d’ufficio, o su domanda dell’interessato, che si siano conclusi con provvedimenti aventi natura accertativa o ricognitiva della sussistenza (o insussistenza) dei requisiti previsti dalla legge per l’esercizio della professione; tuttavia, ancorché superato il principio del “numero chiuso” degli atti impugnabili davanti al… Leggi tutto: Interdizione dall’esercizio della professione forense: l’annotazione del provvedimento penale nell’albo da parte del COA non è impugnabile al CNF
- L’avvio del procedimento disciplinare a seguito di misura cautelare penale a carico dell’iscrittoLa notizia dell’irrogazione di una misura cautelare penale, ricevuta dall’autorità giudiziaria ex art. 51 co. 3 L. 247/2012, impone al COA di provvedere a norma dell’art. 50 co. 4 della stessa L. n. 247, ovverosia di informare l’iscritto con invito a presentare sue deduzioni entro il termine di venti giorni, nonché trasmettere immediatamente gli atti… Leggi tutto: L’avvio del procedimento disciplinare a seguito di misura cautelare penale a carico dell’iscritto
- Richiamo verbale ed erronea impugnazione al CNF anziché al CDD: la translatio judicii presuppone la tempestività del ricorsoQualora l’iscritto impugni erroneamente al CNF (anziché al CDD) il richiamo verbale applicato in sede di adunanza plenaria (art. 14 comma 4-bis Reg. CNF n. 2/2014), in virtù del principio generale della translatio iudicii, l’atto può essere riqualificato quale ricorso in opposizione ex art. 14, comma 4-bis, del Reg. CNF n. 2/2014, con conseguente trasmissione… Leggi tutto: Richiamo verbale ed erronea impugnazione al CNF anziché al CDD: la translatio judicii presuppone la tempestività del ricorso
