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- Nemo tenetur se detegere: il diritto di difesa dell’incolpato comprende quello di rimanere in silenzio nonché di mentire sulle proprie responsabilitàIl dovere di “verità” e di “collaborazione” con le Istituzioni forensi ex art. 71 cdf (già art. 24 codice previgente) non preclude all’avvocato, sottoposto a procedimento o ad indagine disciplinare, il diritto di difendersi “tacendo” od anche “mentendo” sulle proprie responsabilità, ossia negando l’addebito mossogli anche col silenzio o rendendo dichiarazioni non vere, perché altrimenti… Leggi tutto: Nemo tenetur se detegere: il diritto di difesa dell’incolpato comprende quello di rimanere in silenzio nonché di mentire sulle proprie responsabilità
- Il rinvio dell’udienza disciplinare per legittimo impedimentoIn applicazione dell’art. 420 ter cpp in combinato disposto con l’art. 59 lett. n) della L. n. 247/2012, l’assenza dell’incolpato o del suo difensore all’udienza dibattimentale comporta il necessario rinvio qualora sia comprovata l’assoluta impossibilità a comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, specifico e documentato ed avente carattere assoluto. In particolare,… Leggi tutto: Il rinvio dell’udienza disciplinare per legittimo impedimento
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale ben può essere ridotta nella misura qualora l’incolpato ammetta le proprie responsabilità e dimostri consapevolezza del proprio errore, ove tale suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Rivellino), sentenza n. 364 del 1° dicembre 2025
- L’inadempimento al mandato professionale costituisce illecito deontologico di carattere permanenteIn tema di prescrizione, occorre distinguere tra le violazioni deontologiche aventi carattere istantaneo da quelle che si concretizzano in una condotta protratta nel tempo, poiché per le prime il dies a quo del termine prescrizionale è rappresentato dalla commissione del fatto, mentre per le seconde esso va individuato nella data di cessazione della condotta medesima… Leggi tutto: L’inadempimento al mandato professionale costituisce illecito deontologico di carattere permanente
- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle proveIl principio del libero convincimento opera anche in sede disciplinare, sicché il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte. Non è pertanto censurabile, né può determinare la nullità della decisione, la mancata audizione dei testi indicati ovvero la mancata acquisizione di documenti, quando risulti che il… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove
- Illecito incaricare consulenti di parte all’insaputa del clienteAi sensi dell’art. 27 cdf, l’informazione deve essere chiara, completa, tempestiva e veritiera, giacché il rapporto che lega l’avvocato al suo cliente non può tollerare alcun comportamento che violi un aspetto essenziale della “fiducia” (art. 11 cdf), a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni omesse o non corrispondenti al vero (Nel caso di… Leggi tutto: Illecito incaricare consulenti di parte all’insaputa del cliente
- Procedimento disciplinare — Omessa trascrizione del capo di incolpazione nel testo della decisione — Insussistenza di causa di nullitàIl fatto che un capo di incolpazione, già indicato nella citazione a giudizio, non sia riportato nella decisione del CDD, non può costituire motivo di nullità della stessa non essendo elemento essenziale della stessa, a condizione che l’incolpato abbia potuto difendersi in merito nel rispetto del contraddittorio. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Santinon),… Leggi tutto: Procedimento disciplinare — Omessa trascrizione del capo di incolpazione nel testo della decisione — Insussistenza di causa di nullità
- Sanzione disciplinare — Unicità della sanzione per plurimi addebiti — Criteri di commisurazioneLa sanzione disciplinare, ai sensi dell’art. 21 del Codice Deontologico Forense, è unica anche quando siano contestati più addebiti nell’ambito del medesimo procedimento e deve essere commisurata alla gravità del fatto, al grado della colpa, all’eventuale sussistenza del dolo e alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, avuto riguardo alle circostanze… Leggi tutto: Sanzione disciplinare — Unicità della sanzione per plurimi addebiti — Criteri di commisurazione
- Contraffazione di provvedimento giurisdizionale — Grave violazione dei doveri di probità, fedeltà, diligenza e verità — Congruità della sospensione dall’esercizio della professioneLa creazione materiale di un titolo giudiziario falso (nella specie, la contraffazione integrale di una sentenza del Giudice di Pace) e la sua consegna al cliente, in uno con la simulazione dell’avvenuta proposizione del ricorso e del suo accoglimento, si pone irrimediabilmente in contrasto con la funzione di salvaguardia dei diritti e con il principio… Leggi tutto: Contraffazione di provvedimento giurisdizionale — Grave violazione dei doveri di probità, fedeltà, diligenza e verità — Congruità della sospensione dall’esercizio della professione
- Procedimento disciplinare — Specificità del capo di incolpazione — Sufficienza della chiara indicazione dei fatti addebitatiL’addebito disciplinare può ritenersi nullo solo nel caso di assoluta incertezza sui fatti oggetto di contestazione, ovvero quando la contestazione sia tale per cui l’incolpato non sia in grado di apprestare in modo efficace la propria difesa. Al fine di garantire il diritto di difesa, necessaria e sufficiente è una chiara contestazione dei fatti addebitati,… Leggi tutto: Procedimento disciplinare — Specificità del capo di incolpazione — Sufficienza della chiara indicazione dei fatti addebitati
- Procedimento disciplinare — Nullità del capo di incolpazione — Necessità di tempestiva proposizione dinanzi al CDDL’eccezione di nullità del capo di incolpazione deve essere proposta tempestivamente dinanzi all’organo disciplinare di primo grado; ove sollevata per la prima volta soltanto nel ricorso al Consiglio Nazionale Forense, essa è tardiva e va rigettata. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Santinon), sentenza n. 362 del 27 novembre 2025
- [importante] La prosecuzione del procedimento disciplinare dinanzi al CDD dopo la sospensione per “pregiudizialità” penaleQualora il procedimento disciplinare dinanzi al CDD sia stato sospeso ex art. 54 co. 2 L. n. 247/2012 (cioè allorché, agli effetti della decisione, sia indispensabile acquisire atti e notizie appartenenti al processo penale), la successiva relativa riattivazione del giudizio può avvenire in ogni tempo, giacché nessun termine (tantomeno a pena di decadenza) è all’uopo… Leggi tutto: [importante] La prosecuzione del procedimento disciplinare dinanzi al CDD dopo la sospensione per “pregiudizialità” penale
- Sospensione cautelare — Regime del nuovo istituto — Esclusività dei casi previsti e termine di efficaciaA differenza della previgente disciplina, la nuova sospensione cautelare può essere deliberata dal CDD competente esclusivamente nei casi previsti dagli artt. 60 L. n. 247/2012 e 32 Reg. CNF n. 2/2014, per la durata massima di un anno e a pena di inefficacia ove nel termine di sei mesi dalla sua irrogazione non venga adottato… Leggi tutto: Sospensione cautelare — Regime del nuovo istituto — Esclusività dei casi previsti e termine di efficacia
- Sospensione cautelare — Art. 60 L. n. 247/2012 come norma a contenuto aperto — Discrezionalità applicativa che diviene obbligo al ricorrere dei presuppostiL’art. 60 L. n. 247/2012 configura una norma a contenuto aperto, nel senso che il “può” dell’articolo indirizza verso l’esercizio da parte dell’autorità disciplinare di una discrezionalità applicativa che, ragionevolmente collegata alla ratio legis, determini presupposti e ambito della tutela cautelare; il verbo “potere” non investe d’arbitrio la scelta, la quale, per contro, diviene obbligata… Leggi tutto: Sospensione cautelare — Art. 60 L. n. 247/2012 come norma a contenuto aperto — Discrezionalità applicativa che diviene obbligo al ricorrere dei presupposti
- Sospensione cautelare — Persistenza dello strepitus fori per notizie pubblicate sul web — Irrilevanza del decorso del tempo dalla commissione dei fattiLo strepitus fori legittima la sospensione cautelare anche nella ipotesi di un lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dei fatti penalmente rilevanti giacché, ai fini dell’irrogazione della misura, quel che rileva è proprio l’attualità dello strepitus fori, che peraltro è costantemente rinnovato allorché le notizie di cronaca lesive della dignità e del prestigio dell’Ordine… Leggi tutto: Sospensione cautelare — Persistenza dello strepitus fori per notizie pubblicate sul web — Irrilevanza del decorso del tempo dalla commissione dei fatti