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- Inammissibile la ricusazione rivolta nei confronti di Consiglieri non appartenenti alla Sezione o al Collegio giudicanteL’istanza di ricusazione può essere indirizzata esclusivamente nei confronti dei componenti della Sezione o Collegio giudicante, e non pure di terzi facenti parte dell’organo ma non chiamati al giudizio (Nel caso di specie, l’istanza di ricusazione riguardava il Consigliere istruttore per una pretesa anticipazione del giudizio, perché aveva definito l’iscritto interessato dal procedimento disciplinare come… Leggi tutto: Inammissibile la ricusazione rivolta nei confronti di Consiglieri non appartenenti alla Sezione o al Collegio giudicante
- Procedimento disciplinare: l’istituto della ricusazione non si applica al C.I.Nel rispetto dei principi di terzietà ed imparzialità che hanno animato la riforma del procedimento disciplinare e imposto specifiche garanzie di incompatibilità per i consiglieri di disciplina, l’art. 58 della L. n. 247/2012 conferisce al consigliere istruttore ogni accertamento di natura istruttoria, ma lo esclude da ogni attività decisionale, in conseguenza della netta distinzione dettata… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: l’istituto della ricusazione non si applica al C.I.
- [importante] Procedimento disciplinare dinanzi al CDD: sulla ricusabilità del consigliere che “abbia espresso in altro procedimento una valutazione di merito sullo stesso fatto”I componenti delle sezioni del CDD possono essere ricusati e devono astenersi, oltre che nel caso in cui debbano giudicare un iscritto con cui abbiano rapporti di collaborazione professionale, anche per i motivi indicati dagli artt. 36 e 37 c.p.p. (art. 6 Reg. CNF n. 2/2014), così come integrati dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale… Leggi tutto: [importante] Procedimento disciplinare dinanzi al CDD: sulla ricusabilità del consigliere che “abbia espresso in altro procedimento una valutazione di merito sullo stesso fatto”
- L’art. 6 CEDU si applica al procedimento disciplinare forenseLe garanzie di cui all’art. 6 CEDU trovano applicazione ai procedimenti disciplinari degli ordini professionali in quanto incidenti su diritti civili. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Talerico), sentenza n. 155 del 16 aprile 2026
- L’integrazione da parte del CNF della motivazione carente o mancante della decisione del Consiglio territorialeIl CNF è abilitato ad integrare una motivazione eventualmente insufficiente e finanche a modificare le ragioni poste a sostegno della decisione impugnata, nonché addirittura ad esplicitare le ragioni di una decisione non sopportata da alcuna motivazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Talerico), sentenza n. 155 del 16 aprile 2026
- Espressioni sconvenienti od offensive: i limiti di continenza e pertinenzaL’esercizio del diritto di critica, anche se aspro e veemente, è consentito quando funzionale alla tutela degli interessi del proprio assistito e non si risolva in una gratuita aggressione alla sfera morale e professionale altrui. Sono pertanto lecite le espressioni che, per quanto severe, si mantengano nell’alveo della dialettica processuale e della qualificazione giuridica dei… Leggi tutto: Espressioni sconvenienti od offensive: i limiti di continenza e pertinenza
- L’errore materiale non è causa di nullità della delibera del Consiglio territorialeLa presenza di meri refusi o di imprecisioni terminologiche non determina la nullità della delibera del Consiglio territoriale, trattandosi di mero errore materiale, ove non siano tali e tanti da pregiudicare l’intelligibilità della decisione stessa, sia nella sua parte motiva che in quella dispositiva (Nel caso di specie, l’errore riguardava la data delle relazioni del… Leggi tutto: L’errore materiale non è causa di nullità della delibera del Consiglio territoriale
- Procedimento disciplinare: il C.I. non ha l’obbligo di escutere i testi indicati dal segnalato (nè di motivare il rigetto dell’istanza istruttoria)Nella fase istruttoria preliminare del procedimento disciplinare, il Consigliere Istruttore può (e non “deve”) assumere informazioni e dichiarazioni da persone informate sui fatti, nonché acquisire atti ed invitare l’iscritto a rendere dichiarazioni con l’assistenza del proprio difensore (art. 15 co. 2 Reg. CNF n. 2/2014). Peraltro, non essendo previsto un obbligo di motivazione nell’esercizio di… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: il C.I. non ha l’obbligo di escutere i testi indicati dal segnalato (nè di motivare il rigetto dell’istanza istruttoria)
- Illecito svolgere l’incontro di mediazione presso il proprio studio professionaleCostituisce violazione dell’art. 54 del codice deontologico forense, con riferimento ai doveri di cui all’art. 53, il comportamento dell’avvocato che consente di svolgere l’incontro di mediazione presso il proprio studio, che si intrattiene con il mediatore privatamente in concomitanza con l’incontro di mediazione e che intesse rapporti professionali con il mediatore, così mettendone in discussione la… Leggi tutto: Illecito svolgere l’incontro di mediazione presso il proprio studio professionale
- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotteIl Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la rilevanza delle prove dedotte in virtù del principio del libero convincimento, con la conseguenza che la decisione assunta in base alle testimonianze ed agli atti acquisiti in conseguenza degli esposti deve ritenersi legittima, allorquando risulti coerente con le risultanze documentali acquisite… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte
- L’avvocato che intende agire in giudizio deve comunicare al collega avversario l’interruzione delle trattative stragiudizialiIn virtù dei doveri di colleganza e di trasparenza, l’Avvocato ha sempre il dovere di informare il collega, con cui è in corso una trattativa, dell’intenzione di procedere in giudizio, salvo che emergano circostanze univoche che depongano per la conclusione delle trattative stesse (art. 46 cdfArt. 46 cdf – Dovere di difesa nel processo e rapporto di colleganzaNell’attività giudiziale l’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza del dovere di difesa, salvaguardando, per quanto possibile, il rapporto di colleganza. L’avvocato deve rispettare l…Leggi il testo completo →). In particolare, anche in caso di esito negativo di… Leggi tutto: L’avvocato che intende agire in giudizio deve comunicare al collega avversario l’interruzione delle trattative stragiudiziali
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale ben può essere ridotta nella misura qualora l’incolpato ammetta le proprie responsabilità e dimostri consapevolezza del proprio errore, ove tale suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. D’Agostino), sentenza n. 153 del 16 aprile 2026
- L’illecito disciplinare non è scriminato dall’asserita buona fedeL’illecito disciplinare non è scriminato dall’asserita buona fede, giacché per l’imputabilità dell’infrazione è sufficiente la volontarietà con la quale è stato compiuto l’atto deontologicamente scorretto, a nulla rilevando la buona fede dell’incolpato ovvero le sue condizioni psico-fisiche, elementi dei quali si può tener conto solo nella determinazione concreta della sanzione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f.… Leggi tutto: L’illecito disciplinare non è scriminato dall’asserita buona fede
- La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinareAi fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi, dominarlo.… Leggi tutto: La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
- Gestione di denaro altrui: l’obbligo di ottenere istruzioni scritte e di attenervisiL’avvocato che riceva dal cliente denaro o altri beni in deposito fiduciario, deve contestualmente ottenere istruzioni scritte ed attenervisi, a pena di sanzione disciplinare (art. 30 cdfArt. 30 cdf – Gestione di denaro altruiL’avvocato deve gestire con diligenza il denaro ricevuto dalla parte assistita o da terzi nell’adempimento dell’incarico professionale ovvero quello ricevuto nell’interesse della parte assistita e dev…Leggi il testo completo →). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. D’Agostino), sentenza n. 153 del 16 aprile 2026
