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- La rilevanza (anche) deontologica dell’abusivo esercizio dell’attività di intermediazione finanziariaCostituisce illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che eserciti abusivamente l’attività di intermediatore finanziario (Nel caso di specie, il professionista si era fatto consegnare circa 150mila euro al fine di investirli in un fondo privato immobiliare, con la promessa di restituirli maggiorati entro un anno dall’investimento stesso, ma in realtà non provvedendo alla restituzione di… Leggi tutto: La rilevanza (anche) deontologica dell’abusivo esercizio dell’attività di intermediazione finanziaria
- Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologicoIn tema di violazione dell’art. 64 cdfArt. 64 cdf – Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terziL’avvocato deve adempiere alle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi. L’inadempimento ad obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare quando,…Leggi il testo completo → (Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi), la successiva prescrizione civilistica del diritto inadempiuto non elide il fatto storico e non fa quindi venir meno l’illecito deontologico, che si è ormai perfezionato e rimane pertanto soggetto alla sola prescrizione dell’azione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologico
- L’illecito disciplinare è indipendente dal verificarsi di un danno o dal suo risarcimentoIl pregiudizio eventualmente subìto dalla parte assistita o da terzi a causa dell’illecito deontologico costituisce uno degli aspetti che il giudice disciplinare deve valutare nella determinazione della sanzione (art. 21 co. 4 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →), ma non elemento costitutivo della fattispecie (che intende salvaguardare il decoro e la dignità dell’intera classe forense mediante la repressione di ogni… Leggi tutto: L’illecito disciplinare è indipendente dal verificarsi di un danno o dal suo risarcimento
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpatoL’asserito stato di bisogno non scrimina la rilevanza deontologica né attenua la sanzione disciplinare per l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf), tantopiù in mancanza di resipiscenza. Tuttavia, l’esistenza dei gravi problemi economico-familiari dell’incolpato il quale abbia agito in stato di bisogno e di gravi difficoltà economiche non dipendenti da fatto volontario… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanenteAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf) è illecito di natura permanente, in quanto la condotta che costituisce elemento costitutivo dell’illecito disciplinare è rappresentata non da un fatto istantaneo, quanto, piuttosto, da una situazione giuridica che si protrae nel tempo: appunto l’inadempimento che, per modalità e… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanente
- Inadempimento delle obbligazioni: l’ammissione alla (e l’esito della) procedura di esdebitazione non scrimina l’illecito deontologicoCon riferimento all’obbligo deontologico dell’avvocato di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi (art. 64 cdf), l’ammissione alla procedura di esdebitazione (recte, procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento ex L. n. 3/2012), presupponendo la confessoria incapacità di fare fronte alle obbligazioni assunte, stabilizza la permanenza dell’illecito disciplinare contestato, la cui natura è… Leggi tutto: Inadempimento delle obbligazioni: l’ammissione alla (e l’esito della) procedura di esdebitazione non scrimina l’illecito deontologico
- La necessaria correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non rileva in termini puramente formaliLa necessaria correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non rileva in termini puramente formali, rispondendo all’esigenza di garantire pienezza ed effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa e di evitare che l’incolpato sia condannato per un fatto rispetto al quale non abbia potuto esplicare difesa; ne consegue che la modifica, ad opera del giudice, della… Leggi tutto: La necessaria correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non rileva in termini puramente formali
- La “nuova” pregiudizialità penale: la sospensione del procedimento disciplinare è ora una (facoltativa) eccezioneCon l’entrata in vigore della L. n. 247/2012 (art. 54), la c.d. pregiudizialità penale ha subìto una forte attenuazione, giacché ora il procedimento disciplinare “può” essere sospeso solo se ciò sia ritenuto “indispensabile” (secondo una valutazione spettante al giudice del merito disciplinare ed insindacabile in sede di legittimità), poiché esso “si svolge ed è definito… Leggi tutto: La “nuova” pregiudizialità penale: la sospensione del procedimento disciplinare è ora una (facoltativa) eccezione
- L’istanza di sospensione del procedimento disciplinare in pendenza di quello penaleNon può essere accolta l’istanza di sospensione ex art. 295 c.p.c. qualora l’incolpato non abbia compiutamente dimostrato che il procedimento disciplinare riguarda gli stessi, identici fatti oggetto del procedimento penale. Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Corona), sentenza n. 59 del 25 febbraio 2026
- Praticanti avvocati: vietato assumere la difesa in una procedura di cessazione degli effetti civili del matrimonio, anche se svolta in sede di negoziazione assistitaLa difesa assunta ed esperita dal praticante avvocato in una procedura di cessazione degli effetti civili del matrimonio, anche se svolta in sede di negoziazione assistita, integra la violazione dell’art. 36 cdfArt. 36 cdf – Divieto di attività professionale senza titolo e di uso di titoli inesistentiCostituisce illecito disciplinare l'uso di un titolo professionale non conseguito ovvero lo svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione. Costituisce altresì illecito disc…Leggi il testo completo →, giacché l’art. 2 del D.L. n. 132/2014, conv. con mod. in L. n. 612/2014, prevede l’assistenza tecnica necessaria di avvocati iscritti all’albo ovvero… Leggi tutto: Praticanti avvocati: vietato assumere la difesa in una procedura di cessazione degli effetti civili del matrimonio, anche se svolta in sede di negoziazione assistita
- Praticanti avvocati e assistenza legale stragiudiziale: limitiIl patrocinio al quale sono abilitati i praticanti avvocati, deve essere limitato non solo alle controversie giudiziarie -ivi comprese le attività prodromiche o comunque da esse direttamente derivanti ovvero ad esse collegate-, ma anche alle attività stragiudiziali che rientrerebbero, per valore o materia, nelle previsioni del richiamato precetto normativo. Consegue che anche l’attività stragiudiziale del… Leggi tutto: Praticanti avvocati e assistenza legale stragiudiziale: limiti
- La giovane età e l’inesperienza dell’incolpato possono mitigare la sanzione disciplinare da irrogarsi in concretoLa giovane età dell’incolpato può comportare una mitigazione della sanzione da irrogarsi in concreto, giacché la determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo… Leggi tutto: La giovane età e l’inesperienza dell’incolpato possono mitigare la sanzione disciplinare da irrogarsi in concreto
- Istruttoria esperita in sede penale: il principio delle cc.dd. prove atipiche vale anche in sede disciplinareAnche in sede disciplinare opera il principio di “acquisizione della prova”, in forza del quale un elemento probatorio, legittimamente acquisito, una volta introdotto nel processo, è acquisito agli atti e, quindi, è ben utilizzabile da parte del giudice al fine della formazione del convincimento. Conseguentemente, le risultanze probatorie acquisite, pur se formate in un procedimento… Leggi tutto: Istruttoria esperita in sede penale: il principio delle cc.dd. prove atipiche vale anche in sede disciplinare
- La rilevanza istruttoria in sede disciplinare delle prove raccolte nel processo penaleIl giudice disciplinare può utilizzare anche ad esclusiva base del proprio convincimento le prove raccolte in un giudizio penale, ferma restando l’autonomia della valutazione sulla rilevanza disciplinare del fatto. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Palma), sentenza n. 58 del 25 febbraio 2026
- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotteIl Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la rilevanza delle prove dedotte in virtù del principio del libero convincimento, con la conseguenza che la decisione assunta in base alle testimonianze ed agli atti acquisiti in conseguenza degli esposti deve ritenersi legittima, allorquando risulti coerente con le risultanze documentali acquisite… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte
