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- La rilevanza istruttoria in sede disciplinare delle prove raccolte nel processo penaleIl giudice disciplinare può utilizzare anche ad esclusiva base del proprio convincimento le prove raccolte in un giudizio penale, ferma restando l’autonomia della valutazione sulla rilevanza disciplinare del fatto. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Palma, rel. Galletti), sentenza n. 296 del 24 ottobre 2025 NOTAIn senso conforme, per tutte, CNF n. 28/2019.
- Istruttoria esperita in sede penale: il principio delle cc.dd. prove atipiche vale anche in sede disciplinareAnche in sede disciplinare opera il principio di “acquisizione della prova”, in forza del quale un elemento probatorio, legittimamente acquisito, una volta introdotto nel processo, è acquisito agli atti e, quindi, è ben utilizzabile da parte del giudice al fine della formazione del convincimento. Conseguentemente, le risultanze probatorie acquisite, pur se formate in un procedimento… Leggi tutto: Istruttoria esperita in sede penale: il principio delle cc.dd. prove atipiche vale anche in sede disciplinare
- Sulla responsabilità disciplinare dell’avvocato che riporti in giudizio fatti falsi come appresi dal clienteVa mandato assolto da responsabilità deontologica l’avvocato che riferisca in giudizio fatti e circostanze, riferitegli dal cliente e di cui non abbia diretta conoscenza (art. 50 co. 5 cdf), poi dimostratesi non rispondenti al vero ma ex ante plausibili, ove non sia specificamente dimostrata, anche per presunzioni, una negligenza ovvero una consapevolezza della falsità stessa… Leggi tutto: Sulla responsabilità disciplinare dell’avvocato che riporti in giudizio fatti falsi come appresi dal cliente
- Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinareIl procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla… Leggi tutto: Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare
- L’esercizio dell’azione giudiziale da parte del legale privo di procuraL’avvocato che agisca giudizialmente privo di procura non depone certo nel senso di un operare professionale decoroso, diligente e competente, ma tale carenza non è di per se stessa (e cioè in assenza di altre aggiuntive circostanze, per esempio la dissenziente volontà del cliente o forme di scorretto accaparramento di clientela) un illecito deontologico, ben… Leggi tutto: L’esercizio dell’azione giudiziale da parte del legale privo di procura
- Il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinareIl procedimento disciplinare è caratterizzato dal c.d. principio accusatorio, sicché per l’irrogazione della sanzione disciplinare non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza ma al Consiglio territoriale di verificare in modo approfondito la sussistenza e l’addebitabilità dell’illecito deontologico. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. De Benedittis), sentenza n. 292 del 20 ottobre 2025
- Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinareIl procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla… Leggi tutto: Il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” vale anche in sede disciplinare
- Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commessoIn tema di rapporti tra giudizio penale e giudizio disciplinare, la sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nel primo ha efficacia di giudicato nel secondo quanto all’accertamento del fatto, alla sua eventuale illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso. Nel caso di proscioglimento in sede penale occorre invece distinguere: in deroga alla generale previsione… Leggi tutto: Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso
- Assoluzione penale e procedimento disciplinareNel processo disciplinare degli avvocati, novellato dalla legge 31 dicembre 2012, n. 247, che ha introdotto una autonoma valutazione da parte del Consiglio Nazionale Forense dei fatti ascritti all’incolpato, in via derogatoria rispetto alla generale previsione di cui all’art. 653 cod. proc. pen., solo l’accertamento, operato con sentenza penale irrevocabile, che «il fatto non sussiste»… Leggi tutto: Assoluzione penale e procedimento disciplinare
- Formazione continua: censura per l’avvocato c.d. “zerista”La mancata acquisizione di alcun credito formativo nel triennio costituisce illecito disciplinare sanzionabile con la censura, tenendo conto della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdf) e avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto,… Leggi tutto: Formazione continua: censura per l’avvocato c.d. “zerista”
- Violazione dell’obbligo di formazione e aggiornamento professionale: l’individuazione del dies a quo prescrizionaleLa violazione del dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua (artt. 15 e 70 cdf, art. 11 L. n. 247/2012) è un illecito omissivo a carattere istantaneo, con la conseguenza che il relativo dies a quo prescrizionale va individuato nell’ultimo giorno utile per il conseguimento dei crediti formativi richiesti per il periodo di riferimento… Leggi tutto: Violazione dell’obbligo di formazione e aggiornamento professionale: l’individuazione del dies a quo prescrizionale
- La rilevanza deontologica della dichiarazione dei redditi non corrispondente al veroCostituisce illecito (anche) deontologico il comportamento dell’avvocato che presenti una dichiarazione dei redditi non corrispondente al vero, e ciò indipendentemente dall’eventuale sanzione che l’ordinamento ricolleghi alla condotta stessa. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Scarano), sentenza n. 288 del 20 ottobre 2025
- La contestazione dell’addebito disciplinare non deve necessariamente indicare le norme deontologiche violateLa contestazione disciplinare nei confronti di un avvocato, che sia adeguatamente specifica quanto all’indicazione dei comportamenti addebitati, non richiede nè la precisazione delle fonti di prova da utilizzare nel procedimento disciplinare, nè la individuazione delle precise norme deontologiche che si assumono violate, dato che la predeterminazione e la certezza dell’incolpazione può ricollegarsi a concetti diffusi… Leggi tutto: La contestazione dell’addebito disciplinare non deve necessariamente indicare le norme deontologiche violate
- Sull’obbligo di adempiere con correttezza alle obbligazioniCostituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, dopo aver acquistato l’abbonamento ad una banca dati a nome del proprio praticante di studio, ometta di provedere al pagamento delle relative rate (art. 63 cdf), contravvenendo così anche ai doveri di fedeltà e correttezza che valgono pure nei confronti dei propri colleghi e collaboratori. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Sull’obbligo di adempiere con correttezza alle obbligazioni
- La riqualificazione del capo di incolpazione non vìola, di per sè, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciatoPer aversi violazione del principio di correlazione tra fatti contestati e quelli assunti a base della decisione, occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, del fatto concreto, sì da pervenire ad un’incertezza sull’oggetto dell’addebito da cui scaturisca una reale violazione del principio del contraddittorio e dei diritti della difesa. Ne consegue che l’indagine volta… Leggi tutto: La riqualificazione del capo di incolpazione non vìola, di per sè, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato