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- Procedimento disciplinare forense — Inammissibilità del ricorso dell’esponente per difetto di legittimazioneL’esponente autore dell’esposto nei confronti dell’avvocato sottoposto a procedimento disciplinare non è legittimato a proporre ricorso avverso le decisioni del Consiglio distrettuale di disciplina dinanzi al Consiglio Nazionale Forense, atteso che l’art. 61 della l. n. 247/2012 riserva la legittimazione ad impugnare all’incolpato (nel caso di affermazione di responsabilità), al Consiglio dell’Ordine presso cui l’incolpato… Leggi tutto: Procedimento disciplinare forense — Inammissibilità del ricorso dell’esponente per difetto di legittimazione
- Procedimento disciplinare avanti al CNF: la tardiva o mancata riassunzione del giudizio interrotto per perdita dello jus postulandi del ricorrente in proprioIn tema di procedimento disciplinare avanti al CNF, il venir meno dello jus postulandi dell’incolpato dopo la rituale proposizione dell’impugnazione in proprio comporta, ai sensi dell’art. 300 co. 3 c.p.c., l’interruzione del giudizio, da riassumersi entro tre mesi ai sensi dall’art. 305 c.p.c., pena l’estinzione del giudizio stesso e conseguente stabilizzazione della sanzione disciplinare impugnata… Leggi tutto: Procedimento disciplinare avanti al CNF: la tardiva o mancata riassunzione del giudizio interrotto per perdita dello jus postulandi del ricorrente in proprio
- [IMPORTANTE] Avvocati stabiliti ed integrati: sull’anzianità per l’iscrizione nella sezione dell’albo cassazionistiAi fini dell’anzianità necessaria per l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo cassazionisti:1) l’avvocato stabilito può cumulare gli anni di esercizio della professione in uno o più Stati membri con quelli svolti in Italia (art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 96/2001);2) dopo l’iscrizione all’albo ordinario, l’avvocato integrato (già stabilito) non può cumulare gli anni di esercizio della… Leggi tutto: [IMPORTANTE] Avvocati stabiliti ed integrati: sull’anzianità per l’iscrizione nella sezione dell’albo cassazionisti
- Il CNF può integrare, in sede di appello, la motivazione della decisione del Consiglio territorialeLa mancanza di adeguata motivazione non costituisce motivo di nullità della decisione del Consiglio territoriale, in quanto, alla motivazione carente, il Consiglio Nazionale Forense, giudice di appello, può apportare le integrazioni che ritiene necessarie. Il C.N.F. è infatti competente quale giudice di legittimità e di merito, per cui l’eventuale inadeguatezza, incompletezza e addirittura assenza della… Leggi tutto: Il CNF può integrare, in sede di appello, la motivazione della decisione del Consiglio territoriale
- L’avvocato non Cassazionista può adire in proprio il CNF solo in sede disciplinareL’avvocato può adire personalmente il Consiglio Nazionale Forense anche se non Cassazionista solo nell’ambito del (proprio) procedimento disciplinare (purché non sia privo dell’esercizio della professione in quanto cancellato o sospeso con provvedimento già esecutivo), valendo infatti negli altri casi la regola generale secondo cui le funzioni di rappresentanza e difesa avanti qualsiasi giurisdizione speciale –… Leggi tutto: L’avvocato non Cassazionista può adire in proprio il CNF solo in sede disciplinare
- Estinzione del processo per rinuncia a seguito di annullamento in autotutela del provvedimento impugnato da parte del COAVa dichiarata l’estinzione del processo per rinuncia allorché il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati abbia annullato in autotutela il provvedimento impugnato e il ricorrente abbia conseguentemente comunicato al CNF la propria rinuncia al ricorso. (Nella specie, il COA aveva denegato la cancellazione dall’albo richiesta dall’avvocato ai sensi dell’art. 17, comma 16, L. 247/2012 in ragione della… Leggi tutto: Estinzione del processo per rinuncia a seguito di annullamento in autotutela del provvedimento impugnato da parte del COA
- Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso e stabilizzazione della decisione disciplinare impugnataLa rinuncia al ricorso proposto dinanzi al Consiglio Nazionale Forense avverso la decisione del Consiglio Distrettuale di Disciplina comporta la dichiarazione di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con conseguente stabilizzazione della decisione disciplinare impugnata. (Nella specie, il ricorrente aveva rinunciato al ricorso avverso la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per… Leggi tutto: Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso e stabilizzazione della decisione disciplinare impugnata
- Determinazione della sanzione per illeciti tipici e atipiciNel caso di illecito tipico, la sanzione applicabile è quella indicata dalla stessa norma deontologica incriminatrice, mentre negli altri casi spetta al giudicante determinare la sanzione da irrogarsi in concreto tenendo conto del grado di offensività della condotta illecita e da scegliersi tra una di quelle tipizzate dall’ordinamento professionale (artt. 52 e 53 L. n.… Leggi tutto: Determinazione della sanzione per illeciti tipici e atipici
- Inapplicabilità del principio di stretta tipicità dell’illecito penale alla materia disciplinare forense e norma di chiusura dell’art. 9 CDFIl principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nella materia disciplinare forense, nell’ambito della quale non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, giacché il nuovo sistema deontologico forense — governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c. 3, 17 c. 1 e 51 c. 1 della L. 247/2012)… Leggi tutto: Inapplicabilità del principio di stretta tipicità dell’illecito penale alla materia disciplinare forense e norma di chiusura dell’art. 9 CDF
- Criteri di dosimetria della sanzione disciplinare: valutazione complessiva e non mero calcolo matematicoLa determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della valutazione del comportamento complessivo dell’incolpato, dovendo essere commisurata alla gravità del fatto, all’eventuale sussistenza del dolo e alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, avuto riguardo alle circostanze soggettive e oggettive nel cui contesto… Leggi tutto: Criteri di dosimetria della sanzione disciplinare: valutazione complessiva e non mero calcolo matematico
- Illecito disciplinare atipico ex art. 9 cdf e potere discrezionale del giudicante nella determinazione della sanzioneIn caso di illecito disciplinare a forma libera ex art. 9 CDF, ovvero non rientrante tra le ipotesi tipizzate nei titoli II, III, IV, V e VI del Codice deontologico forense, spetta al giudicante determinare discrezionalmente la relativa sanzione, tenendo conto del grado di offensività della condotta ritenuta lesiva e del suo disvalore deontologico. In… Leggi tutto: Illecito disciplinare atipico ex art. 9 cdf e potere discrezionale del giudicante nella determinazione della sanzione
- Autonomia dei procedimenti disciplinari tra loro e irrilevanza, nel procedimento in corso, della sopravvenuta assoluzione penale relativa a diverso procedimento disciplinare già definitoQualora nei confronti del medesimo avvocato siano stati aperti più procedimenti disciplinari per condotte diverse e differenti illeciti deontologici, ciascun procedimento è autonomo e indipendente. La sopravvenuta sentenza assolutoria pronunciata nel processo penale corrispondente ad un diverso procedimento disciplinare, già definito con decisione divenuta irrevocabile, non è deducibile nel procedimento disciplinare pendente, in quanto —… Leggi tutto: Autonomia dei procedimenti disciplinari tra loro e irrilevanza, nel procedimento in corso, della sopravvenuta assoluzione penale relativa a diverso procedimento disciplinare già definito
- Necessità di procura speciale autonoma e successiva alla decisione impugnata per la proposizione del ricorso al CNF o in CassazioneNel giudizio dinanzi al CNF (o alla Cassazione), l’incolpato può difendersi personalmente, purché iscritto nell’albo professionale ed in possesso dello ius postulandi, ovvero farsi assistere da altro avvocato, purché iscritto all’albo dei patrocinanti davanti alle Giurisdizioni Superiori e munito di mandato speciale, ovvero espressamente conferito per la fase di gravame in via autonoma e successiva… Leggi tutto: Necessità di procura speciale autonoma e successiva alla decisione impugnata per la proposizione del ricorso al CNF o in Cassazione
- Inapplicabilità ratione temporis dell’art. 182, comma 2, c.p.c. (testo novellato dalla riforma Cartabia) ai ricorsi proposti anteriormente al 28 febbraio 2023L’art. 182, comma 2, c.p.c., nel testo novellato dalla c.d. riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022, conv. L. 197/2022), che estende il meccanismo della sanatoria anche all’ipotesi di mancanza (e non solo di nullità) della procura alla lite, non è applicabile ai ricorsi proposti anteriormente al 28 febbraio 2023, data di entrata in vigore delle relative modifiche.… Leggi tutto: Inapplicabilità ratione temporis dell’art. 182, comma 2, c.p.c. (testo novellato dalla riforma Cartabia) ai ricorsi proposti anteriormente al 28 febbraio 2023
- Inammissibilità del ricorso al CNF proposto da difensore privo di procura speciale autonoma e successiva alla decisione impugnataÈ inammissibile il ricorso proposto dinanzi al Consiglio Nazionale Forense a mezzo di avvocato difensore privo di procura speciale autonoma e successiva alla decisione da impugnarsi. La legge professionale consente all’interessato iscritto nell’albo professionale e in possesso dello ius postulandi di difendersi personalmente ovvero, ai sensi dell’art. 60, comma 4, R.D. 37/1934, di farsi assistere… Leggi tutto: Inammissibilità del ricorso al CNF proposto da difensore privo di procura speciale autonoma e successiva alla decisione impugnata