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- La potenziale rilevanza deontologica dei contenuti pubblicati nei socialCostituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che pubblichi sulla propria pagina Facebook la diretta video delle operazioni di sgombero di un immobile a seguito di un’esecuzione forzata ai danni del proprio assistito, nel corso delle quali l’esecutato, salito sul tetto con una tanica di benzina e un accendino, proferisca offese e minacce nei confronti del… Leggi tutto: La potenziale rilevanza deontologica dei contenuti pubblicati nei social
- Rapporti con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Scriminante diritto di critica – LimitiAncorché il diritto di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario costituisca facoltà inalienabile del difensore, tale diritto deve essere sempre esercitato, in primo luogo, nelle modalità e con gli strumenti previsti dall’orientamento processuale e mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con… Leggi tutto: Rapporti con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Scriminante diritto di critica – Limiti
- I limiti del diritto di critica dei provvedimenti giudiziariIl diritto-dovere di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, sia con riferimento alla persona del giudicante sia al suo operato e alla funzione esercitata, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con pari dignità rispetto alla funzione della difesa. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: I limiti del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari
- L’incolpato non ha il diritto (assoluto) di porre qualsivoglia domanda all’esponente sentito quale testimoneL’incolpato può assistere all’audizione dell’esponente come teste e, prendendo la parola per ultimo, può difendersi e contraddire in ordine a tutto quanto affermato dall’esponente stesso, al quale tuttavia egli non ha il diritto insindacabile di rivolgere qualsivoglia domanda, la cui ammissibilità, infatti, è pur sempre soggetto al giudizio di rilevanza e pertinenza rimesso all’apprezzamento discrezionale… Leggi tutto: L’incolpato non ha il diritto (assoluto) di porre qualsivoglia domanda all’esponente sentito quale testimone
- Procedimento disciplinare: la generica necessità di occuparsi dei figli studenti fuori sede non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimentoAnche la sussistenza di problematiche familiari può giustificare il rinvio dell’udienza disciplinare per legittimo impedimento. Tuttavia, non diversamente da impedimenti dovuti a motivi di salute, anche in tal caso l’incolpato ha l’onere di porre il proprio giudice nella condizione di poter scrutinare la sussistenza nel parametro della assolutezza dell’impedimento stesso, che non può ritenersi sussistente… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la generica necessità di occuparsi dei figli studenti fuori sede non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento
- Le conseguenze del mancato invio del Modello 5Il mancato invio del Mod. 5 comporta un rilevante vulnus per il sistema previdenziale e assistenziale di Cassa Forense, perché non consente a quest’ultima di valutare il volume d’affari dei propri iscritti e conseguentemente di poter valutare gli introiti su cui potrà contare, al fine di predisporre ogni necessario adempimento, tra cui il bilancio, e… Leggi tutto: Le conseguenze del mancato invio del Modello 5
- Il COA di Busto Arsizio chiede di sapere se sia possibile iscrivere una società tra Avvocati quando l’avvocato sia uno solo mentre l’altro socio svolga una diversa professione. Secondo il COA rimettente, infatti, l’uso del plurale (“tra Avvocati”) lascia intendere che i soci avvocati debbano essere quanto meno due e non uno solo, al fine di evitare il rischio di trarre in inganno la clientela.Come noto, l’articolo 4-bis della legge professionale consente la costituzione di società “tra avvocati” alle quali partecipino, accanto a soci avvocati, anche soci non avvocati, purché restino rispettate le condizioni prescritte dalla medesima disposizione.Nel caso di specie, il problema sorgerebbe – ad avviso del COA rimettente – dal momento che, pur nel quadro di una… Leggi tutto: Il COA di Busto Arsizio chiede di sapere se sia possibile iscrivere una società tra Avvocati quando l’avvocato sia uno solo mentre l’altro socio svolga una diversa professione. Secondo il COA rimettente, infatti, l’uso del plurale (“tra Avvocati”) lascia intendere che i soci avvocati debbano essere quanto meno due e non uno solo, al fine di evitare il rischio di trarre in inganno la clientela.
- Il CDD di Napoli formula quesito in merito agli effetti delle dimissioni di un componente dalla carica. Chiede di sapere, in particolare, se le dimissioni, una volta pervenute e protocollate, siano revocabili, quale sia il momento di produzione dei loro effetti e se sia necessaria una presa d’atto formale da parte del Consiglio e se sia possibile reintegrare il componente in caso di revoca delle dimissioni prima della surroga. Chiede infine di conoscere “eventuali misure transitorie per garantire la continuità funzionale del CDD”.La risposta è resa nei termini seguenti.Sul punto, anzitutto, va richiamata la giurisprudenza domestica del CNF, secondo cui: “Le dimissioni da componente di un ente forense (nella specie, Consiglio dell’Ordine) costituiscono atto unilaterale e recettizio:unilaterale e dunque non bisognevoli di accettazione, in quanto nessuno dovrebbe essere costretto a rimanere nella titolarità di una carica contro… Leggi tutto: Il CDD di Napoli formula quesito in merito agli effetti delle dimissioni di un componente dalla carica. Chiede di sapere, in particolare, se le dimissioni, una volta pervenute e protocollate, siano revocabili, quale sia il momento di produzione dei loro effetti e se sia necessaria una presa d’atto formale da parte del Consiglio e se sia possibile reintegrare il componente in caso di revoca delle dimissioni prima della surroga. Chiede infine di conoscere “eventuali misure transitorie per garantire la continuità funzionale del CDD”.
- Il COA di Venezia chiede di sapere “se un professore di diritto canonico che ha esercitato per oltre un quinquennio presso una università dello Stato Città del Vaticano, possa essere iscritto all’albo ai sensi dell’art. 2, c. III lett. b L.P.”. In particolare, il COA rimettente chiede di sapere se la fattispecie di cui al quesito – specie in relazione all’equipollenza del titolo rilasciato dall’Università straniera di cui trattasi – consenta di superare il consolidato orientamento negativo del Consiglio nazionale in sede consultiva.Come correttamente ricordato dal COA rimettente, ai fini dell’iscrizione di cui all’articolo 2, comma 3, lettera b) della legge n. 247/12 è necessario aver insegnato materie giuridiche per un quinquennio presso università italiane. Pertanto, come ritenuto da ultimo nel parere n. 11/2021, deve ritenersi escluso l’insegnamento presso università straniere. Non vi sono ragioni per discostarsi… Leggi tutto: Il COA di Venezia chiede di sapere “se un professore di diritto canonico che ha esercitato per oltre un quinquennio presso una università dello Stato Città del Vaticano, possa essere iscritto all’albo ai sensi dell’art. 2, c. III lett. b L.P.”. In particolare, il COA rimettente chiede di sapere se la fattispecie di cui al quesito – specie in relazione all’equipollenza del titolo rilasciato dall’Università straniera di cui trattasi – consenta di superare il consolidato orientamento negativo del Consiglio nazionale in sede consultiva.
- Il COA di Brindisi formula quesito in materia di attività dell’avvocato dipendente di ente pubblico (nella fattispecie, un Comune), chiedendo di sapere – in particolare – se, in virtù di regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento del settore affari legali del Comune, l’attribuzione al dirigente dell’Avvocatura comunale di funzioni amministrative e gestionali ulteriori rispetto all’attività di assistenza, consulenza e difesa dell’Ente, ove comportanti esercizio di potestà amministrativa autonoma o responsabilità gestionali estranee all’attività professionale forense, risulti o meno compatibile con il regime di iscrizione nell’elenco speciale degli avvocati dipendenti di enti pubblici ai sensi degli artt. 19 e 23 della Legge 247/2012.Ai sensi dell’articolo 23 della legge professionale, l’iscrizione nell’elenco speciale degli avvocati dipendenti di enti pubblici è vincolata all’adibizione dell’avvocato, in condizioni di piena indipendenza ed autonomia, alla trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente. Di conseguenza, resta di regola esclusa qualunque commistione tra svolgimento dell’attività professionale e svolgimento di attività di gestione amministrativa… Leggi tutto: Il COA di Brindisi formula quesito in materia di attività dell’avvocato dipendente di ente pubblico (nella fattispecie, un Comune), chiedendo di sapere – in particolare – se, in virtù di regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento del settore affari legali del Comune, l’attribuzione al dirigente dell’Avvocatura comunale di funzioni amministrative e gestionali ulteriori rispetto all’attività di assistenza, consulenza e difesa dell’Ente, ove comportanti esercizio di potestà amministrativa autonoma o responsabilità gestionali estranee all’attività professionale forense, risulti o meno compatibile con il regime di iscrizione nell’elenco speciale degli avvocati dipendenti di enti pubblici ai sensi degli artt. 19 e 23 della Legge 247/2012.
- Il COA di Genova chiede di sapere se una studentessa in Giurisprudenza possa svolgere parte del tirocinio per l’accesso alla professione, eventualmente già nel semestre anteriore alla laurea e poi anche successivamente, utilizzando però il periodo di tirocinio presso uno studio legale degli Stati Uniti cui potrebbe accedere nell’ambito di un programma di scambio universitario tra l’Università di Genova e la Loyola Marymount University.Onde rispondere al quesito posto, vengono in rilievo le lettere c) e d) del comma 6 dell’articolo 41. Da un lato, infatti, la lettera c) prevede la possibilità di svolgere un semestre di tirocinio all’estero, ma solo “in altro Paese dell’Unione europea presso professionisti legali, con titolo equivalente a quello di avvocato, abilitati all’esercizio della… Leggi tutto: Il COA di Genova chiede di sapere se una studentessa in Giurisprudenza possa svolgere parte del tirocinio per l’accesso alla professione, eventualmente già nel semestre anteriore alla laurea e poi anche successivamente, utilizzando però il periodo di tirocinio presso uno studio legale degli Stati Uniti cui potrebbe accedere nell’ambito di un programma di scambio universitario tra l’Università di Genova e la Loyola Marymount University.
- Il COA di Velletri chiede di sapere se all’avvocato straniero sia richiesta la prestazione dell’impegno solenne di cui all’articolo 8 della legge professionale forense e se, in caso di risposta affermativa, l’impegno debba essere prestato al momento dell’iscrizione nella sezione speciale degli Avvocati stabiliti ovvero al momento della successiva integrazione nell’Albo.Ai sensi dell’articolo 8 della legge professionale, la prestazione dell’impegno solenne è condizione per l’esercizio della professione di avvocato.Con riferimento alla prestazione dell’impegno solenne da parte dell’avvocato straniero, resta fermo quanto già ritenuto con il parere n. 34/2016, a mente del quale: “La previsione dell’impegno solenne di cui all’art. 8 della Legge n. 247/2012, secondo… Leggi tutto: Il COA di Velletri chiede di sapere se all’avvocato straniero sia richiesta la prestazione dell’impegno solenne di cui all’articolo 8 della legge professionale forense e se, in caso di risposta affermativa, l’impegno debba essere prestato al momento dell’iscrizione nella sezione speciale degli Avvocati stabiliti ovvero al momento della successiva integrazione nell’Albo.
- Il COA di Torino chiede di sapere se i praticanti, trascorsi sei anni dall’iscrizione al relativo Registro, ove non abbiano superato l’esame di abilitazione, debbano essere cancellati e sulla procedura che debba adottare il COA.Onde rispondere al quesito, è sufficiente richiamare il disposto dell’articolo 17, comma 10, lettera b) della legge n. 247/12.Da tale disposizione discende che:a) il certificato di compiuta pratica non può essere richiesto trascorsi sei anni dall’iscrizione nel registro del tirocinio;b) una volta ottenuto il certificato di compiuta pratica, l’iscrizione può permanere se non sono ancora… Leggi tutto: Il COA di Torino chiede di sapere se i praticanti, trascorsi sei anni dall’iscrizione al relativo Registro, ove non abbiano superato l’esame di abilitazione, debbano essere cancellati e sulla procedura che debba adottare il COA.
- Il COA di Milano formula quesito in merito all’applicabilità della causa di incompatibilità di cui all’articolo 18, lettera b) della legge n. 247/2012 (attività di impresa commerciale) a coloro che affittino più di due immobili secondo il regime della locazione breve.L’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 50/2017 assoggetta a regime fiscale agevolato coloro che affittino immobili, per periodi non superiori a 30 giorni, “al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa”. L’articolo 1, comma 595 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 – come modificato dall’articolo 1, comma 17 della legge 30 dicembre 2025,… Leggi tutto: Il COA di Milano formula quesito in merito all’applicabilità della causa di incompatibilità di cui all’articolo 18, lettera b) della legge n. 247/2012 (attività di impresa commerciale) a coloro che affittino più di due immobili secondo il regime della locazione breve.
- Il COA di Ferrara formula quesito in merito alla compatibilità tra l’esercizio della professione forense e l’attività di massaggiatore olistico, precisando che tale attività è riconducibile a quella di una professione “non organizzata in ordini o collegi” ai sensi della legge n. 4/2013 e che, secondo quanto dichiarato dall’interessato, l’attività verrebbe svolta in forma occasionale e senza carattere di sistematicità, continuità od organizzazione aziendale, con redditi contenuti e tali da non configurare una autonoma “abitualità professionale” e, infine, con modalità idonee a preservare il decoro e la dignità della professione forense.La risposta è resa nei termini seguenti.Come già ritenuto nei pareri nn. 41/2024 e 36/2017, l’esercizio di attività riconducibili all’ambito delle professioni non organizzate in ordini o collegi ai sensi della legge n. 4/2013 non è, di per sé, incompatibile con l’esercizio della professione forense, dal momento che non configura l’iscrizione in Albo professionale.Tuttavia, deve… Leggi tutto: Il COA di Ferrara formula quesito in merito alla compatibilità tra l’esercizio della professione forense e l’attività di massaggiatore olistico, precisando che tale attività è riconducibile a quella di una professione “non organizzata in ordini o collegi” ai sensi della legge n. 4/2013 e che, secondo quanto dichiarato dall’interessato, l’attività verrebbe svolta in forma occasionale e senza carattere di sistematicità, continuità od organizzazione aziendale, con redditi contenuti e tali da non configurare una autonoma “abitualità professionale” e, infine, con modalità idonee a preservare il decoro e la dignità della professione forense.
