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- Natura accusatoria del procedimento disciplinare e onere della prova a carico dell’organo di disciplinaIl procedimento disciplinare a carico degli avvocati ha natura accusatoria; pertanto, ai fini della condanna disciplinare, la prova della responsabilità dell’incolpato deve essere raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio. Non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza, né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, gravando invece sul Consiglio territoriale di disciplina l’onere di verificare in… Leggi tutto: Natura accusatoria del procedimento disciplinare e onere della prova a carico dell’organo di disciplina
- Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebitoIn ottemperanza ai più elementari principi che governano, sia nel procedimento civile che in quello penale, la ricerca della prova dei fatti dedotti nel procedimento, la sola accusa formulata dall’esponente, non suffragata, poi, da congrua documentazione e/o da dichiarazioni testimoniali rese da terzi disinteressati, è da ritenersi insufficiente al fine di comprovare la responsabilità dell’incolpato,… Leggi tutto: Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito
- Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponenteLe dichiarazioni dell’esponente possono assumere da sole valore di prova quando trovano riscontro in altri elementi obiettivi e documentali, e siano altresì esenti da lacune e vizi logici. Pertanto, l’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponente
- Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolteAnche in tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il giudice non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte né di effettuare una particolareggiata disamina degli elementi di giudizio non ritenuti significativi, essendo sufficiente a soddisfare l’esigenza di adeguata motivazione che il raggiunto convincimento risulti da un esame logico e coerente, non… Leggi tutto: Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolte
- Il curatore speciale del minore non può assistere un genitore contro l’altro in controversie familiariL’avvocato che abbia assistito il minore in controversie familiari deve sempre astenersi dal prestare la propria assistenza in favore di uno dei genitori in successive controversie aventi la medesima natura, e viceversa, ex art. 68 co. 5 cdf (Nel caso di specie, dopo essere stato curatore speciale del minore, l’avvocato si era costituito nel giudizio… Leggi tutto: Il curatore speciale del minore non può assistere un genitore contro l’altro in controversie familiari
- Assistenza legale nelle controversie familiari: la ratio del divieto di cui all’art. 68 co. 5 cdfL’art. 68 co. 5 cdf sanziona la condotta dell’avvocato che, dopo aver assistito un minore in una causa familiare, assuma successivamente la difesa di uno dei genitori, non solo per il potenziale conflitto di interessi, ma anche per la posizione privilegiata che il legale può, anche solo in astratto, avere per le informazioni ricevute e… Leggi tutto: Assistenza legale nelle controversie familiari: la ratio del divieto di cui all’art. 68 co. 5 cdf
- Sigla “p. Avv.”: vietato l’uso di abbreviazioni equivoche che ingenerino confusione sul titolo professionale possedutoIntegra illecito disciplinare la condotta del praticante avvocato che, anche nella propria corrispondenza, si limiti ad aggiungere l’iniziale “p.” alla parola “avvocato”, trattandosi di informazione equivoca e comunque decettiva cioè idonea a trarre in inganno o in ogni caso a fondare false aspettative, quindi non veritiera e non corretta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona,… Leggi tutto: Sigla “p. Avv.”: vietato l’uso di abbreviazioni equivoche che ingenerino confusione sul titolo professionale posseduto
- Praticanti avvocati: vietato usare la dicitura “studio legale” nella propria carta intestataPone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il praticante che utilizzi biglietti da visita e carta intestata ivi indicando la dicitura del proprio “studio legale”, così ingenerando nei terzi il convincimento di potersi riferire ad un soggetto abilitato ad esercitare la professione forense ed inducendo pertanto in errore i clienti sui titoli del professionista. Consiglio… Leggi tutto: Praticanti avvocati: vietato usare la dicitura “studio legale” nella propria carta intestata
- Inammissibile l’impugnazione della decisione della Commissione elettorale, in assenza di specifica impugnativa del provvedimento di proclamazione degli elettiIn tema di contenzioso elettorale, l’eventuale impugnativa di un atto endoprocedimentale come la decisione della Commissione elettorale immediatamente lesivo, deve essere necessariamente seguita dall’impugnativa del provvedimento conclusivo del procedimento qualora espressamente disposta dalla legge, in assenza della quale impugnativa gli effetti del provvedimento finale vengono a consolidarsi, con il conseguenziale sopravvenuto difetto di interesse alla… Leggi tutto: Inammissibile l’impugnazione della decisione della Commissione elettorale, in assenza di specifica impugnativa del provvedimento di proclamazione degli eletti
- Inammissibile l’impugnazione al CNF carente della specificità dei motivi del gravameLa specificità dei motivi del gravame, necessaria al fine della ammissibilità del ricorso al CNF richiede l’indicazione chiara ed inequivoca, ancorchè succinta, delle ragioni di fatto e di diritto della doglianza, tale da consentire l’esatta identificazione dei limiti del devolutum e, quindi, delle questioni che si intendono sottoporre al riesame, con la conseguenza che va… Leggi tutto: Inammissibile l’impugnazione al CNF carente della specificità dei motivi del gravame
- L’impugnazione tardiva è inammissibileE’ inammissibile in quanto tardivo l’appello proposto oltre il termine di legge, giacché i termini per la impugnazione delle decisioni sono perentori e non possono pertanto essere prorogati, sospesi o interrotti, se non nei casi eccezionali espressamente previsti dalla legge (Nel caso di specie trattavasi di impugnazione avverso richiamo verbale, proposta oltre 30 giorni dalla… Leggi tutto: L’impugnazione tardiva è inammissibile
- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiAccertata la sussistenza degli elementi idonei a sanzionare disciplinarmente la condotta del ricorrente, occorre determinarne la entità, considerando, a tal fine, che agli organi disciplinari è riservato il potere di applicare la sanzione adeguata alla gravità ed alla natura del comportamento deontologicamente non corretto. In particolare, la determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
- I “precedenti disciplinari” sono esclusivamente le condanne divenute definitiveIn ossequio al principio costituzionale della c.d. presunzione di innocenza (art. 27 Cost.), applicabile anche al procedimento disciplinare che -sebbene sia un procedimento amministrativo- riveste natura giustiziale, per “precedenti disciplinari” di cui all’art. 21 co. 4 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle… Leggi tutto: I “precedenti disciplinari” sono esclusivamente le condanne divenute definitive
- L’invio tardivo del Mod. 5 fa venir meno la sospensione amministrativa ma non scrimina l’illecito deontologicoIl mancato invio del Mod. 5 a Cassa forense comporta la sospensione (non disciplinare) dell’iscritto a tempo indeterminato da parte del Consiglio dell’Ordine (art. 17, co. 5, L. n. 576/1980), ferma restando l’autonoma e ulteriore rilevanza deontologica del comportamento stesso (art. 70 cdfArt. 70 cdf – Rapporti con il Consiglio dell’OrdineL’avvocato, al momento dell’iscrizione all’albo,… Leggi tutto: L’invio tardivo del Mod. 5 fa venir meno la sospensione amministrativa ma non scrimina l’illecito deontologico
- Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanenteL’omesso invio del Mod. 5 a Cassa forense costituisce condotta illecita di natura permanente, sicché il dies a quo prescrizionale inizia a decorrere dalla data in cui cessa la condotta omissiva e cioè dalla data in cui l’avvocato provvede ad inviare la prevista dichiarazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Stefanì), sentenza n. 39… Leggi tutto: Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanente
