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- La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinareAi fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi, dominarlo.… Leggi tutto: La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
- L’obbligo di corrispondere il compenso al domiciliatarioL’avvocato che abbia scelto o incaricato direttamente altro collega di esercitare le funzioni di rappresentanza o assistenza, ha l’obbligo di provvedere a retribuirlo, ove non adempia il cliente, ex art. 43 cdf. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Scarano), sentenza n. 1 del 27 gennaio 2026
- L’inadempimento delle obbligazioni non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpatoL’asserito stato di bisogno non scrimina la rilevanza deontologica né attenua la sanzione disciplinare per l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf, art. 43 cdf), tantopiù in mancanza di resipiscenza. Tuttavia, l’esistenza dei gravi problemi economico-familiari dell’incolpato il quale abbia agito in stato di bisogno e di gravi difficoltà economiche non dipendenti… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
- Procedimento disciplinare: il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolteIn tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il giudice non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte né di effettuare una particolareggiata disamina degli elementi di giudizio non ritenuti significativi, essendo sufficiente a soddisfare l’esigenza di adeguata motivazione che il raggiunto convincimento risulti da un esame logico e coerente , non… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte
- RicusazioneConformemente a quanto previsto per la ricusazione dei giudici ordinari, il procedimento di ricusazione che si svolge innanzi al CDD è caratterizzato da particolare celerità e, ai sensi degli artt. 7 e 8 Reg. CNF n. 2/2014, non prevede la fissazione di un’udienza di discussione, né alcuna comunicazione al ricusante, garantendo a quest’ultimo l’impugnazione al… Leggi tutto: Ricusazione
- Art. 27 dovere di informazioneAi sensi dell’art. 27 CDF, l’avvocato è tenuto a fornire, al momento del conferimento del mandato e in tutto il corso dello svolgimento, informazioni chiare, esaustive e intellegibili anche dal cliente privo di conoscenze tecniche, che va avvertito altresì della necessità del compimento di atti necessari ad evitare effetti pregiudizievoli; a tal fine non è… Leggi tutto: Art. 27 dovere di informazione
- AVVOCATO E PROCURATORE – ONORARI – PATTO DI QUOTA LITE Avvocato – Compensi – Patto di quota lite stipulato dopo la riformulazione dell’art. 2233 c.c., operata dal d.l. 223 del 2006, conv. con modif. dalla l. n. 248 del 2006, e prima dell’entrata in vigore dell’art. 13 l. n. 247 del 2012 – Validità – Limiti.In tema di compensi di avvocato, il patto di quota lite, stipulato dopo la riformulazione dell’art. 2233 c.c., operata dal d.l. n. 223 del 2006, conv. con modif. dalla l. n. 248 del 2006, e prima dell’entrata in vigore dell’art. 13 della l. n. 247 del 2012, è valido, a meno che, valutato sotto il… Leggi tutto: AVVOCATO E PROCURATORE – ONORARI – PATTO DI QUOTA LITE Avvocato – Compensi – Patto di quota lite stipulato dopo la riformulazione dell’art. 2233 c.c., operata dal d.l. 223 del 2006, conv. con modif. dalla l. n. 248 del 2006, e prima dell’entrata in vigore dell’art. 13 l. n. 247 del 2012 – Validità – Limiti.
- AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – IN GENERE Capo di incolpazione – Specificazione – Limiti – Trasformazione del nucleo storico del fatto – Inammissibilità.Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati, la specificazione, nel corso del giudizio, del capo di incolpazione generico non integra violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza laddove lasci immutato il nucleo storico del fatto – e non introduca, quindi, per la prima volta, circostanze essenziali che ne modifichino gli elementi identificativi -,… Leggi tutto: AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – IN GENERE Capo di incolpazione – Specificazione – Limiti – Trasformazione del nucleo storico del fatto – Inammissibilità.
- AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – IN GENERE Contestazione dell’accusa – Genericità – Correlazione tra accusa e decisione – Presupposti – Regime della nullità – Differenze – Fattispecie.Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati, la genericità della contestazione dell’accusa, per carenza di chiarezza e precisione nella descrizione del fatto, si traduce in una nullità relativa dell’atto di vocatio (decreto che dispone il giudizio o citazione), che rimane sanata se non tempestivamente dedotta (art. 181, comma 3, c.p.p.), mentre la violazione del principio… Leggi tutto: AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – IN GENERE Contestazione dell’accusa – Genericità – Correlazione tra accusa e decisione – Presupposti – Regime della nullità – Differenze – Fattispecie.
- AVVOCATO E PROCURATORE – ONORARI – TARIFFE PROFESSIONALI – IN GENERE D.m. n. 55 del 2014, come modificato dal d.m. n. 37 del 2018 – Riducibilità oltre il 50 % dei valori medi delle tabelle allegate – Esclusione – Contrasto con gli artt. 101, paragrafo 1, TFUE, e 4, paragrafo e, TUE – Esclusione – Fondamento.L’impossibilità per il giudice di diminuire di oltre il 50% i valori medi di cui alle tabelle allegate al d.m. n. 55 del 2014, introdotta dal d.m. n. 37 del 2018, non è in contrasto con gli artt. 101, par. 1, TFUE, e 4, par. e, TUE, in quanto: a) le tariffe, seppure predisposte dal… Leggi tutto: AVVOCATO E PROCURATORE – ONORARI – TARIFFE PROFESSIONALI – IN GENERE D.m. n. 55 del 2014, come modificato dal d.m. n. 37 del 2018 – Riducibilità oltre il 50 % dei valori medi delle tabelle allegate – Esclusione – Contrasto con gli artt. 101, paragrafo 1, TFUE, e 4, paragrafo e, TUE – Esclusione – Fondamento.
- Divieto ex art. 48 del Codice Deontologico Forense – Esclusiva rilevanza sul piano deontologico e disciplinare – Conseguenze – Produzione del documento contenente la corrispondenza vietata – Ammissibilità – Utilizzabilità come mezzo di prova – Criteri.In tema di processo civile, l’art. 48 del vigente Codice Deontologico Forense, che vieta all’avvocato di produrre, riportare in atti processuali o riferire in giudizio la corrispondenza intercorsa esclusivamente tra colleghi qualificata come riservata, nonché quella contenente proposte transattive e relative risposte, ha rilevanza esclusivamente sul piano deontologico e disciplinare e non è diretto a… Leggi tutto: Divieto ex art. 48 del Codice Deontologico Forense – Esclusiva rilevanza sul piano deontologico e disciplinare – Conseguenze – Produzione del documento contenente la corrispondenza vietata – Ammissibilità – Utilizzabilità come mezzo di prova – Criteri.
- AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – AZIONE DISCIPLINARE – IN GENERE Pregiudiziale penale – Presupposti – Identità del fatto contestato in sede disciplinare e penale – Esclusione – Complessiva condotta ai fini penali – Rilevanza.In tema di procedimento disciplinare nei confronti di avvocati, il principio della cd. pregiudizialità penale (vigente prima dell’introduzione della l. n. 247 del 2012) non presuppone l’esatta coincidenza della condotta disciplinarmente rilevante con i fatti contestati nel capo d’imputazione, dovendosi avere riguardo alla complessiva condotta tenuta dal soggetto ai fini penali. (massima uff.) Corte di… Leggi tutto: AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – AZIONE DISCIPLINARE – IN GENERE Pregiudiziale penale – Presupposti – Identità del fatto contestato in sede disciplinare e penale – Esclusione – Complessiva condotta ai fini penali – Rilevanza.
- La resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione disciplinareIl trattamento sanzionatorio può essere mitigato in grado di impugnazione in ragione della maturata consapevolezza dell’incolpato della rilevanza deontologica della propria condotta desumibile dall’abbandono delle tesi difensive volte a negare il disvalore del fatto e come tale denotante resipiscenza. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Berti Arnoaldi Veli), sentenza n. 161 del 22 aprile… Leggi tutto: La resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione disciplinare
- Art. 50 dovere di veritàLa violazione del dovere di verità di cui all’art. 50 c.d.f. è configurabile esclusivamente con riferimento a condotte realizzate dall’avvocato nell’ambito di procedimenti giudiziari, restandone esclusa l’applicabilità alle dichiarazioni mendaci rese in sedi diverse, ivi compresi i procedimenti amministrativi, ferma restando la rilevanza disciplinare della condotta ai sensi dell’art. 9 c.d.f. per violazione dei doveri… Leggi tutto: Art. 50 dovere di verità
- La rilevanza disciplinare delle condotte consumatesi prima dell’iscrizione all’albo.Fatte salve le ipotesi in cui la condotta disciplinarmente rilevante si sia protratta nel tempo oltre la data di iscrizione all’Albo e quella in cui il “vulnus” al prestigio e al decoro della categoria sia ancora percepibile nel periodo di iscrizione, le condotte, anche di rilevanza penale, consumate prima dell’iscrizione all’Albo non possono fondare la potestà disciplinare,… Leggi tutto: La rilevanza disciplinare delle condotte consumatesi prima dell’iscrizione all’albo.
