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- Inneggiare alla violenza fascista costituisce illecito disciplinareCostituisce illecito disciplinare, per violazione dell’art. 9 cdf, il comportamento dell’avvocato che pubblichi un post sui social avente un contenuto riconducibile alla simbologia più violenta del disciolto partito fascista, trattandosi di condotta contraria ai doveri di probità e decoro previsti a salvaguardia dell’immagine della professione forense (Nel caso di specie, l’incolpato aveva pubblicato una foto… Leggi tutto: Inneggiare alla violenza fascista costituisce illecito disciplinare
- Facebook: la pubblicazione limitata agli “amici” non esclude l’eventuale illiceità del postL’eventuale rilevanza deontologica di un post sui social prescinde dal numero di persone a cui fosse destinato anche in base alle impostazioni di pubblicazione più o meno ristretta, giacché -una volta on line- il contenuto stesso può essere agevolmente diffuso senza le originarie limitazioni (mediante screenshot, copia-incolla, ecc.), e di ciò l’autore accetta implicitamente il… Leggi tutto: Facebook: la pubblicazione limitata agli “amici” non esclude l’eventuale illiceità del post
- Per la funzione sociale che svolge, all’avvocato è richiesto (anche sui social e nella vita privata) un codice di condotta più severo di quello del comune cittadinoL’avvocato ha il dovere di comportarsi in ogni situazione, quindi anche sui social e nella dimensione privata, con la dignità ed il decoro imposti dalla funzione che svolge, la quale comporta doveri additivi rispetto al comune cittadino, a salvaguardia della reputazione e dell’immagine dell’Avvocatura (Nella specie, trattavasi di un post su Facebook). Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Per la funzione sociale che svolge, all’avvocato è richiesto (anche sui social e nella vita privata) un codice di condotta più severo di quello del comune cittadino
- Illecito deontologico commesso tramite social: l’individuazione del dies a quo prescrizionaleLa pubblicazione di un contenuto su internet, che rivesta rilievo disciplinare, costituisce illecito istantaneo ad effetti permanenti, sicché il dies a quo prescrizionale va individuato nel giorno in cui il contenuto stesso sia eventualmente rimosso ovvero, in mancanza di cancellazione o della prova che sia avvenuta, dalla data di notifica della decisione disciplinare del CDD… Leggi tutto: Illecito deontologico commesso tramite social: l’individuazione del dies a quo prescrizionale
- Difensori d’ufficio e patrocinio a spese dello Stato: la rinuncia al mandato professionale presuppone ragioni obiettive e seriamente apprezzabiliIn linea generale, l’avvocato può sempre rinunciare al mandato, purché con le cautele necessarie, cioè dando un congruo preavviso e fornendo al cliente tutte le informazioni utili a non pregiudicarne la difesa (art. 32 co. 1 e 2 cdf, art. 14 co. 1 L. n. 247/2012). Tuttavia, con particolar riferimento agli incarichi dei difensori d’ufficio… Leggi tutto: Difensori d’ufficio e patrocinio a spese dello Stato: la rinuncia al mandato professionale presuppone ragioni obiettive e seriamente apprezzabili
- La citazione a giudizio dell’incolpato deve contenere l’enunciazione in forma chiara e precisa degli addebitiIn tema di procedimento disciplinare, la citazione a giudizio dell’incolpato deve contenere “l’enunciazione in forma chiara e precisa degli addebiti” (art. 59 co. 1 lett. d n. 2 L. n. 247/2012 e art. 21 n. 2, lett. b) Reg. CNF n. 2/2014). Conseguentemente, deve affermarsi la violazione della regola della corrispondenza tra la contestazione e… Leggi tutto: La citazione a giudizio dell’incolpato deve contenere l’enunciazione in forma chiara e precisa degli addebiti
- Patrocinio a spese dello Stato: la quantificazione del compenso per il sub-incarico ad un collegaIn mancanza di diverso accordo inter partes, anche per il compenso professionale dell’avvocato, incaricato da un collega che assista una parte ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, deve aversi riguardo alle stesse riduzioni previste per il dominus della pratica (nella specie, 50%), e ciò in ossequio ai doveri di lealtà, probità e… Leggi tutto: Patrocinio a spese dello Stato: la quantificazione del compenso per il sub-incarico ad un collega
- I due principi cardine in tema di compenso professionaleIl complesso delle norme deontologiche che regolano i rapporti in tema di compenso ruota su due principi cardine: a) rispetto, sempre e comunque, nella determinazione convenzionale del compenso dei canoni di lealtà, probità e correttezza (art. 9 c.d.f.); b) conformità del compenso liberamente pattuito inter partes a canoni di adeguatezza e proporzionalità rispetto all’attività professionale… Leggi tutto: I due principi cardine in tema di compenso professionale
- La prestazione professionale dell’avvocato si presume onerosa anche quando svolta a favore di un collegaLa prestazione dell’avvocato può anche essere gratuita, ma si presume onerosa. Conseguentemente, per esigere il pagamento, il professionista deve provare l’incarico e l’adempimento dell’obbligazione assunta, ma non anche la pattuizione di un corrispettivo, sia pure non determinato nel suo ammontare, mentre il committente ha l’onere di provare l’eventuale accordo sulla gratuità della prestazione. Tali principi… Leggi tutto: La prestazione professionale dell’avvocato si presume onerosa anche quando svolta a favore di un collega
- La corrispondenza “riservata” può essere prodotta in sede disciplinare a fini difensiviIl divieto di cui all’art. 48 cdf non riguarda la corrispondenza “riservata” prodotta, a fini difensivi, in sede disciplinare. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. De Benedittis), sentenza n. 393 del 22 dicembre 2025 NOTAAnalogamente, cfr. pure:
- La formazione e l’utilizzo di atti falsi sono illeciti permanentiL’utilizzo in giudizio di un documento falso costituisce illecito di natura permanente, in quanto i suoi effetti si protraggono per tutto il tempo in cui l’incolpato si avvalga del documento stesso, sicché la cessazione della condotta coincide con la conclusione di quel giudizio. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. De Benedittis), sentenza n. 393… Leggi tutto: La formazione e l’utilizzo di atti falsi sono illeciti permanenti
- Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebitoIn ottemperanza ai più elementari principi che governano, sia nel procedimento civile che in quello penale, la ricerca della prova dei fatti dedotti nel procedimento, la sola accusa formulata dall’esponente, non suffragata, poi, da congrua documentazione e/o da dichiarazioni testimoniali rese da terzi disinteressati, è da ritenersi insufficiente al fine di comprovare la responsabilità dell’incolpato,… Leggi tutto: Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito
- L’assenza dell’esponente all’udienza dibattimentale non ha di per sè rilevanza istruttoria favorevole all’incolpatoLa mancata partecipazione dell’esponente all’udienza dibattimentale per la quale sia stato convocato non rileva quale sostanziale “prova contraria” rispetto all’esposto stesso. Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Stefanì), sentenza n. 390 del 13 dicembre 2025
- Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponenteLe dichiarazioni dell’esponente possono assumere da sole valore di prova quando trovano riscontro in altri elementi obiettivi e documentali, e siano altresì esenti da lacune e vizi logici. Pertanto, l’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponente
- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiAccertata la sussistenza degli elementi idonei a sanzionare disciplinarmente la condotta del ricorrente, occorre determinarne la entità, considerando, a tal fine, che agli organi disciplinari è riservato il potere di applicare la sanzione adeguata alla gravità ed alla natura del comportamento deontologicamente non corretto. In particolare, la determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti