L’avvocato ha l’onere di consultare la propria casella di posta elettronica certificata, al fine di verificare la ricezione di eventuali notifiche e comunicazioni. Peraltro, tale onere non viene meno allorché l’avvocato sia attinto da sospensione cautelare/disciplinare ovvero altrimenti soggetto al divieto temporaneo di esercitare la professione (giacché l’indirizzo pec del professionista viene di regola anche utilizzato per le comunicazioni e notifiche della pubblica amministrazione, attinenti la vita personale), né subisce eccezioni qualora il professionista sia attinto da un divieto cautelare penale di accesso ad internet e di uso di strumenti telematici, ben potendo (rectius, dovendo) anche in tal caso monitorare la propria PEC eventualmente all’uopo delegando soggetti terzi, ivi compreso il proprio difensore, implicitamente accettando, in mancanza, i rischi e le relative conseguenze della propria negligenza (Nel caso di specie, nel corso di un processo penale parallelo al procedimento disciplinare per i medesimi fatti, il tribunale penale aveva vietato l’uso di internet all’imputato/incolpato, che inizialmente aveva quindi all’uopo delegato il proprio legale al monitoraggio della casella PEC. Successivamente sospeso cautelarmente dal CDD, l’incolpato aveva revocato al proprio legale la delega di monitoraggio della PEC, perché in thesi quell’uso -ancorché delegato- della PEC sarebbe stato incompatibile con il suo status di sospeso dall’esercizio della professione forense. Conseguentemente, l’incolpato eccepiva l’asserita nullità del procedimento disciplinare in quanto le comunicazioni del CDD erano state inviate al suo indirizzo PEC, a cui non aveva avuto accesso, né direttamente -perché inibito dal provvedimento cautelare del tribunale penale-, né indirettamente, stante la revoca della delega al monitoraggio della casella, ritenuta asseritamente doverosa all’indomani della sua sospensione cautelare da parte del CDD. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF -rilevato che l’incolpato aveva peraltro preso cognizione effettiva delle PEC del CDD- ha rigettato l’eccezione).
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 54 del 20 Febbraio 2026 (respinge) (sospensione)– Consiglio territoriale: CDD, delibera