Il Consiglio dell’Ordine rimettente (Barcellona Pozzo di Gotto) chiede se possa essere iscritto all’albo un abilitato all’esercizio della professione, il quale, sulla base di un contratto di diritto privato, presti la propria opera a favore di un Comune, nell’ambito di un “Progetto di utilità collettiva” ai sensi della legislazione regionale siciliana.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “La costante interpretazione fornita dalla Commissione dell’incompatibilità di cui al terzo comma dell’art. 3, R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, è nel senso che, anche in presenza di contratti di diritto privato o di altre forme di incarico conferite da enti pubblici locali a professionisti legali, […]

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Il quesito (del COA di Isernia) verte sulla possibilità di iscrivere un dirigente di una A.S.L., il quale temporaneamente sostituisca il responsabile dell’Unità affari legali, nell’elenco speciale degli avvocati esercenti la professione presso enti pubblici.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “La Commissione ritiene di ribadire la propria costante giurisprudenza (v., da ultimo, parere 27 aprile 2005, n. 15) basata sul principio secondo cui, in forza della norma di cui all’art. 3, r.d.l. 1578/1933, affinché un avvocato dipendente di un ente pubblico sia iscritto nell’elenco speciale annesso […]

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Il quesito (del COA di Paola) verte sulla possibilità di iscrivere, fuori del termine annuale previsto, ulteriori nominativi nell’elenco dei difensori per il patrocinio a spese dello Stato, e – se sì – sull’eventualità che i professionisti così inseriti assumano patrocini a carico dell’Erario prima di detta data.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “La Commissione ritiene di ribadire quanto già sostenuto nella circolare del C.N.F. n. 11-C/2005 e confermato nella propria giurisprudenza (v. parere 27 aprile 2005, n. 43), ossia che il termine annuale per la revisione dell’elenco dei professionisti abilitati alla difesa a spese dello Stato è di […]

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Il quesito (del COA di Perugia) attiene la validità, ai fini dell’ammissione all’esame di avvocato, di un certificato di compiuta pratica rilasciato al termine di un periodo di un solo anno, come previsto dalla normativa vigente fino al 1985.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “Per sostenere l’esame di abilitazione professionale e per ottenere il conseguente diritto all’iscrizione nell’albo degli avvocati è necessario essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 17, del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578. In particolare è necessario avere riguardo al testo della norma come attualmente […]

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Il quesito (del COA di Piacenza) attiene all’ipotesi in cui, a seguito di impugnazione, il Consiglio Nazionale Forense ha riformato la decisione comminata dal Consiglio territoriale, comminando la sanzione dell’avvertimento in luogo della censura. L’Ordine remittente chiede di sapere a chi sia attribuita la competenza ad eseguire la decisione.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “Osserva la Commissione che l’art. 38 del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, dopo aver previsto che la competenza a procedere disciplinarmente appartiene tanto al Consiglio dell’ordine che ha la custodia dell’albo in cui il professionista è iscritto, quanto al Consiglio nella giurisdizione del quale è […]

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Il quesito (del COA di Nola) riguarda la possibilità, per un avvocato che abbia ricoperto la carica di membro della Commissione per l’esame di abilitazione professionale nella sessione 2003-04, di candidarsi ed essere eletto alla carica di consigliere dell’Ordine.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “Ai sensi dell’art. 22, comma 6, r.d.l. 1578/1933, come novellato dal d.l. 21 maggio 2003, n. 112, convertito nella l. 18 luglio 2003, n. 180, “gli avvocati componenti della commissione e delle sottocommissioni (per l’esame di avvocato, ndr) non possono candidarsi ai rispettivi consigli dell’ordine e […]

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Il quesito (del COA di Chieti) riguarda “la possibilità per un avvocato, regolarmente iscritto, di prestare la propria opera professionale, in via gratuita e sporadica, in favore di utenti di un consultorio familiare, a conclusione di un percorso formativo per il conseguimento di un master”.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “È opinione della Commissione, ovvio essendo che il non uso è una facoltà dell’uso, che sia del tutto pacifico che l’avvocato possa rinunciare, sporadicamente, al compenso per l’attività svolta. Ove tuttavia non eserciti tale facoltà, l’avvocato deve osservare il principio della inderogabilità dei minimi tariffari sancito […]

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Il quesito (del Comune di L.) riguarda la posizione deontologica di un consigliere comunale che assista un congiunto in una vertenza nella quale la controparte è rappresentata dal Comune medesimo.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “L’art. 37 cod. deont. ha riguardo soprattutto al conflitto di interessi tra l’avvocato ed il suo assistito, pur specificando che l’attività difensiva non può concretarsi in un’interferenza con altri incarichi, anche extraprofessionali. La prima ipotesi pare, in linea generale, da escludersi alla luce del fatto che […]

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Il quesito (del COA di Torino) riguarda la possibilità di ammettere alla pratica forense i soggetti in possesso di laurea triennale in scienze giuridiche.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “Da una disamina dei provvedimenti normativi che hanno riformulato gli studi universitari individuando le classi di laurea (D.M. 4 agosto 2000, suppl. ord. n. 170 alla G.U. n. 245 del 19/10/2000) e le classi di laurea specialistica (D.M. 28 novembre 2000, G.U. n. 18 del 23/01/2001), […]

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Il quesito (dell’Università LUMSA) verte sulla possibilità di ammettere all’esame per l’abilitazione alla professione forense (e di accettarne l’iscrizione a scuole di specializzazione per le professioni forensi) non solo i detentori di laurea specialistica in Giurisprudenza, ma anche coloro che abbiano conseguito la laurea triennale in Scienze giuridiche.

La Commissione, dopo ampia discussione, adotta il seguente parere: “Da una disamina dei provvedimenti normativi che hanno riformulato gli studi universitari individuando le classi di laurea (D.M. 4 agosto 2000, suppl. ord. n. 170 alla G.U. n. 245 del 19/10/2000) e le classi di laurea specialistica (D.M. 28 novembre 2000, G.U. n. 18 del 23/01/2001), […]

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