Il quesito (del COA di Reggio Calabria) si riferisce alla costituzione di una società di persone tra avvocati ed altri soggetti, alcuni iscritti in altri albi (ragionieri e dottori commercialisti), altri esercenti attività non ordinistiche (quali interpreti o periti in materie tecniche). Il Consiglio chiede se una siffatta organizzazione, dotata di autonoma partita IVA, debba essere iscritta nell’albo insieme agli avvocati che ne fanno parte, e ciò poiché la normativa di cui all’art. 2, comma 1, lett. c, del decreto-legge 223/06 prevede la possibilità di partecipare in una sola società tra professionisti di tipo interdisciplinare.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito dell’Ordine reggino ripropone alcuni dei delicati nodi interpretativi della lacunosa normativa di cui al cosiddetto “decreto Bersani”, che il Consiglio ha affrontato nell’ampia circolare C-22/2006 del 4 settembre u.s. In questa sede non si può che confermare quanto si è già ivi considerato quanto […]

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Il quesito (del COA di Teramo) verte sulla legittimità di alcune dichiarazioni, rese da avvocati dipendenti pubblici, già beneficiarî della normativa sul tempo parziale, di voler permanere iscritti nell’albo nonostante il disposto della l. 25 novembre 2003, n. 339 che ha determinato l’insorgere di incompatibilità a partire dal 2 dicembre 2006.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito dell’Ordine di Teramo annuncia l’intenzione di allegare le dichiarazioni di due iscritti, intenzionati a conservare il proprio status di avvocati-dipendenti pubblici a tempo parziale, nonostante il decorso del termine previsto dall’art. 2 della legge 25 novembre 2003, n. 339. Fortunatamente gli allegati non sono […]

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Una singola professionista rivolge un quesito in tema di patrocinio a spese dello Stato nel caso di procedure tributarie stragiudiziali.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito è inammissibile, poiché proviene da un singolo interessato. Come noto la Commissione consultiva, ai sensi del proprio regolamento istitutivo, può pronunciarsi solo su questioni generali ed astratte, e non anche su vicende specifiche. Nel caso di specie sia l’Ufficio preposto presso il Tribunale sia […]

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Il Ministero della Giustizia inoltra l’istanza di un professionista che è tenuto a versare alcune somme allo Stato e non ne conosce le modalità.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito è inammissibile perché non riguarda la materia dell’ordinamento forense. Fornire i chiarimenti richiesti è, semmai, competenza del Ministero mittente.” Consiglio Nazionale Forense (rel. Morgese), parere del 22 novembre 2006, n. 84

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Il quesito (del COA di Chieti) verte sulla possibilità di iscrivere nel registro dei praticanti avvocati un maresciallo dei Carabinieri postosi in aspettativa ai sensi dell’art. 15 della l. 599/1954.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Si ritiene di confermare il consolidato orientamento in base al quale si esclude la compatibilità tra la condizione di praticante avvocato e l’appartenenza a forze dell’ordine e corpi militari, a ragione del regime di subordinazione gerarchica e di disciplina che caratterizza questi ultimi, in evidente contrasto […]

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Il quesito (del COA di Cuneo) riguarda una praticante, di cui si forniscono le generalità, e che intende iscriversi ad altro ordine pur essendo già in possesso di certificato di compiuta pratica.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito è inammissibile nella formulazione proposta, poiché contiene le generalità del richiedente l’iscrizione nel registro dei praticanti. Come noto la Commissione consultiva, ai sensi del proprio regolamento istitutivo, può pronunciarsi solo su questioni generali ed astratte, specialmente in quei casi – come quello in oggetto […]

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Il Consiglio richiedente (Lucca) intende conoscere l’orientamento della Commissione sulla questione seguente: l’avvocato, indipendentemente dal luogo in cui stabilisce la residenza, deve avere un domicilio presso il quale essere sempre reperibile? Quali le conseguenze?

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “In base alla normativa vigente, come noto, il domicilio professionale è stato parificato alla residenza (per l’iscrizione all’albo ai sensi dell’attuale formulazione dell’art. 17, comma 1, n. 7 del R.D. 1578/1933 e ad ogni altro fine ai sensi dell’art. 16, l. 21 dicembre 1999, n. 526). […]

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L’Ordine richiedente (Paola) dubita della possibilità di iscrivere una laureata in “giurisprudenza per l’economia e l’impresa” presso l’Università della Calabria di Rende, di cui sono fornite le generalità.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito è inammissibile, poiché contiene le generalità del richiedente l’iscrizione nel registro dei praticanti. Come noto la Commissione consultiva, ai sensi del proprio regolamento istitutivo, può pronunciarsi solo su questioni generali ed astratte, specialmente in quei casi -come quello in oggetto – ove il Consiglio […]

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Il richiedente ha chiesto parere ad un Consiglio dell’Ordine circa la sussistenza delle condizioni per ottenere la propria iscrizione nell’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati presso enti pubblici. L’Ordine circondariale si è espresso in termini negativi rispetto a tale facoltà.

L’interessato chiede parere sulla condizione di ingiustizia determinata dal diverso contegno adottato nei confronti di situazioni analoghe da parte di altri Ordini circondariali. La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Il quesito è inammissibile, poiché proviene da un singolo interessato. Come noto la Commissione consultiva, ai sensi del proprio regolamento istitutivo, può pronunciarsi […]

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Il Consiglio dell’Ordine cosentino chiede se si possa ammettere alla pratica forense un soggetto in possesso di laurea specialistica in giurisprudenza all’interno di una facoltà la quale attribuisca un credito formativo (e quindi un carico didattico) limitato ad alcune materie fondamentali, tra cui le procedure civile e penale.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere: “Nonostante alcune scelte adottate nell’ambito dell’autonomia universitaria possano legittimamente apparire poco consone agli obiettivi di formazione degli aspiranti alla carriera forense, la questione non può essere affrontata sindacando tali scelte se adottate in conformità dell’attuale normativa accademica. In particolare il Consiglio dell’Ordine deve limitarsi ad accertare […]

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