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- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotteIl Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la rilevanza delle prove dedotte in virtù del principio del libero convincimento, con la conseguenza che la decisione assunta in base alle testimonianze ed agli atti acquisiti in conseguenza degli esposti deve ritenersi legittima, allorquando risulti coerente con le risultanze documentali acquisite… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte
- Illecito stipulare contratti in nome e per conto altrui, ma nel proprio esclusivo interesse ed in difetto dei relativi poteri di rappresentanzaCostituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, agendo quale falsus procurator di un terzo proprietario di immobili, stipuli contratti di locazione ed incassi indebitamente i relativi canoni, all’insaputa del soggetto asseritamente rappresentato. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Arnau), sentenza n. 63 del 25 febbraio 2026 Chiavi di ricerca:- codice: art. 24Risultati della ricerca:… Leggi tutto: Illecito stipulare contratti in nome e per conto altrui, ma nel proprio esclusivo interesse ed in difetto dei relativi poteri di rappresentanza
- L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanenteL’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza altrui costituisce illecito deontologico permanente. Conseguentemente, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta, e precisamente allorché: 1) il professionista metta a disposizione del cliente integralmente la somma stessa, ovvero 2) sollecitato alla restituzione, la rifiuti affermando il proprio… Leggi tutto: L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente
- Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di un atto giudiziario falso costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)La formazione e l’uso di un falso atto giudiziario sono comportamenti suscettibili di produrre effetti illecitamente pregiudizievoli che, ai fini dell’individuazione del dies a quo prescrizionale, si protraggono nel tempo. In sede deontologica, pertanto, la condotta costituisce illecito permanente, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo in quanto la sua consumazione si esaurisce con l’uso, mentre… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di un atto giudiziario falso costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)
- La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinareNell’ambito del procedimento disciplinare forense non sussiste in forma rigida un principio di corrispondenza tra addebito contestato e decisione disciplinare, trattandosi piuttosto di una «correlazione» che non rileva in termini puramente formali, rispondendo all’esigenza di garantire pienezza ed effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa e di evitare che l’incolpato sia condannato per un fatto rispetto… Leggi tutto: La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinare
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpatoL’asserito stato di bisogno non scrimina la rilevanza deontologica né attenua la sanzione disciplinare per l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdfArt. 64 cdf – Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terziL’avvocato deve adempiere alle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi. L’inadempimento ad obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare quando,…Leggi il testo completo →), tantopiù in mancanza di resipiscenza. Tuttavia, l’esistenza dei gravi problemi economico-familiari dell’incolpato il quale abbia agito in stato di bisogno e di gravi difficoltà economiche non dipendenti da fatto volontario… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
- Sospeso disciplinarmente l’avvocato che non paghi il canone dell’immobile adibito a studio professionaleCommette e consuma illecito deontologico l’avvocato che non provveda al puntuale adempimento delle proprie obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf) e ciò indipendentemente dalla natura privata o meno del debito, atteso che tale onere di natura deontologica, oltre che di natura giuridica, è finalizzato a tutelare l’affidamento dei terzi nella capacità dell’avvocato al… Leggi tutto: Sospeso disciplinarmente l’avvocato che non paghi il canone dell’immobile adibito a studio professionale
- L’obbligo di restituzione di documenti al cliente non è assolto mediante deposito in giudizioL’obbligo dell’avvocato di restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l’espletamento del mandato quando questa ne faccia richiesta (art. 33 cdfArt. 33 cdf – Restituzione di documentiL’avvocato, se richiesto, deve restituire senza ritardo gli atti ed i documenti ricevuti dal cliente e dalla parte assistita per l’espletamento dell’incarico e consegnare loro copia di tutti gli atti…Leggi il testo completo →) non è assolto mediante il deposito della documentazione stessa in un diverso giudizio. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Talerico), sentenza n. 61 del 25 febbraio 2026 Chiavi… Leggi tutto: L’obbligo di restituzione di documenti al cliente non è assolto mediante deposito in giudizio
- Inadempimento del mandato e mancate o false informazioni al clienteViene meno ai doveri di diligenza, dignità, correttezza e decoro della professione forense l’avvocato che non dia corso al mandato ricevuto (a nulla rilevando che il professionista non avesse ricevuto un fondo spese) e dia false rassicurazioni al cliente sullo stato della pratica, trattandosi di comportamenti censurabili che compromettono la credibilità e il ruolo dell’avvocatura… Leggi tutto: Inadempimento del mandato e mancate o false informazioni al cliente
- L’erronea impugnazione al CNF del richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminareIl richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminare (Capo III Reg. CNF n. 2/2014), è impugnabile dinanzi al Consiglio Nazionale Forense da parte del P.M. e del Consiglio dell’ordine presso cui l’avvocato è iscritto, mentre quest’ultimo può invece proporre, in tal caso, eventuale opposizione avanti al CDD medesimo ex art. 14, comma 4-bis, Reg. CNF… Leggi tutto: L’erronea impugnazione al CNF del richiamo verbale pronunciato nella fase istruttoria preliminare
- La rilevanza (anche) deontologica dell’abusivo esercizio dell’attività di intermediazione finanziariaCostituisce illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che eserciti abusivamente l’attività di intermediatore finanziario (Nel caso di specie, il professionista si era fatto consegnare circa 150mila euro al fine di investirli in un fondo privato immobiliare, con la promessa di restituirli maggiorati entro un anno dall’investimento stesso, ma in realtà non provvedendo alla restituzione di… Leggi tutto: La rilevanza (anche) deontologica dell’abusivo esercizio dell’attività di intermediazione finanziaria
- Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologicoIn tema di violazione dell’art. 64 cdf (Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi), la successiva prescrizione civilistica del diritto inadempiuto non elide il fatto storico e non fa quindi venir meno l’illecito deontologico, che si è ormai perfezionato e rimane pertanto soggetto alla sola prescrizione dell’azione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologico
- L’illecito disciplinare è indipendente dal verificarsi di un danno o dal suo risarcimentoIl pregiudizio eventualmente subìto dalla parte assistita o da terzi a causa dell’illecito deontologico costituisce uno degli aspetti che il giudice disciplinare deve valutare nella determinazione della sanzione (art. 21 co. 4 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →), ma non elemento costitutivo della fattispecie (che intende salvaguardare il decoro e la dignità dell’intera classe forense mediante la repressione di ogni… Leggi tutto: L’illecito disciplinare è indipendente dal verificarsi di un danno o dal suo risarcimento
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpatoL’asserito stato di bisogno non scrimina la rilevanza deontologica né attenua la sanzione disciplinare per l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf), tantopiù in mancanza di resipiscenza. Tuttavia, l’esistenza dei gravi problemi economico-familiari dell’incolpato il quale abbia agito in stato di bisogno e di gravi difficoltà economiche non dipendenti da fatto volontario… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanenteAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, l’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi (art. 64 cdf) è illecito di natura permanente, in quanto la condotta che costituisce elemento costitutivo dell’illecito disciplinare è rappresentata non da un fatto istantaneo, quanto, piuttosto, da una situazione giuridica che si protrae nel tempo: appunto l’inadempimento che, per modalità e… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanente
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– codice: art. 24
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto d’interessi – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Galati Antonino, rel. Guidi Carla), sentenza n. 33 del 28 Aprile 1998
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di fedeltà e lealtà – Azioni contro la parte assistita – Conflitto d’interessi – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Tizzani Berardino), sentenza n. 10 del 26 Febbraio 1998
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto d’interessi – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Buccico Emilio Nicola), sentenza n. 1 del 09 Febbraio 1998
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Doveri di lealtà e dignità – Dovere di fedeltà – Conflitto di interessi – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Bonazzi Bruno, rel. Gazzara Giacomo), sentenza n. 158 del 18 Dicembre 1997
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto d’interessi – Azione contro attuale cliente – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Panuccio Vincenzo, rel. Ruggerini Domenico), sentenza n. 151 del 06 Novembre 1996
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto d’interessi – Azione contro ex clienti – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Mazzarolli Leopoldo), sentenza n. 101 del 11 Settembre 1996
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto- d’interessi – Conflitto potenziale – Rilevanza disciplinare – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Panuccio Vincenzo, rel. Quinzio Paolo), sentenza n. 157 del 19 Dicembre 1995
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto di interessi – Confusione interessi di natura commerciale con attività professionale – Illecito deontologico – Sussiste – Conflitto potenziale d’interessi – Rilevanza disciplinare – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Danovi Remo), sentenza n. 152 del 19 Dicembre 1995
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Assunzione del patrocinio di parti in conflitto da legali del medesimo studio – Illecito disciplinare – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Di Benedetto Giovanni), sentenza n. 68 del 03 Maggio 1995
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Patrocinio di due soggetti in conflitto di interessi meramente potenziale – Assunzione da parte dello stesso procuratore legale – Rilevanza in sede disciplinare – Necessità in concreto del conflitto di interessi – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Panuccio Vincenzo), sentenza n. 152 del 05 Dicembre 1994
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto di interessi – Accettazione di mandato da altri clienti contro parti già assistite – Attenuanti – Avvertimento.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. Panuccio Vincenzo), sentenza n. 36 del 06 Maggio 1994
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Dovere di fedeltà – Conflitto di interessi – Assunzione dell’ufficio di curatore dell’eredità giacente di clienti deceduti nei confronti dei quali l’avvocato vanta crediti derivanti da prestazioni professionali – Obbligo di non assumere l’ufficio di curatore – Sussistenza.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Di Benedetto Giovanni), sentenza n. 47 del 31 Marzo 1993
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Conflitto di interessi – Assunzione nel medesimo periodo di mandato a favore e contro la stessa persona – Illecito deontologico – Avvertimento – Attenuante.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Pennetta Mario), sentenza n. 100 del 15 Settembre 1992
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporto con la parte assistita – Conflitto di interessi – Sospensione.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Corpaci Armando), sentenza n. 82 del 11 Giugno 1992
Avvocato e procuratore – Procedimento disciplinare – Sanzione della sospensione dall’esercizio della professione – Conflitto con l’art. 36 Cost. – Non sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Ballardini Renato), sentenza n. 60 del 29 Aprile 1992
Avvocato e procuratore – Tenuta albi – Albo speciale degli avvocati patrocinanti dinnanzi alle giurisdizioni superiori – Domanda di iscrizione – Rigetto da parte del comitato per la tenuta dell’albo speciale – Presunta nullità per conflitto di interessi – Ricorso al Consiglio nazionale forense – Respinto.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. Passino Luigi), sentenza n. 50 del 28 Febbraio 1992
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Rapporto di fiducia – Dovere di evitare conflitto di interessi – Violazione – Sanzione – Avvertimento.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. Pisano Susanna), sentenza n. 74 del 02 Maggio 1991
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Conflitto di interessi – Censura.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Grande Stevens Franzo, rel. Di Lauro Massimo), sentenza n. 64 del 23 Aprile 1991
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di lealtà e correttezza – Rapporti con i clienti – Conflitto di interessi – Correlazione tra accusa contestata e decisione – Elementi di accusa non contenuti nell’addebito – Assoluzione.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Siciliano Filippo), sentenza n. 61 del 25 Novembre 1988
Avvocato e procuratore – Procedimento disciplinare – Giudizio di primo grado avanti il Consiglio dell’Ordine – Competenza a decidere su infrazioni disciplinari – Consiglio dell’Ordine cui l’incolpato è iscritto e Consiglio dell’Ordine del luogo in cui è stato commesso il fatto – Conflitto di interessi – Prevenzione.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Grande Stevens Franzo, rel. La Volpe Vitantonio), sentenza n. 50 del 28 Ottobre 1988
[viDEONTOLOGIA] Conflitto di interessi
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