Quesito n. 183: Il COA di Sciacca chiede un parere sull’interpretazione dell’art . 9 del D.L. 24.01.12 in ordine alla durata del tirocinio e delle modalità con cui lo stesso debba essere compiuto. In particolare chiede se possa essere rilasciato certificato di compiuta pratica a praticante iscritto in data 01.06.2011 che abbia frequentato e frequenti tutt’ora uno Studio professionale e che durante gli studi universitari abbia compiuto un tirocinio di tre mesi presso un Studio legale in conformità al piano di studi allora adottato.

La risoluzione del quesito necessita l’esame di diverse questioni. In primo luogo, la durata del tirocinio che, con il decreto legge citato dallo stesso consiglio richiedente, è stata determinata in 18 mesi. Altra questione attiene le modalità di espletamento della pratica la quale vede oggi plurime forme alternative alla tradizionale frequentazione dello Studio di un […]

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Quesito n. 175: Il COA di Sondrio pone il seguente quesito: “se sia valido il percorso di laurea e se sussiste la conseguente possibilità di iscriversi nel Registro Speciale dei Praticanti Avvocati non abilitati di un neo laureato in possesso di 1) laurea di primo livello in Scienze dell’Amministrazione (classe di laurea in Scienze dell’Amministrazione – 19) Curriculum Operatore Giudiziario; 2) Master di I° livello della durata di 1959 ore (78 CFU) sostitutivo del 4° anno di laurea; 3) laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG/01) – Classe delle lauree in Giurisprudenza di cui al DM n. 270 del 22.10.2004) conseguita presso l’Università Telematica Pegaso.

La risposta al quesito è nei seguenti termini: L’art. 8 del RDL 27 novembre 1933, n. 1578, tuttora vigente, richiede, per l’iscrizione nel Registro speciale dei praticanti, tenuto dal COA, la laurea in giurisprudenza. Occorre dunque verificare: a) se l’aspirante all’iscrizione è provvisto di tale laurea, senza che il COA possa sindacare il percorso seguito […]

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Quesito n. 172: Il COA di Milano pone il seguente quesito: se l’avvocato B sia tenuto ad evadere la richiesta del collega A di trasmettere documentazione relativa a processo ormai concluso, in relazione al caso in cui tale documentazione, allegata al fascicolo dell’avvocato B e rimasta depositata presso la cancelleria del giudice per tutta la durata del procedimento, sia sta infine restituita alla cliente di B, che però si rifiuta di far seguito alla richiesta del proprio ex avvocato.

La risposta è resa nei termini seguenti. L’obbligo dell’avvocato nei confronti del Collega deve ritenersi adempiuto con la richiesta, rivolta al proprio (ex) cliente, della documentazione che sia già stata restituita. Ove il cliente si rifiuti di metterla  a disposizione, non può far carico all’avvocato alcun ulteriore onere non essendo la documentazione più nella sua disponibilità […]

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Il COA di Bari chiede di sapere se, ai fini del computo dei dodici anni di anzianità di esercizio professionale di cui all’art. 33 della Legge professionale (iscrizione all’Albo degli Avvocati abilitati al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori) possa e/o debba essere ricompreso il periodo di tirocinio.

La Commissione, esaminato il quesito, rende il parere richiesto nei termini seguenti. L’art. 33 del R.D.L. n. 1578/33 (come mod. dall’art. 4, comma 1, della l. 27/1997) è molto chiaro nel prevedere che “gli avvocati che aspirano all’iscrizione nell’Albo speciale devono […] dimostrare di avere esercitato per dodici anni almeno la professione di avvocato dinanzi […]

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La dottoressa [omissis] chiede chiarimenti in merito alla possibilità di svolgere un semestre di tirocinio durante il corso di studi universitari, ai sensi dell’art. 9 del D.L. 1/12, conv. con l. n. 27/12.

Il quesito è inammissibile sia perché rivolto dall’interessato direttamente al CNF, sia perché riguarda questione attinente a soggetto nominativamente indicato. Consiglio Nazionale Forense (rel. Morlino), parere del 20 giugno 2012, n. 43 Quesito n. 165

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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena ha richiesto, con nota del 29 maggio 2012, parere in ordine al seguente quesito: “se la carica di amministratore straordinario di Unità Sanitaria Locale, istituita con D.L. 6.2.1991 n. 35 convertito con modificazioni in L. 4.4.1991 n. 11, sia da ritenersi incompatibile con l’esercizio della professione forense”.

Osserva preliminarmente la Commissione che, ai fini del corretto inquadramento normativo della materia de qua, la normativa indicata nel quesito risulta abrogata ad effetto del D.L. 25 giugno 2008 n. 112 (convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008 n. 133) e che la disciplina legislativa di riferimento si individua nel Decreto Lgs. 30 dicembre […]

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L’Ufficio legale della Provincia di Padova chiede di sapere se un avvocato spagnolo stabilito, iscritto nell’apposita sezione speciale dell’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Padova, possa svolgere l’attività forense d’intesa con un Avvocato dell’Ufficio legale della Provincia.

Premesso che la Commissione ritiene il quesito ammissibile, presupponendo che l’Ufficio legale della Provincia sia composto da più avvocati – e che dunque non sussista l’identificabilità della vicenda di cui al quesito – il parere è reso nei termini seguenti. L’abogado stabilito può agire d’intesa con l’avvocato dell’Ufficio legale di Ente pubblico, nella misura in […]

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Il dr. [omissis] ha rivolto istanza direttamente al CNF per chiedere se la qualifica di coltivatore diretto, che sta per acquisire al fine di subentrare al padre nella condizione di terreni agricoli, è compatibile con la professione forense, alla quale intende avviarsi una volta superato il prescritto esame di abilitazione.

Il quesito è inammissibile sia perché rivolto dall’interessato direttamente al CNF, sia perché riguarda questione attinente a soggetto nominativamente indicato. Consiglio Nazionale Forense (rel. Salazar), parere del 24 maggio 2012, n. 39 Quesito n. 159

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La dottoressa [omissis], dottore commercialista in Civitavecchia chiede se un proprio cliente, regolarmente iscritto all’Albo forense di Civitavecchia, possa assumere la carica di Consigliere di Amministrazione con delega di poteri “tecnici”, che si sintetizzano nell’impegno del professionista nel tenere aggiornati gli organi esecutivi delle modifiche intervenute nel settore dei dispositivi medici ed integrativi alimentari e, conseguentemente, non di gestione dell’azienda; chiede, inoltre, se il proprio cliente possa parcellare i compensi previsti per la carica oppure trattare detti compensi quali redditi assimilabili a lavoro dipendente ovvero a collaborazione a progetto.

Il quesito, così come posto, presenta diversi evidenti profili d’inammissibilità, in primo luogo lo stesso risulta proposto da soggetto privo della legittimazione ad adire la Commissione. La stessa, infatti, può essere interpellata esclusivamente dai Consigli territoriali e da Enti statali, non da persone fisiche. Inoltre, il quesito come proposto mancherebbe della astrattezza che deve necessariamente […]

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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, con nota 24 aprile 2012 Prot. n. 2453, ha richiesto parere in merito al diritto di un avvocato domiciliatario di vedersi riconosciuto l’onorario a fronte della prestazione di attività ulteriore rispetto a quella di pura domiciliazione e , in specie, consistente nella redazione di una memoria difensiva, nella sottoscrizione degli atti predisposti dal collega dominus e nella partecipazione alle udienze di trattazione.

Osserva la Commissione che le prestazioni evidenziate nel quesito certamente esorbitano dagli adempimenti tipici del procuratore domiciliatario, presupponendo in effetti il coinvolgimento del professionista nel più ampio ambito delle attività di rappresentanza e difesa del cliente. In tale prospettiva, all’avvocato domiciliatario compete senz’altro il compenso relativamente alla redazione di memorie difensive ed alla partecipazione alle […]

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