Per la validità delle decisioni del CNF è necessaria la presenza di almeno un quarto dei suoi componenti

In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, ai fini della validità delle deliberazioni del Consiglio nazionale forense, non solo è indispensabile, a norma dell’art. 43 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37, così come modificato dall’art. 22 del d.lgs.lgt. 23 novembre 1944, n. 382, la presenza di almeno un quarto dei suoi componenti, […]

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L’irregolare costituzione del COA non può essere denunciata per la prima volta in Cassazione

In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, la censura di irregolare composizione del Consiglio dell’Ordine per mancata rituale convocazione di tutti i membri dello stesso, ove la relativa eccezione non sia già stata sollevata quanto meno nel corso del procedimento disciplinare dinanzi al Consiglio nazionale forense, non può essere dedotta per la prima […]

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Sull’istanza di ricusazione del CNF, decide il CNF stesso (in altra composizione)

Nel procedimento innanzi al Consiglio nazionale forense, in sede di ricorso contro le deliberazioni del Consiglio dell’ordine territoriale, qualora l’incolpato abbia avanzato istanza di ricusazione di alcuni dei componenti dell’organo decidente, la competenza a decidere è del medesimo Consiglio nazionale forense; ai sensi dell’art. 53 cod. proc. civ. è, però, necessario, pena la nullità dell’attività […]

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L’incolpato ha diritto di essere ascoltato personalmente anche se abbia nominato un difensore

Nel giudizio disciplinare dinanzi al Consiglio Nazionale Forense, l’incolpato ha diritto, anche quando si sia avvalso della facoltà di farsi assistere da un difensore, di esporre le sue deduzioni personalmente nella seduta fissata per la discussione del ricorso; pertanto, in caso di legittimo e comprovato impedimento, il mancato rinvio della seduta, riflettendosi sull’esercizio del diritto […]

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L’interruzione della prescrizione dell’azione disciplinare

Il termine di prescrizione dell’azione disciplinare, ai sensi dell’art. 51, r.d.l. 157871933, è fissato in cinque anni dalla consumazione del fatto disciplinarmente rilevante e si interrompe a seguito della notifica all’incolpato della delibera di apertura del procedimento disciplinare ovvero del compimento di altri atti propulsivi del procedimento, come la delibera di rinvio a giudizio dell’incolpato. […]

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L’astensione facoltativa per gravi ragioni di convenienza

L’esistenza di un giudizio (pendente o anche già definito) tra l’incolpato ed il suo giudice disciplinare può integrare il requisito delle “gravi ragioni di convenienza” che legittima l’astensione facoltativa ex art. 51, co. 2, cod.proc.civ. (Nella specie, l’avvocato sottoposto a procedimento disciplinare dal proprio COA di appartenenza, lo aveva citato in causa, ottenendone peraltro la […]

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Procedimento penale e prescrizione dell’azione disciplinare

Con riguardo all’azione disciplinare nei confronti di avvocati o procuratori, la prescrizione quinquennale, di cui all’art. 51 del R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578, è interrotta dall’instaurazione del procedimento disciplinare, e non corre fino alla sua conclusione, in applicazione dei principi generali posti dall’art. 2945 secondo comma cod. civ., restando a tal fine ininfluente la […]

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