La richiesta (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa) riguarda l’applicazione della norma di cui all’art. 16 legge 526/1999, relativa all’equiparazione del domicilio professionale alla residenza, in relazione a due aspetti: 1) quale documentazione debba essere allegata al fine di dimostrare il luogo in cui è indicato il domicilio professionale; 2) se la norma sull’equiparazione si applichi anche al praticante avvocato.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: – In relazione al primo aspetto si deve partire dalla nozione stessa di domicilio quale centro principale dei propri affari ed interessi (art. 43 c.c.), caratterizzato sia dall’aspetto oggettivo, sia dall’elemento intenzionale. Il domicilio, infatti, si desume principalmente […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma) riguarda la determinazione del corrispettivo per prestazioni di corrispondenza postale, rese in sede di processo civile

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: -. La tariffa forense, adottata con D.M. 5.10.1984, in materia giudiziale civile (tabella B, sub I n. 21), considera soltanto la corrispondenza informativa con il cliente. Poiché deve escludersi un vuoto normativo per l’altra corrispondenza, che costituisce, comunque, […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena) concerne la possibilità per l’iscritto da meno di due anni di accogliere praticanti nel proprio studio.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la richiesta del relatore, ed adotta il seguente parere: – la Commissione ritiene che la disposizione di cui al 2° comma dell’art. 4 del D.P.R. n. 101/1990, pur nell’ambiguità dell’enunciazione, vada interpretata nel senso che la pratica debba essere svolta presso lo studio di un avvocato che sia […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Foggia) concerne la competenza per un procedimento disciplinare dove un componente il Consiglio dell’ordine sia il soggetto che esponga i fatti.

La Commissione, stante l’importanza della questione, delibera di rimettere il caso alla cognizione del Consiglio nazionale in sede amministrativa, con allegata la seguente proposta di parere: – L’obbligo del Consiglio di trasmettere ad altro Consiglio dell’Ordine le pratiche disciplinari sussiste solo allorquando parte indagata sia un Consigliere dell’Ordine non quando il Consigliere dell’Ordine assuma la […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola) concerne la possibilità di iscrivere nell’albo un avvocato con l’indicazione di diminutivo o pseudonimo.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: – Ogni persona ha diritto al nome (prenome e cognome) che le è per legge attribuito (art. 6 cod. civ.). Il quesito si riferisce ad uno pseudonimo, che riceve la stessa tutela del nome (artt. 7 e 9 […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Forlì Cesena) è duplice, e può essere articolato nelle seguenti questioni: a) se sia possibile effettuare la pratica forense in un altro paese dell’Unione europea; b) se sia possibile assistere alle venti udienze previste per ogni semestre di pratica in un periodo concentrato (un mese), allorquando il praticante svolga la pratica all’estero.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: – Per quanto sub a): non vi è motivo per discostarsi dai precedenti pareri (n.8/1995, n. 11/1995, n. 163/1997, n. 166/1997), per i quali, il quadro normativo, che disciplina la pratica forense, delineato dal D.P.R. n. 101/1990, consente […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona) attiene al punto se, in base ad interpretazione logica dell’art. 42, 2° comma, R.D. 12/1941, possa ritenersi sussistere incompatibilità anche nell’ipotesi di espletamento, da parte di avvocati e praticanti abilitati, di attività meramente stagiudiziale nel circondario del tribunale presso il quale svolgono le funzioni di giudice onorario.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: – Le disposizioni dell’art. 42 quater r.d. n. 12/1941 vieta ai giudici onorari la professione forense dinanzi agli uffici giudiziari compresi nel circondariato del Tribunale nel cui ambito esercitano la funzione giudiziaria o in fasi successive per la […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma) concerne la sussistenza o meno di un obbligo in capo al difensore di rendere testimonianza sul contenuto di proposte transattive di cui si è avuto conoscenza nel corso di un giudizio.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: – L’art. 28 del codice deontologico forense impone all’avvocato il divieto di produrre o riferire in giudizio la corrispondenza contenente proposte transattive scambiate con i colleghi. Tale divieto deve ragionevolmente intendersi esteso ad ogni forma di corrispondenza con […]

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Il quesito (del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Macerata) concerne la posizione del praticante avvocato che frequenti un corso di diritto tributario a tempo pieno (circa otto ore al giorno, con frequenza obbligatoria) rispetto agli adempimenti di cui alla pratica forense, ed in particolare se tale frequenza possa considerarsi sostitutiva di un anno di pratica.

Dopo ampia discussione, la Commissione fa propria la proposta del relatore, e si esprime nei termini seguenti: – ai sensi del regolamento sulla pratica forense, gli unici corsi di formazione che possono essere considerati sostitutivi di un anno di pratica forense, ma solo relativamente alla frequenza di uno studio legale, e non anche all’obbligo di […]

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