L’esponente non può impugnare il provvedimento di archiviazione del COA

Legittimati a proporre l’impugnazione avverso le deliberazioni del Consiglio dell’Ordine sono esclusivamente l’iscritto contro cui si procede ed il procuratore generale presso la Corte di Appello, sicché non è ammissibile l’impugnazione proposta da soggetti diversi da quelli indicati, ad esempio l’esponente o denunciante (nella specie, peraltro, anche privo dell’iscrizione all’Albo per il patrocinio dinnanzi alle […]

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La duplice rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale

L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 c.d. (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile […]

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Il principio del libero convincimento del giudice vale anche in sede disciplinare

Il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare conferenza e rilevanza delle prove acquisite nel procedimento, conformemente al principio del libero convincimento, che si applica anche al giudizio disciplinare. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Allorio), sentenza del 20 febbraio 2013, n. 5 NOTA: In senso conforme: – Consiglio Nazionale Forense (Pres. […]

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Il prelievo non autorizzato dal conto corrente del cliente

Costituisce violazione dell’art. 41 C.D. il comportamento dell’avvocato che effettui dei prelievi dal conto corrente del cliente, in mancanza di mandato o di autorizzazione di quest’ultimo (In applicazione del principio di cui in massima, è stata inflitta la sanzione disciplinare della sospensione di anni uno dall’esercizio della professione). Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. […]

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Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito

L’attività istruttoria espletata dal Consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo ed esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o di altro soggetto portatore di un interesse personale nella vicenda, ma altresì dall’analisi delle risultanze documentali acquisite agli atti del procedimento, che rappresentano certamente criterio logico-giuridico inequivocabile a […]

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Il mancato pagamento del domiciliatario è un illecito permanente (per il quale, finché perdura, non decorre prescrizione)

Qualora la condotta ascritta al professionista abbia natura omissiva, il termine di prescrizione non può ritenersi decorso, non essendo mai cessata la condotta incriminata che, nella specie, assume i connotati della continuità e della permanenza. (Nella specie, la condotta censurata risultava integrata dal mancato pagamento delle prestazioni affidate ad altro collega, ex art. 30 codice […]

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Legittimo impedimento a comparire: l’omessa valutazione del certificato medico comporta nullità della decisione disciplinare

In tema di impedimento dell’incolpato a comparire, l’omessa valutazione, sia in senso negativo che positivo, della certificazione medica da parte dell’Organo giudicante, comporta violazione del contraddittorio e del diritto di difesa, con conseguente nullità della decisione (Nel caso di specie, il Consiglio aveva celebrato l’udienza dibattimentale nonostante l’assenza dell’incolpato, senza tuttavia dar conto, nella successiva […]

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Legittimo impedimento a comparire: il Consiglio può disattendere, ma motivatamente, il certificato medico

In tema di impedimento dell’incolpato a comparire, l’Organo giudicante, nel disattendere un certificato medico ai fini della giustificata mancata comparizione, deve attenersi alla natura dell’infermità e valutarne il carattere impeditivo, essendogli consentito di pervenire ad un giudizio negativo circa l’assoluta impossibilità a comparire solo escludendo, con adeguata e motivata valutazione del referto, la rilevanza della […]

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Quesito n. 225: Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli pone il quesito se l’art. 18 della legge n. 247 del 2012 (legge di riforma dell’ordinamento professionale forense) impedisca all’avvocato di esercitare l’attività di amministratore di condominio.

La commissione reputa che al quesito debba darsi risposta negativa per i motivi che seguono. Premesso che nel vigore della precedente normativa l’art. 3 del RdL n. 1578/1933 era interpretato – data l’eccezionalità dei divieti – nel senso della compatibilità delle due attività (da ultimo sent. CNF 16 marzo 2010, n. 13), il nuovo art. […]

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Quesito n. 188: Con nota del 16 ottobre 2012 il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani ha sottoposto alla Commissione il seguente quesito: “E’ legittimato il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, dovendo valutare ai fini disciplinari la condotta di un iscritto, a richiedere alla Prefettura se essa abbia ricevuto da organi di Polizia, ex art. 75 D.P.R. 309/1990, la segnalazione che un Avvocato sia risultato essere in possesso di sostanze stupefacenti?”.

Il Consiglio rimettente ha allegato la propria richiesta di informazioni indirizzata al Prefetto di Barletta-Andria-Trani e la risposta dell’amministrazione opponente il diniego con richiamo alla disposizione dell’art. 75, comma 6 del D.P.R. n. 309/1990, la quale preclude la divulgazione delle notizie riguardanti gli accertamenti e gli atti posti in essere dall’amministrazione a carico di soggetti […]

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