Il COA di Verbania chiede di sapere se i propri iscritti non in regola con l’adempimento dell’obbligo formativo per il triennio 2014 – 2016 possano regolarizzare la loro posizione mediante compensazione con crediti formativi acquisiti a partire da gennaio 2017 e ciò al fine di chiedere (ed ottenere) nuova iscrizione nelle liste dei difensori d’ufficio dopo esserne stati cancellati per aver dovuto omettere la domanda di permanenza non possedendo il requisito dell’assolvimento dell’obbligo formativo.

Al quesito va data risposta negativa tenuto conto del combinato disposto dell’art. 5 comma 1 lett. c del regolamento per la tenuta dell’elenco nazionale difensori d’ufficio, “1. Ai fini del soddisfacimento dei requisiti di cui al comma 1-quater dell’art. 29 disp. att. c.p.p., così come da ultimo modificato dal decreto legislativo 30 gennaio 2015, n. […]

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Il COA di Cagliari chiede di conoscere se l’attività dei Componenti i Consigli Distrettuali di Disciplina rientri nell’attività formativa di cui all’art. 11 della L. 247/2012 sollecitando un “autorevole intervento” in ordine al riconoscimento di crediti per l’attività formativa svolta dai componenti il Consiglio Distrettuale di Disciplina.

Si segnala che il CNF è intervenuto in proposito sul testo del Reg. All’art. 13 co 1 lett. d) prevedendo che la partecipazione Consigli Distrettuali di Disciplina sia valutabile ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di formazione continua, così come la partecipazione a gruppi di studio, gruppi di lavoro o commissioni consiliari, ministeriali o aventi carattere nazionale, […]

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Il COA di Monza formula due quesiti con riferimento all’art. 25 del Reg. 6/2014 sulla formazione continua.

Col primo chiede se, in applicazione del combinato disposto dell’art. 12 co. 4 e 5 e dell’art. 25 del Regolamento CNF sulla Formazione Continua, ai fini del rilascio dell’attestato di formazione continua di cui al citato art. 25, sia sufficiente aver adempiuto da parte del richiedente il solo obbligo formativo triennale ovvero sia altresì necessario […]

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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze formula un quesito sull’interpretazione da dare all’art 15, Comma 1, del Regolamento per la Formazione Continua, che riproduce il testo dell’art. 11, Comma 2, della legge 247/2012, e che prevede l’esenzione dall’obbligo formativo per gli avvocati dopo che abbiano svolto 25 anni di attività professionale o dopo il compimento del sessantesimo anno di età. In estrema sintesi il quesito si sostanzia sulla possibilità di estendere l’esenzione dall’obbligo formativo anche ad un periodo antecedente rispetto alla maturazione degli stessi, coinvolgendo l’intero triennio formativo in cui l’avvocato vada a maturare i requisiti.

La risposta va articolata partendo dal dato letterale della norma primaria ordinamentale, ripresa letteralmente dal regolamento 6/2014, che chiarisce come sia sicuramente possibile considerare esentato dall’obbligo formativo l’avvocato che abbia maturato i requisiti previsti dall’art. 11 della legge professionale (dopo 25 anni di iscrizione all’albo o dopo il compimento dei sessant’anni), previsione riportata nella Relazione […]

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Il COA di Roma chiede di sapere se: 1. L’abogado già iscritto all’Ordine degli Avvocati italiano possa sostituire un Collega ordinario in una udienza relativa ad una procedura nella quale non abbia preventivamente depositato dichiarazione di intesa (anteriormente alla parte rappresentata, ovvero al primo atto di difesa dell’assistito, ai sensi dell’art. 8 del D. Lgs. 96/2001) depositando a verbale una delega per la sostituzione sottoscritta dal Collega ordinario contenente dichiarazione di intesa specifica per la procedura in cui gli viene chiesto di partecipare; 2. Se, in caso di risposta negativa al quesito di cui al punto 1. la posizione dell’abogado possa essere sanata da una dichiarazione di intesa prodotta ad una udienza successiva; 3. se possa essere considerata un vizio procedurale la circostanza che un abogado abbia sostituito in udienza un avvocato ordinario senza depositare la delega e/o contestuale dichiarazione di intesa; ed in caso di risposta positiva, se il vizio produca effetti sull’intera procedura o solo sulla specifica fase; 4. se la mancanza di dichiarazione di intesa o di delega possa essere eccepita dalla parte o debba essere pronunciata solo dall’autorità adita e se, di conseguenza, il deposito della dichiarazione di intesa o della delega di udienza sia una responsabilità dell’abogado esclusivamente nei confronti dell’autorità adita, al fine di dimostrare che egli agisce di intesa e sotto il controllo di un avvocato ordinario, ovvero se sia una responsabilità procedurale che inficia anche i rapporti con i terzi.

La risposta è nei seguenti termini: Premesso – che l’avvocato stabilito, ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. 96/2001, ha diritto di esercitare la professione di avvocato come prevista dalla legge utilizzando il titolo professionale di origine alle condizioni e secondo le modalità previste dal titolo secondo del medesimo provvedimento; – che l‘art. 8 del […]

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Il COA di Palermo chiede se possa il Consiglio revocare in sede d’autotutela la propria deliberazione di cancellazione di un iscritto dall’Albo per incompatibilità, assunta nonostante la pendenza di un procedimento disciplinare in violazione dell’art.37 del RDL n. 1578/1933 (per i procedimenti pendenti fino al 31 dicembre 2014) e degli artt. 17, co.16 e 57 Legge n. 247/2012 (per i procedimenti pendenti successivamente al 31 dicembre 2014).

In risposta al quesito posto ritiene la Commissione che al quesito possa darsi risposta positiva. Infatti, il provvedimento di un Consiglio dell’Ordine che deliberasse la cancellazione dall’Albo di un iscritto in pendenza di un procedimento disciplinare a suo carico sarebbe assunto in violazione dell’art. 37 del RDL n. 1578/1933 (per i procedimenti pendenti fino al […]

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Il COA di Roma pone un quesito riguardante l’interpretazione del combinato disposto dell’art. 41, co.6, lett. b) e co.7 della legge n. 247/2012 e del sopravvenuto art. 73, comma 11 bis, secondo periodo del D.L. n. 69/2013 (come modificato da ultimo dall’art. 50 del DL n. 90/2014), con riferimento alla possibilità di svolgere l’intero periodo di tirocinio professionale presso l’Avvocatura dello Stato.

In risposta al quesito posto, dopo ampia discussione, ritiene la Commissione di non doversi discostare dai pareri a suo tempo resi in argomento (n. 100 del 21 ottobre 2015 e n. 82 del 13 luglio 2016), nei quali si era osservato che il comma 11 bis dell’art. 73 del D.L. n. 69/13 (introdotto dall’art. 50 […]

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La Questura di Grosseto formula un quesito in ordine all’incompatibilità tra l’esercizio della professione forense e la sottoposizione ad una misura di prevenzione ordinaria o straordinaria e al destinatario di comunicazioni relative alla stessa applicazione delle misure in questione.

In risposta ai quesiti posti, dopo ampia e approfondita discussione, ritiene la Commissione di doversi pronunciare in relazione agli stessi nel modo seguente. La sottoposizione dell’Avvocato a misure di prevenzione ordinarie o straordinarie, che possono rilevare ai fini dell’iscrizione (o della permanenza) nell’Albo ai sensi dell’art. 17, n.1, lett. f della Legge n.247/2012, che pone […]

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Il CDD di Roma chiede se rimanga in essere la propria potestà disciplinare nei confronti di un iscritto ad Ordine del Distretto nei cui confronti il Consiglio dell’Ordine abbia deliberato la cancellazione dall’Albo per incompatibilità nonostante la pendenza di un procedimento disciplinare.

In risposta al quesito posto, dopo ampia discussione, ritiene la Commissione di doversi pronunciare nel modo seguente. Si deve premettere che il provvedimento di un Consiglio dell’Ordine che deliberasse la cancellazione dall’Albo di un iscritto in pendenza di un procedimento disciplinare a suo carico sarebbe assunto in violazione dell’art. 37 del RDL n. 1578/1933 (per […]

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Il COA di Pesaro chiede se un Avvocato, per la conservazione di fatture elettroniche, debba sempre e comunque affidarsi ad una società di gestione e conservazione delle fatture elettroniche, che dia seguito agli obblighi previsti dalla legge; o se, in alternativa, egli possa custodire la documentazione presso un commercialista o presso il proprio Studio. Il COA chiede inoltre chi sia tenuto a dare comunicazione all’Agenzia delle Entrate del luogo dove le scritture contabili siano conservate, trasmettendo altresì i dati relativi a denominazione, indirizzo, codice fiscale e Partita IVA.

In risposta al quesito posto, dopo ampia discussione, ritiene la Commissione di doversi pronunciare in primo luogo nel senso che l’Avvocato possa conservare le proprie scritture contabili relative alla fatturazione elettronica sia presso il proprio Studio (dotandosi di appositi mezzi per la loro conservazione elettronica), sia presso altri soggetti che ne abbiano la capacità tecnica, […]

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