Il COA di Benevento formula i seguenti quesiti: 1) Può il C.O.A. rifiutare l’istanza di cancellazione di un iscritto nei cui confronti non pende alcun procedimento disciplinare né provvedimento amministrativo di sospensione opponendo quale motivo ostativo il mancato pagamento di una o più quote albo? 2) Può il C.O.A. in siffatta condizione obbligare l’avvocato a restare iscritto con i conseguenti obblighi anche di natura previdenziale? 3) Perde il C.O.A., successivamente alla cancellazione il diritto a riscuotere le quote annuali rimaste insolute nei limiti della prescrizione?

Ad analogo quesito si è risposto con il parere n. 90/2017 al quale, pertanto, si rinvia. Consiglio nazionale forense, parere n. 45 del 8 luglio 2021

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Il COA di Palermo chiede di sapere se possa rilasciarsi il certificato di compiuta pratica ai tirocinanti iscritti prima dell’entrata in vigore del d.m. n. 70/2016, anche oltre il termine di sei anni previsto dall’articolo 17, comma 10, lett. b) della legge n. 247/12.

Al quesito può essere fornita risposta positiva. Infatti, ai sensi dell’articolo 1, comma 2 del d.m. n. 70/2016, ai tirocini in corso alla data di entrata in vigore del regolamento “continua ad applicarsi la normativa previgente, ferma restando la riduzione della durata a diciotto mesi e la facoltà del praticante di avvalersi delle modalità alternative […]

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Il COA di Vercelli formula quesiti relativi all’iscrizione degli avvocati stabiliti. Si chiede di sapere, in particolare: 1) se la dichiarazione di “agire d’intesa” con un avvocato del libero Foro debba essere depositata presso il COA e allegata in via preventiva alla domanda di iscrizione nella Sezione Speciale dell’Albo; 2) ove tale dichiarazione non fosse necessaria, quale recapito professionale italiano dell’Avvocato Stabilito debba essere indicato nell’Elenco tenuto dall’Ordine; 3) qualora invece detta dichiarazione vada depositata all’atto dell’iscrizione, se l’Avvocato Stabilito possa “agire d’intesa” con un Avvocato iscritto in un Foro diverso da quello in cui viene richiesta l’iscrizione.

Come chiarito, da ultimo, dal parere n. 10/2017, cui si rinvia, la dichiarazione di intesa deve essere presentata dall’avvocato stabilito in relazione a ciascuna controversia trattata dall’avvocato stabilito in sede giudiziale. Essa, pertanto, non deve essere depositata in via preventiva, né tantomeno in sede di iscrizione. Di conseguenza, quanto al domicilio professionale, sarà necessario rispettare […]

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Il COA di Palmi formula quesito in merito alla possibilità di svolgere simultaneamente il tirocinio per l’accesso alla professione forense e la pratica notarile.

Al quesito deve essere data risposta positiva. Infatti, né la legge n. 247/12 né la legge n. 89/1913 prevedono tale incompatibilità. Resta ovviamente fermo, per quel che riguarda l’ordinamento della professione forense, il necessario rispetto dell’articolo 41 della legge n. 247/12 e del d.m. n. 70/2016 in merito al proficuo svolgimento del tirocinio per l’accesso […]

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Il COA di Monza formula quesito relativo alla permanenza dell’iscrizione nel Registro dei praticanti di soggetto in possesso di certificato di compiuta pratica, in presenza delle condizioni temporali di cui all’articolo 17, comma 10, lett. b) della legge n. 247/12. Si chiede di sapere, in particolare: 1) se l’avvocato indicato come dominus debba, pure in tale eventualità, essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge per l’assunzione di tale qualifica (anzianità quinquennale e possesso dell’attestato di formazione continua); 2) se i praticanti che abbiano già conseguito il certificato di compiuta pratica debbano essere conteggiati al fine del calcolo di cui all’articolo 41, comma 10 (non più di tre praticanti per ciascun dominus); 3) se il fatto che il tirocinante sia abilitato al patrocinio sostitutivo possa determinare una diversa risposta ai due quesiti precedenti.

La risposta è resa nei termini seguenti. Ai sensi dell’articolo 17, comma 10, lett. b) della legge n. 247/12, la cancellazione dal registro dei praticanti deve essere disposta “dopo il rilascio del certificato di compiuta pratica, che non può essere richiesto trascorsi sei anni dall’inizio, per la prima volta, della pratica”. Tuttavia, prosegue la medesima […]

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Il COA di Lecce chiede di sapere se l’avvocato destinatario di un provvedimento di sospensione dall’esercizio della professione sia tenuto ad informare il proprio assistito e l’organo giudicante di tale circostanza, nonché a rinunciare a incarichi professionali in relazione ad attività di udienza che cadano nel predetto periodo di sospensione.

L’avvocato sospeso è interdetto dall’esercizio della professione, in ogni sua forma. Pertanto, non solo dovrà astenersi dall’effettuare alcuna attività relativa a incarichi in essere – rinunciando pertanto ai medesimi per la durata della sospensione – ma di tale circostanza dovrà necessariamente notiziare tanto l’assistito quanto l’organo giudicante con il quale si relazioni in ragione del […]

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Il COA di Roma chiede di sapere se possa iscriversi nel Registro dei praticanti un soggetto in possesso di laurea in giurisprudenza ottenuta presso una Università del Regno Unito, a seguito dell’uscita di tale stato dall’Unione europea.

L’avvenuta uscita del Regno Unito dall’UE non rende più applicabili – ai soggetti in possesso di laurea in giurisprudenza ottenuta in quel Paese – i principi desumibili dal diritto dell’UE (e in particolare dalla sentenza CdG 13 novembre 2003, nella causa C-313/01, Morgenbesser, recepita dalla giurisprudenza interna in Cass. Sezioni unite, 19 aprile 2004, n. […]

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Il COA di Bologna formula quesito in merito all’interpretazione dell’articolo 36, comma 4, lett. a) del Regolamento CNF n. 2/2014. Si chiede di sapere, in particolare, se la competenza riconosciuta al COA di formulare istanza al CDD per la riapertura del procedimento disciplinare a seguito della notizia di sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’incolpato non lo ha commesso sussista in relazione a ogni decisione disciplinare ovvero alle sole decisioni emesse dal COA prima dell’entrata in funzione dei CDD.

La risposta è resa nei termini seguenti. La competenza a formulare al CDD istanza volta alla riapertura del procedimento disciplinare in relazione all’intervento – sui medesimi fatti – di sentenza penale di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’incolpato non lo ha commesso rientra tra i casi nei quali sono mantenute in capo […]

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