Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova formula richiesta di parere in ordine al seguente quesito: se, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 22, comma 3 della legge professionale 247/2012, gli Avvocati che alla data di entrata in vigore della norma già siano in possesso dei requisiti per ottenere l’iscrizione all’Albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori (ma intendano richiedere ad oggi tale iscrizione) possano poi – in futuro – presentare istanza di iscrizione a tale albo senza alcun limite temporale, preclusivo e/o decadenziale facendo valere i requisiti già maturati.

La risposta al presente quesito viene resa nel modo che segue. L’articolo 22 della legge 247/2012 dispone che l’iscrizione all’albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori possa essere richiesta al CNF da chi sia iscritto ad un albo ordinario circondariale da almeno 5 anni e abbia superato l’esame ai sensi della legge 28 […]

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Due quesiti del COA di Urbino sulla validità temporale dei “vecchi” certificati di compiuta pratica e sull’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio

Il COA di Urbino ha formulato richiesta di parere sui seguenti quesiti: 1. i certificati di compiuta pratica emessi prima del 15.08.2012 (così come stabilito dal DPR 137/2012, art. 6 comma 12) hanno una validità illimitata o valgono le stesse regole previste dal DPR 137/2012, art. 6 comma 12 (validità di 5 anni)? 2. La […]

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Il COA di Chieti ha formulato richiesta di parere sul seguente quesito: In tema di pratica forense per l’accesso alla professione e di abilitazione all’esercizio del patrocinio, la riforma introdotta dall’art. 41 L. 247/2012 si applica ipso iure a far data dal 1° gennaio 2015 (in ragione dell’espressa disposizione transitoria di cui al successivo art. 48) oppure continua a trovare applicazione la previgente normativa, sino all’entrata in vigore del decreto ministeriale previsto dall’art. 41 comma 13 della legge professionale (sul rilievo che la nuova disciplina del patrocinio e quella del tirocinio, essendo funzionalmente collegate, debbano avere contestuale attuazione e che, pertanto, l’operatività della nuova disciplina del tirocinio lato sensu (patrocinio e tirocinio), costituendo un unicum, debba essere rimandata, nel suo complesso, all’emanazione del citato decreto?

La risposta è resa nei termini seguenti. La disciplina del tirocinio, prevista all’art. 41 della legge n. 247/2012, non trova immediata applicazione ad esclusione della riduzione a diciotto mesi, come la stessa legge prescrive. In questo senso milita la formulazione dell’articolo 48, che detta la disciplina transitoria per la pratica forense, a mente del quale […]

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Il Consiglio dell’Ordine di Parma ha formulato il quesito in oggetto, teso ad appurare se un laureato in legge che per 18 anni abbia svolto le funzioni di Giudice di Pace, possa essere iscritto all’Albo Avvocati; la domanda ipotizza astrattamente che l’incarico suddetto possa essere equiparato a quello di vice pretore onorario e si pone il problema se l’attuale disciplina dettata dall’art. 2 L. 31.12.12 n. 247 debba ritenersi integralmente sostitutiva di quella regolamentata dall’art. 30 R.D.L. 27.11.33 n. 1578, “con particolare riferimento all’ipotesi di cui alla lettera f) del richiamato art. 30”.

La risposta della Commissione Consultiva, non può che essere negativa, non essendovi ragione o motivo per discostarsi dalla costante giurisprudenza del CNF e delle SS.UU. della Cassazione, secondo la quale le funzioni del Giudice di Pace non sono equiparabili a quelle del magistrato inquadrato nell’ordine giudiziario. Si è affermato che “attesa la tassatività delle eccezioni […]

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Tre quesiti del COA di Sondrio sulla pratica forense

Il COA di Sondrio chiede il parere della Commissione Consultiva del CNF in ordine alle seguenti problematiche: i) durata dell’efficacia del certificato di compiuta pratica; ii) applicabilità retroattiva del D.P.R. 137/2012 per i tirocini iniziati precedentemente alla sua entrata in vigore; iii) possibilità del Praticante che non abbia superato gli esami entro il termine massimo […]

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L’Associazione Avvocati Calcio chiede di sapere se l’Avvocato iscritto nell’Albo possa “legittimamente (anche in assenza di specifica previsione da parte della FIGC) assistere calciatori e società legati alla FIGC da vincolo o affiliazione, prestando opera di consulenza e assistenza nella stipula del contratto di prestazione sportiva o cessione tra società dei diritti di prestazione sportiva del calciatore in pieno rispetto delle norme previste dall’ordinamento forense”, e se a tal fine sia tenuto all’iscrizione nel relativo Registro tenuto presso la FIGC e disciplinato dal Regolamento pubblicato dalla stessa FIGC con C.U. n. 189/A del 26 marzo 2015. L’Associazione chiede altresì di sapere se l’avvocato che in tal modo eserciti tale attività possa farlo con libertà di forme contrattuali e se sia tenuto a depositare presso la medesima Federazione il mandato ricevuto dal cliente.

Premette il richiedente che il richiamato regolamento, nel sostituire il previgente Regolamento FIGC in tema di procuratori sportivi, non riproduce la previsione di cui all’art. 5 di esso, che esplicitamente sottraeva gli avvocati dall’obbligo di ottenere la licenza rilasciata dalla FIGC, ai fini di esercitare l’attività di procuratore sportivo. Vale rilevare, peraltro, che questa Commissione […]

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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina pone il seguente quesito: se la mancata adozione del regolamento ministeriale previsto dall’art. 41, comma 13, legge n. 247/2012, sospenda l’applicabilità di tutto l’art. 41 (eccezion fatta che per la previsione di durata del tirocinio in diciotto mesi), ovvero abbia effetti sulle sole modalità di svolgimento del tirocinio.

La risposta al quesito va articolata sulla scorta degli artt. 48 e 65 della legge n. 247/2012. La prima norma ha infatti sospeso l’applicabilità delle norme in materia tirocinio ed esame di Stato per i primi due anni successivi all’entrata in vigore della legge: quindi, fino al 2 febbraio 2015. La seconda ha previsto che […]

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Il COA di Cagliari chiede se vi sia la conservazione in capo al C.O.A. di un margine valutativo, seppur minimo e nei limiti che seguono, sugli “esposti” disciplinari, posto che l’art. 50, comma 4 L.F., così recita: “(…) Quando è presentato un esposto o una denuncia ad un Consiglio dell’Ordine, o vi è comunque una notizia di illecito disciplinare, il Consiglio deve (…)”.

L’art. 50 c. 4 L. 247/2012 ricollega l’insorgere dell’obbligo di trasmissione al C.D.D. (e quindi trasmettere immediatamente gli atti) al momento nel quale il C.O.A. “deve darne notizia all’iscritto” e non a quello successivo in cui pervengono le deduzioni difensive dell’incolpato. La frase ricompresa tra le virgole “invitandolo a” individua meramente l’obbligo per il C.O.A. […]

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