I due presupposti per la sospensione cautelare dall’esercizio della professione

I presupposti richiesti dall’art. 43 L.P. per il provvedimento di sospensione cautelare dall’esercizio della professione sono: a) la gravità in astratto delle imputazioni penali indipendentemente dalla loro fondatezza; b) il c.d. strepitus fori, ovvero il clamore suscitato dalle imputazioni stesse e la loro rilevanza a livello mediatico. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Berruti), […]

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Il termine per la notifica all’interessato della decisione del COA è ordinatorio

Il termine di quindici giorni indicato dall’art. 50, co. 1, r.d.l. n. 1578/1933 (ratione temporis applicabile) per la notifica all’interessato della decisione del C.d.O. ha natura ordinatoria e non perentoria, sicché il mancato rispetto di esso non determina né la nullità del provvedimento adottato né altra ipotesi di vizio del procedimento. Consiglio Nazionale Forense (Pres. Alpa, […]

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Sospensione cautelare: il decorso del tempo dai fatti è irrilevante

Ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione cautelare dall’esercizio della professione è irrilevante che sia decorso un arco di tempo consistente fra la condotta e l’adozione della misura cautelare. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Berruti), sentenza del 4 marzo 2013, n. 24 NOTA: In senso conforme, Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. De […]

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La discrezionalità del COA in tema di sospensione cautelare del professionista non è sindacabile dal CNF

Il potere cautelare esercitato dal C.d.O. ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione è discrezionale e non sindacabile, essendo solo al C.O.A. affidata dall’ordinamento la valutazione della lesione al decoro e alla dignità della professione e quella dell’opportunità dell’adozione della misura cautelare, mentre l’esame del C.N.F. è limitato al controllo di legittimità, restando precluso ogni […]

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Inammissibile il ricorso al CNF proposto in proprio dal praticante avvocato

È inammissibile il ricorso al Consiglio nazionale forense, proposto personalmente dal praticante avvocato giacché, nell’ambito del procedimento disciplinare, la possibilità di proporre ricorso al Consiglio nazionale forense da parte di soggetto non iscritto all’albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori presuppone pur sempre che si tratti di soggetto iscritto almeno all’albo degli avvocati, poiché, in […]

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L’indicazione, in precetto, di voci non dovute e manifestamente abnormi

L’indicazione di voci non dovute e manifestamente abnormi in un atto di precetto relativo al pagamento di propri compensi professionali, costituisce comportamento lesivo della dignità e del decoro della classe forense, concretando violazione dei doveri di lealtà, diligenza e competenza, sanciti agli artt. 6, 8 e 12 del Codice Deontologico. Consiglio Nazionale Forense (Pres. Alpa, […]

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Impugnazione al CNF: l’inosservanza del termine di decadenza per causa di forza maggiore (malattia)

Lo stato di malattia può costituire causa di forza maggiore, come tale idonea alla rimessione in termini qualora sia di una gravità tale da impedire per tutta la sua durata qualsiasi attività, venendo ad incidere sulla capacità di intendere e volere dell’interessato, così da impedirgli il compimento dell’atto anche mediante l’ausilio di un procuratore speciale […]

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L’inosservanza del termine di decadenza per l’impugnazione

Il termine di 20 giorni, previsto dall’art. 50, co. 2, R.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578 (ratione temporis applicabile) per l’impugnazione del provvedimento del Consiglio territoriale, è perentorio, sicché la sua inosservanza rende il ricorso tardivo e quindi inammissibile. Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Allorio), sentenza del 27 febbraio 2013, n. 20 NOTA: […]

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