Costituisce grave illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che, nella sua qualità di amministratore di sostegno o tutore del beneficiario o dell’interdetto, induca quest’ultimo a nominare erede universale un terzo compiacente (Nel caso di specie, approfittando delle precarie condizioni fisiche e mentali del beneficiario -che di lì a pochi giorni sarebbe infatti deceduto- l’avvocato lo aveva indotto a disporre mortis causa del proprio cospicuo patrimonio nominando erede universale un sodale, che il de cuius neppure conosceva, in concorso con il notaio che aveva rogato il testamento pubblico falsamente attestando la capacità di intendere e volere del testatore. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha confermato la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per anni tre).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Favi), sentenza n. 336 del 13 novembre 2025
NOTA
Per un caso analogo (designazione beneficiario polizza vita), cfr. CNF n. 45/2023.