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- Procedimento disciplinare: la riqualificazione giuridica dell’incolpazione in sede di gravameIn tema di procedimento disciplinare, il Consiglio Nazionale Forense può procedere ad una riqualificazione giuridica dell’incolpazione, che non determina alcuna lesione del diritto di difesa ove siano rimasti immutati gli elementi essenziali della materialità del fatto addebitato. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Secchi Tarugi), sentenza n. 206 del 13 maggio 2026 Chiavi di… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la riqualificazione giuridica dell’incolpazione in sede di gravame
- La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinareNell’ambito del procedimento disciplinare forense non sussiste in forma rigida un principio di corrispondenza tra addebito contestato e decisione disciplinare, trattandosi piuttosto di una «correlazione» che non rileva in termini puramente formali, rispondendo all’esigenza di garantire pienezza ed effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa e di evitare che l’incolpato sia condannato per un fatto rispetto… Leggi tutto: La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinare
- L’impugnazione tardiva è inammissibileE’ inammissibile in quanto tardivo l’appello proposto oltre il termine di legge, giacché i termini per la impugnazione delle decisioni sono perentori e non possono pertanto essere prorogati, sospesi o interrotti, se non nei casi eccezionali espressamente previsti dalla legge (Nel caso di specie trattavasi di impugnazione proposta oltre 30 giorni dalla notifica del provvedimento… Leggi tutto: L’impugnazione tardiva è inammissibile
- Prescrizione dell’azione disciplinare e illecito permanenteIn tema di prescrizione dell’azione disciplinare in ipotesi di illecito deontologico permanente (nella specie, appropriazione indebita di somme spettanti al cliente), il dies a quo va individuato nel momento cui: 1) il professionista ponga fine all’omissione ovvero effettui il comportamento positivo dovuto, oppure 2) sollecitato in tal senso, opponga il rifiuto affermando l’asserita legittimità del… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare e illecito permanente
- L’inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi è un illecito permanenteL’illecito disciplinare contemplato dall’art. 64 cdfArt. 64 cdf – Obbligo di provvedere all’adempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terziL’avvocato deve adempiere alle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi. L’inadempimento ad obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare quando,…Leggi il testo completo →, e relativo all’inadempimento di obbligazioni contratte dall’avvocato nei confronti dei terzi, è da qualificarsi come illecito permanente, in quanto la condotta che costituisce elemento costitutivo dell’illecito disciplinare è rappresentata non da un fatto istantaneo, quanto, piuttosto, da una situazione giuridica che si protrae nel tempo: appunto l’inadempimento che, per… Leggi tutto: L’inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi è un illecito permanente
- Il decesso dell’incolpato comporta l’estinzione del procedimento disciplinare per cessazione della materia del contendereIn tema di procedimento disciplinare, dal decesso dell’incolpato consegue la dichiarazione di estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Gagliano), sentenza n. 200 del 12 maggio 2026 Chiavi di ricerca:- codice: art. 25Risultati della ricerca: 48sentenzaVietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti… Leggi tutto: Il decesso dell’incolpato comporta l’estinzione del procedimento disciplinare per cessazione della materia del contendere
- Sollecitare una transazione prospettando, in mancanza di accordo, una querela non costituisce di per sè illecito deontologicoSollecitare una definizione bonaria della vertenza prospettando al difensore della controparte possibili e legittime, in parte fors’anche doverose, iniziative giudiziarie, non costituisce di per sè violazione dell’art. 65 cdfArt. 65 cdf – Minaccia di azioni alla controparteL’avvocato può intimare alla controparte particolari adempimenti sotto comminatoria di azioni, istanze fallimentari, denunce, querele o altre iniziative, informandola delle relative conseguenze, ma no…Leggi il testo completo → (Nel caso di spece, il difensore aveva invitato il collega avversario a formulare una proposta transattiva migliorativa al fine di convincere la sua assistita a desistere… Leggi tutto: Sollecitare una transazione prospettando, in mancanza di accordo, una querela non costituisce di per sè illecito deontologico
- Il contenuto delle comunicazioni “riservate” tra colleghi non è perciostesso esente dal rispetto delle regole deontologicheLa natura riservata e personale della comunicazione non esonera naturalmente, sul piano generale, il difensore dall’esprimersi con continenza di forme e di sostanza. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Berti Arnoaldi Veli), sentenza n. 195 del 12 maggio 2026 Chiavi di ricerca:- codice: art. 25Risultati della ricerca: 48sentenzaVietato intrattenere rapporti economici con il proprio… Leggi tutto: Il contenuto delle comunicazioni “riservate” tra colleghi non è perciostesso esente dal rispetto delle regole deontologiche
- Vietato contattare le persone informate sui fatti per condizionarne con forzature o suggestioni le future deposizioni testimonialiCostituisce illecito disciplinare, per violazione dell’art. 55 cdfArt. 55 cdf – Rapporti con i testimoni e persone informateL’avvocato non deve intrattenersi con testimoni o persone informate sui fatti oggetto della causa o del procedimento con forzature o suggestioni dirette a conseguire deposizioni compiacenti. Il difens…Leggi il testo completo →(1), il comportamento dell’avvocato che contatti testimoni o persone informate sui fatti al fine di conseguire deposizioni compiacenti (Nel caso di specie, l’avvocato aveva scritto ad una persona informata sui fatti, preavvisandola che sarebbe stata indicata come teste e aggiungendo “Riteniamo che una risposta positiva convenga a tutti,… Leggi tutto: Vietato contattare le persone informate sui fatti per condizionarne con forzature o suggestioni le future deposizioni testimoniali
- L’errore materiale non è causa di nullità della delibera del Consiglio territorialeLa presenza di meri refusi o di imprecisioni terminologiche non determina la nullità della delibera del Consiglio territoriale, trattandosi di mero errore materiale, ove non siano tali e tanti da pregiudicare l’intelligibilità della decisione stessa, sia nella sua parte motiva che in quella dispositiva. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Carello), sentenza n. 194… Leggi tutto: L’errore materiale non è causa di nullità della delibera del Consiglio territoriale
- Procedimento disciplinare: l’omesso avviso del COA all’iscritto non è causa di nullitàAcquisita una notizia di (potenziale) illecito disciplinare, immediatamente il COA ne dà notizia all’iscritto invitandolo a presentare sue deduzioni entro il termine di venti giorni, e trasmette gli atti unitamente a una scheda riassuntiva dei provvedimenti disciplinari a carico dell’iscritto al CDD, che è competente, in via esclusiva, per ogni ulteriore atto procedimentale (art. 50… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: l’omesso avviso del COA all’iscritto non è causa di nullità
- Procedimento disciplinare: inammissibile l’impugnazione da parte dell’esponenteLa legittimazione a proporre impugnazione delle decisioni disciplinari del Consiglio territoriale compete esclusivamente all’incolpato (nel caso di affermazione di sua responsabilità), nonché per ogni decisione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, al Procuratore delle Repubblica e al Procuratore Generale della Corte di Appello (art. 61 L. n. 247/2012), e non pure all’esponente, il cui eventuale ricorso… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: inammissibile l’impugnazione da parte dell’esponente
- Sospeso l’avvocato che, in qualità di amministratore di sostegno, sottragga ingenti somme al beneficiarioCostituisce grave illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in qualità di amministratore di sostegno e abusando dello stato di deficienza psichica del proprio beneficiario, induca quest’ultimo a compiere un atto implicante effetti giuridici dannosi per lui e per i suoi eredi (Nel caso di specie, l’avvocato si era fatto rilasciare dal beneficiario una procura… Leggi tutto: Sospeso l’avvocato che, in qualità di amministratore di sostegno, sottragga ingenti somme al beneficiario
- Avvocato amministratore di sostegno: la rilevanza deontologica della falsa richiesta di cremazione del beneficiarioCostituisce illecito disciplinare, per violazione degli artt. 9 e 10 cdf, il comportamento dell’avvocato che, in qualità di amministratore di sostegno, apponga falsamente la firma del proprio beneficiario nel modulo di richiesta per la cremazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Patelli), sentenza n. 190 del 7 maggio 2026 Chiavi di ricerca:- codice: art.… Leggi tutto: Avvocato amministratore di sostegno: la rilevanza deontologica della falsa richiesta di cremazione del beneficiario
- Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolteAnche in tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il giudice della disciplina non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte né di effettuare una particolareggiata disamina degli elementi di giudizio non ritenuti significativi, essendo sufficiente a soddisfare l’esigenza di adeguata motivazione che il raggiunto convincimento risulti da un esame logico e… Leggi tutto: Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolte
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Risultati della ricerca: 48
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Rivellino Demetrio), sentenza n. 65 del 25 Febbraio 2026
Illecito l’accordo che attribuisca all’avvocato l’integrale compenso anche nel caso di revoca medio tempore dell’incarico professionale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Talerico Antonello), sentenza n. 249 del 15 Settembre 2025
Anche l’accordo sul compenso deve rispettare il criterio di proporzionalità
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Talerico Antonello), sentenza n. 249 del 15 Settembre 2025
L’accordo sul compenso professionale deve farsi per iscritto (quindi, normalmente, non può esserne data prova per testi o presunzioni)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Giraudo Daniela), sentenza n. 260 del 15 Settembre 2025
L’accordo sul compenso va stipulato al momento del conferimento dell’incarico
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Consales Claudio), sentenza n. 144 del 26 Maggio 2025
Anche l’accordo sul compenso deve rispettare il criterio di proporzionalità
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Consales Claudio), sentenza n. 144 del 26 Maggio 2025
I due principi cardine che regolano i rapporti tra avvocato e cliente/parte assistita in tema di compenso professionale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Secchi Tarugi Lucia), sentenza n. 78 del 28 Marzo 2025
Illecito richiedere o pattuire un compenso sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività professionale svolta
Consiglio Nazionale Forense (pres. Consales Claudio, rel. Santinon Federica), sentenza n. 80 del 28 Marzo 2025
Patto di quota lite e compenso sproporzionato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Napoli Francesco), sentenza n. 65 del 22 Marzo 2025
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Galletti Antonino), sentenza n. 66 del 22 Marzo 2025
Rapporti con la parte assistita – Partecipazione ad operazione estranea al rapporto professionale – Rapporti economici con il cliente – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Galletti Antonino), sentenza n. 66 del 22 Marzo 2025
La ratio del divieto di patto di quota lite
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Scarano Carolina Rita), sentenza n. 25 del 17 Febbraio 2025
Il patto di quota lite, alla luce della nuova legge professionale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Scarano Carolina Rita), sentenza n. 25 del 17 Febbraio 2025
Accordo sul compenso: la quota va calcolata su un importo predefinito
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Scarano Carolina Rita), sentenza n. 25 del 17 Febbraio 2025
Accordo sul compenso: le conseguenze della violazione del divieto di patto di quota lite
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 351 del 27 Settembre 2024
Patto di quota lite: illegittimo determinare il compenso dell’avvocato come percentuale su quanto ricaverà il cliente in caso di vittoria
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 351 del 27 Settembre 2024
Patto di quota lite: consentito legare il compenso al valore della controversia o all’esito previsto, ma non al risultato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 351 del 27 Settembre 2024
Il divieto di patto di quota lite riguarda sia l’attività stragiudiziale che quella giudiziale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 351 del 27 Settembre 2024
Patto di quota lite: l’illiceità non è scriminata dalla congruità del compenso così pattuito.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 351 del 27 Settembre 2024
Illecito richiedere un compenso sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività professionale svolta
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Patelli Alessandro), sentenza n. 286 del 28 Giugno 2024
Anche l’accordo sul compenso deve rispettare il criterio di proporzionalità
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Patelli Alessandro), sentenza n. 286 del 28 Giugno 2024
Patto di quota lite: sempre illecito l’accordo che preveda compensi manifestamente sproporzionati
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Patelli Alessandro), sentenza n. 286 del 28 Giugno 2024
Vietato intrattenere rapporti economici con il proprio assistito (diversi da quelli derivanti dal mandato)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Cassi Giampiero), sentenza n. 125 del 08 Aprile 2024
Accordo sul compenso: le conseguenze della violazione del divieto di patto di quota lite
Corte di Cassazione (pres. Manna Antonio), sentenza n. 7180 del 10 Marzo 2023
Anche l’accordo sul compenso deve rispettare il criterio di proporzionalità
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Scarano Carolina Rita), sentenza n. 15 del 28 Febbraio 2023
