L’atto di rinuncia alla impugnativa proposta, fatto pervenire al C.N.F. da parte del ricorrente determina l’inammissibilità del ricorso. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. CRICRI’, rel. VERMIGLIO), sentenza del 23 aprile 2004, n. 98
L’atto di rinuncia alla impugnativa proposta, fatto pervenire al C.N.F. da parte del ricorrente determina l’inammissibilità del ricorso. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. CRICRI’, rel. VERMIGLIO), sentenza del 23 aprile 2004, n. 98
E’ inammissibile il ricorso al C.N.F. presentato direttamente dal professionista che sia privo dello jus postulandi, ex art. 63, comma I, r.d. n. 37/13934, perché non iscritto all’albo professionale e non risulti assistito da un legale abilitato al patrocinio davanti le giurisdizioni superiori. (Nella specie il professionista non era iscritto perché era stato radiato dall’albo). […]
E’ inammissibile, in quanto proposto avverso una deliberazione che sfugge alla competenza del C.N.F. il ricorso avverso una decisione del C.d.O. di rimessione degli atti ad altro C.d.O.. Infatti gli atti impugnabili avanti al C.N.F. sono previsti in modo tassativo e riguardano esclusivamente la tenuta degli albi, i certificati di compiuta pratica, i procedimenti disciplinari, […]
L’avvocato che abbia il proprio recapito professionale presso una agenzia infortunistica pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di indipendenza e rientrante in una ipotesi di accaparramento di clientela disciplinarmente sanzionato, (a nulla rilevando l’eventualità che tale accaparramento non sia stato posto in essere). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di […]
Le norme del codice deontologico forense elencanti i comportamenti che il professionista deve tenere costituiscono mere esplicitazioni esemplificative dei principi generali contenuti nella legge professionale forense e nello stesso codice deontologico, di dignità, lealtà , probità e decoro professionale e, in quanto prive di ogni efficacia limitativa della portata di tali principi, sono inidonee ad […]
Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che con artifici faccia consegnare somme per svolgere una attività poi in realtà mai posta in essere, che trattenga le somme così avute e dia false informazioni al cliente sullo stato della causa. (Nella specie è stata confermata la sanzione della radiazione). (Rigetta il ricorso avverso decisione […]
Il procedimento disciplinare è autonomo rispetto al procedimento penale, non obbliga alla sospensione del procedimento istauratosi per lo stesso fatto e il giudice disciplinare può valutare autonomamente il fatto oggetto del provvedimento penale, fermo restando il principio della immutabilità del fatto così come eventualmente accertato dal magistrato penale. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di […]
Il procedimento disciplinare davanti al C.d.O. ha natura amministrativa e pertanto ad esso non si applica il principio della immofìdificabilità del giudice, tra la fase istruttoria e quella dibattimentale. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Messina, 3 luglio 2003) Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. CRICRI’, rel. STEFENELLI), sentenza del 23 aprile 2004, n. 93
Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, perché lesivo del divieto di accaparramento di clientela e esorbitante il diritto di informazione consentito, l’avvocato che spedisca capillarmente per posta e ad un pubblico indefinito degli opuscoli contenenti l’offerta di servizi professionali con specificati i relativi compensi richiesti per ciascuna attività. Se l’informazione sull’attività professionale è consentita, […]
E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del procedimento disciplinare forense in relazione agli articoli 24, 97, 111 della Costituzione in quanto in esso il diritto di difesa e la tutela del contraddittorio sono sufficientemente tutelati dalle norme che prevedono la contestazione specifica degli addebiti, le formalità della citazione, la facoltà di farsi assistere […]