Deve ritenersi inidoneo a fondare un giudizio negativo in ordine alla sussistenza del requisito della condotta specchiatissima ed illibata, necessario ad ottenere l’iscrizione anche nel registro speciale dei praticanti avvocati, un episodio isolato e di rilevanza assolutamente marginale oltre che relativamente remoto nel tempo (nella specie, si trattava di arresto per detenzione illecita di sostanze stupefacenti). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 8 novembre 2007)
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Ricorso – Deposito oltre il termine ex art. 50 R.D.L. n. 1578/1933 – Inammissibilità
È inammissibile il ricorso depositato oltre il termine perentorio di giorni venti dalla data della notifica del provvedimento previsto dall’art. 50 del r.d.l. n. 1578/33. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Piacenza, 20 luglio 2007)
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Avvocato – Elezioni forensi – Ricorso – Difetto di ius postulandi – Nullità – Inammissibilità
Il procedimento che si svolge dinanzi al CNF in materia elettorale ha natura giurisdizionale, sicché ad esso si applica la norma generale di cui all’art. 60, u.c., R.D. n. 37/1934, il quale prevede che il professionista interessato sia assistito da un avvocato iscritto all’albo speciale, senza che in tale contesto possa ritenersi applicabile l’art. 50, co. 2, u.p., del R.D.L. n. 1578/1933 (che consente nella sola materia disciplinare all’interessato di proporre impugnazione), trattandosi di disposizione speciale di stretta interpretazione che, come tale, non può essere applicata per analogia a fattispecie diversa da quella alla quale si riferisce.
Va pertanto dichiarata la nullità del ricorso – con l’effetto della sua inammissibilità – proposto avverso i risultati delle elezioni svoltesi presso il COA dall’avvocato non iscritto all’albo speciale per il patrocinio avanti alle giurisdizioni superiori e quindi privo dello ius postulandi, trattandosi di requisito essenziale per la esistenza-validità dell’atto introduttivo del giudizio. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso i risultati della elezione di ballottaggio C.d.O. di Palermo, 8 febbraio 2008) -
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Difesa di parti in conflitto di interessi.
Integra certamente la violazione dei doveri di lealtà, di correttezza e di fedeltà ex art. 5 c.d.f.Art. 5 cod. prev. – Doveri di probità, dignità e decoro.L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro. I. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’avvocato cui sia imputabile un comportament…Leggi il testo completo →, art. 6 c.d.f.Art. 6 cod. prev. – Doveri di lealtà e correttezza.L’avvocato deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. I. L’avvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave.Leggi il testo completo →, art. 7 c.d.f.Art. 7 cod. prev. – Dovere di fedeltà.È dovere dell’avvocato svolgere con fedeltà la propria attività professionale. I. Costituisce infrazione disciplinare il comportamento dell’avvocato che compia consapevolmente atti contrari all’intere…Leggi il testo completo → nei confronti della parte assistita, configurando altresì l’illecito deontologico previsto dal successivo art. 51 c.d.f.Art. 51 cod. prev. – Assunzione di incarichi contro ex-clienti.L’assunzione di un incarico professionale contro un ex-cliente è ammessa quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale e l’oggetto del nuovo incarico sia estraneo…Leggi il testo completo →, la condotta del professionista che in seguito alla dismissione del mandato – indipendentemente dal fatto che questa sia dovuta a revoca o rinuncia – assuma un mandato professionale contro il proprio precedente cliente, tanto più quando il nuovo incarico sia inerente al medesimo procedimento nel quale il difensore abbia assistito un’altra parte, che abbia un interesse confliggente con quello del nuovo assistito. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bergamo, 19 ottobre 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. ALPA, rel. ALPA), sentenza del 9 gennaio 2009, n. 1
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Dovere di diligenza
Viola il precetto deontologico dell’obbligo di informazione ex art. 40 C.D.F.Art. 40 cod. prev. – Obbligo di informazione.L’avvocato è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all’atto dell’incarico delle caratteristiche e dell’importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziat…Leggi il testo completo →, oltre i precetti relativi al dovere di diligenza, lealtà e verità cui deve scrupolosamente attenersi il professionista, l’avvocato che ometta di informare la parte assistita del rigetto della domanda ed anzi fornisca alla stessa notizie inesatte circa il rinvio della causa riferendo che la domanda sarebbe stata accolta e che consegni copia della sentenza dopo ben due anni dalla data di comunicazione al suo studio. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Latina, 24 maggio 2005)
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Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Doveri di probità, lealtà e correttezza – Violazione
Integra grave violazione degli art. 5 c.d.f.Art. 5 cod. prev. – Doveri di probità, dignità e decoro.L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro. I. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’avvocato cui sia imputabile un comportament…Leggi il testo completo → e art. 6 c.d.f.Art. 6 cod. prev. – Doveri di lealtà e correttezza.L’avvocato deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. I. L’avvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave.Leggi il testo completo → il comportamento dell’avvocato che, senza esserne legittimato, agisca con piena consapevolezza in luogo del curatore richiedendo per conto di una società fallita a mezzo di atto di precetto il pagamento di quanto alla stessa dovuto in forza di titolo giudiziale, nonostante la conoscenza dell’avvenuto fallimento della medesima assistita, e ciò ad onta della modestia della somma precettata. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bergamo, 18 settembre 2007)
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Mancanza sottoscrizione Consigliere Segretario – Nullità – Sussistenza
Conformemente all’art. 51 del R.D. n. 37/1934, va dichiarata nulla la decisione del COA che difetti della sottoscrizione del Consigliere Segretario. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Novara, 14 giugno 2007)
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Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Doveri di lealtà e correttezza – Violazione
A seguito della sentenza con la quale il Tribunale abbia annullato un contratto preliminare di compravendita, condannando il convenuto a restituire alla controparte gli assegni posdatati da questi consegnati a titolo di acconto, viola l’art. 6 C.D.F.Art. 6 cod. prev. – Doveri di lealtà e correttezza.L’avvocato deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. I. L’avvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave.Leggi il testo completo → il professionista che, per conto dello stesso convenuto assistito nel medesimo giudizio, alleghi alla presentazione di un ricorso ex art. 511 c.p.c. palesemente improponibile gli assegni oggetto del suddetto ordine giudiziale di restituzione, trattandosi di iniziativa non finalizzata a paralizzare legittimamente l’azione di controparte e dunque inidonea a realizzare fini di giustizia cui l’esercizio dell’attività forense è funzionale (nella specie, il CNF ha ritenuto più adeguata e proporzionata alla violazione la sanzione dell’avvertimento in luogo della censura irrogata dal COA). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Busto Arsizio, 23 novembre 2007)
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. PERFETTI, rel. MAURO), sentenza del 31 dicembre 2008, n. 264
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Avvocato – Norme deontologiche – Praticante avvocato abilitato – Svolgimento funzioni di avvocato sine titulo – Violazione art. 21 – Sussistenza
Viola l’art. 1 del RDL n. 1578/1933, nonché l’art. 21 C.d.F.Art. 21 cod. prev. – Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti.L’iscrizione all’albo costituisce presupposto per l’esercizio dell’attività giudiziale e stragiudiziale di assistenza e consulenza in materia legale e per l’utilizzo del relativo titolo. I. Costituisc…Leggi il testo completo → con i principi di probità, lealtà, correttezza e verità, il praticante che, nel richiedere un prestito ad una società finanziaria, si qualifichi con il titolo di avvocato, producendo altresì un biglietto da visita con la medesima qualifica professionale (nella specie, il CNF ha confermato la decisione del COA che irrogava all’incolpato la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale quale praticante abilitato per mesi due). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 20 settembre 2007)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Perfetti), sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263
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Avvocato – Tenuta albi – Iscrizione – Dipendente comunale – Incarico di vice-segretario comunale e di dirigente – Incompatibilità ex art. 3, co. 2, R.D.L. n. 1578/1933 – Sussistenza
Sussiste la situazione di incompatibilità con l’iscrizione nell’elenco speciale annesso all’Albo degli avvocati di cui all’art. 3, co. 4, lett. b), del R.D.L. n. 1578/1933 e all’art. 69, co. 2, R.D. n. 37/1933, per i dipendenti comunali che non esercitino in via esclusiva attività di assistenza, rappresentanza e difesa dell’ente pubblico. In particolare, l’accertato svolgimento di compiti amministrativi inerenti all’incarico di vice-segretario comunale e di dirigente di un settore dell’organizzazione dell’ente esclude che al ricorrente, ancorché preposto anche all’Ufficio legale, possa riconoscersi l’esercizio esclusivo di attività di avvocato. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Marsala, 17 dicembre 2007)