Con il procedimento disciplinare forense si persegue lo scopo di tutelare l’immagine, la dignità e il decoro della professione, accertando gli eventuali illeciti deontologici commessi dall’avvocato e irrogando le sanzioni previste. Conseguentemente, la rilevanza deontologica di un comportamento ben può sussistere pur non costituendo illecito secondo l’ordinamento civile, penale, amministrativo, ecc., giacché le ragioni e i principi che presiedono al procedimento disciplinare hanno ontologia diversa rispetto a quelli che attengono al governo dei diritti soggettivi, riguardando la condotta del professionista quale delineata attraverso l’elaborazione del codice deontologico forense e quale risultante dal dovere di correttezza e lealtà che deve informare il comportamento dello stesso; diversi sono i presupposti e le finalità che sottendono all’esercizio disciplinare e che con il provvedimento amministrativo si perseguono; diversa è l’esigenza di moralità che è tutelata nell’ambito professionale. L’illiceità disciplinare del comportamento posto in essere dal professionista deve, infatti, essere valutata solo in relazione alla sua idoneità a ledere la dignità e il decoro professionale, a nulla rilevando anche l’eventualità che tali comportamenti non siano configurabili anche come illeciti secondo le disposizioni del residuo ordinamento.
Corte di Cassazione (pres. Spirito, rel. Garri), SS.UU., sentenza n. 25440 del 29 agosto 2023
– codice: art. 55
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L’avvocato non deve intrattenersi con testimoni o persone informate sui fatti al fine di conseguire deposizioni compiacenti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Cassi Giampiero), sentenza n. 76 del 28 Marzo 2025
I rapporti tra l’avvocato dell’imputato e la persona offesa dal reato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 438 del 23 Novembre 2024
Rapporto con i testimoni: il divieto di forzature o suggestioni dirette a conseguire deposizioni compiacenti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 438 del 23 Novembre 2024
La richiesta (minacciosa) di ritrattare una testimonianza
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 438 del 23 Novembre 2024
AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – SANZIONI DISCIPLINARI – Avvocato nominato componente di collegio arbitrale – Assunzione ed esercizio dell’incarico in situazione di incompatibilità ex art. 55 del codice deontologico – Rilievo disciplinare – Sussistenza – Assenza di contestazioni mosse nel corso del procedimento arbitrale – Irrilevanza – Fondamento.
Corte di Cassazione (pres. Bisogni Giacinto, rel. Bisogni Giacinto), sentenza n. 7761 del 09 Aprile 2020
Il rapporto con i testimoni e le persone informate sui fatti
CDD di Bologna (pres. Vecchi Sandra, rel. Brugioni Gianluca), decisione n. 43 del 17 Maggio 2019
Investigazioni difensive: l’illecito deontologico non presuppone la dichiarazione di inutilizzabilità della prova
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Pardi Arturo), sentenza n. 229 del 23 Dicembre 2017
Il divieto di intrattenersi con i testimoni o futuri tali
Corte di Cassazione (pres. Rovelli Luigi Antonio, rel. Di Palma Salvatore), sentenza n. 12183 del 12 Giugno 2015
Il divieto di intrattenersi con i testimoni
Consiglio Nazionale Forense (pres. Grimaldi Bruno, rel. Pisano Susanna), sentenza n. 214 del 29 Dicembre 2014
Il divieto di intrattenersi con i testimoni o futuri tali
Consiglio Nazionale Forense (pres. Vermiglio Carlo, rel. Damascelli Antonio), sentenza n. 133 del 06 Ottobre 2014
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 133 del 06 Ottobre 2014 (accoglie) (censura)– Consiglio territoriale: COA Bologna, delibera del 23 Novembre 2009 (sospensione)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 12183 del 12 Giugno 2015 (respinge)