Con il procedimento disciplinare forense si persegue lo scopo di tutelare l’immagine, la dignità e il decoro della professione, accertando gli eventuali illeciti deontologici commessi dall’avvocato e irrogando le sanzioni previste. Conseguentemente, la rilevanza deontologica di un comportamento ben può sussistere pur non costituendo illecito secondo l’ordinamento civile, penale, amministrativo, ecc., giacché le ragioni e i principi che presiedono al procedimento disciplinare hanno ontologia diversa rispetto a quelli che attengono al governo dei diritti soggettivi, riguardando la condotta del professionista quale delineata attraverso l’elaborazione del codice deontologico forense e quale risultante dal dovere di correttezza e lealtà che deve informare il comportamento dello stesso; diversi sono i presupposti e le finalità che sottendono all’esercizio disciplinare e che con il provvedimento amministrativo si perseguono; diversa è l’esigenza di moralità che è tutelata nell’ambito professionale. L’illiceità disciplinare del comportamento posto in essere dal professionista deve, infatti, essere valutata solo in relazione alla sua idoneità a ledere la dignità e il decoro professionale, a nulla rilevando anche l’eventualità che tali comportamenti non siano configurabili anche come illeciti secondo le disposizioni del residuo ordinamento.
Corte di Cassazione (pres. Spirito, rel. Garri), SS.UU., sentenza n. 25440 del 29 agosto 2023
– codice: art. 32
Risultati della ricerca: 13
La prosecuzione dell’attività professionale nonostante la revoca del mandato e comunque contro la volontà dell’ex cliente
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Rivellino Demetrio), sentenza n. 302 del 24 Ottobre 2025
Rinuncia al mandato professionale: la congruità del preavviso va valutata caso per caso
Consiglio Nazionale Forense (pres. Palma Concetta, rel. Favi Francesco), sentenza n. 388 del 25 Ottobre 2024
La prorogatio nel caso di rinuncia o revoca del mandato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 127 del 16 Giugno 2023
La prorogatio nel caso di rinuncia o revoca del mandato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Di Maggio Vincenzo), sentenza n. 237 del 04 Dicembre 2020
La rinuncia al mandato deve essere comunicata con un congruo preavviso alla parte assistita
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. De Michele Antonio), sentenza n. 64 del 29 Luglio 2019
Radiazione per l’avvocato mandante di uno sfregio
CDD di Bologna (pres. Benini Carlo), decisione n. 29 del 20 Maggio 2019
L’inadempimento al mandato professionale e la falsa autenticazione della firma del cliente nella procura alle liti
CDD di Bologna (pres. Gennari Rita, rel. Gennari Rita), decisione n. 30 del 14 Maggio 2019
Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. De Michele Antonio), sentenza n. 7 del 26 Marzo 2019
Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente
Corte di Cassazione (pres. Spirito Angelo, rel. Oricchio Antonio), sentenza n. 2755 del 30 Gennaio 2019
AVVOCATO E PROCURATORE – GIUDIZI DISCIPLINARI – Art. 32 (già art. 47) del codice deontologico forense – Revoca del mandato – Obblighi informativi nei confronti del cliente – Sussistenza – Fondamento – Fattispecie.
Corte di Cassazione (pres. Spirito Angelo, rel. Oricchio Antonio), sentenza n. 2755 del 30 Gennaio 2019
Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente (ma non di depositare atti giudiziari)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Secchieri Carla), sentenza n. 164 del 29 Novembre 2018
Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Pasqualin Andrea), sentenza n. 56 del 25 Maggio 2018
Rinuncia o revoca del mandato: fino al subentro del nuovo difensore, permane il dovere di informare l’ex cliente
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Marullo di Condojanni Francesco), sentenza n. 388 del 30 Dicembre 2016
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 388 del 30 Dicembre 2016 (accoglie) (avvertimento)– Consiglio territoriale: COA Vicenza, delibera del 25 Giugno 2012 (censura)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 6277 del 04 Marzo 2019 (respinge)