La citazione a giudizio può (non “deve”) indicare i nominativi dei Consiglieri effettivi e supplenti della Sezione CDD

In tema di procedimento disciplinare, la citazione a giudizio dell’incolpato deve sì indicare la sezione giudicante del CDD incaricata del dibattimento (art. 21 lett. c Reg. CNF n. 2/2014), ma senza che sia altresì necessario riportare i nominativi delle persone fisiche chiamate a comporla, non trovando quivi applicazione la diversa disciplina dettata dall’art. 552 c.p.p.

Corte di Cassazione (pres. Cassano, rel. Criscuolo), SS.UU., sentenza n. 4840 del 25 febbraio 2025

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– codice: art. 38

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parere

Il COA di Torino formula quesito in merito alla correttezza sul piano deontologico della condotta dell’avvocato che registri una conversazione intercorsa con un collega e alla presenza di altre persone durante l’espletamento di una procedura esecutiva, senza il preventivo consenso e all’insaputa dei presenti, chiedendo se tale condotta possa ritenersi consentita, in deroga a quanto stabilito dall’art. 38 comma 2 del Codice Deontologico Forense, qualora la registrazione sia effettuata al solo scopo di dimostrare in giudizio la violazione del diritto di difesa del proprio assistito e la commissione di reati da parte di ufficiale giudiziario proibente l’accesso.

Consiglio Nazionale Forense, parere n. 12 del 27 Gennaio 2026

Classificazione

– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 75 del 30 Maggio 2014 (respinge) (avvertimento)
– Consiglio territoriale: COA Bolzano, delibera del 22 Ottobre 2010 (avvertimento)