Il dies a quo per la prescrizione dell’azione disciplinare va individuato nel momento della commissione del fatto solo se questo integra una violazione deontologica di carattere istantaneo che si consuma o si esaurisce al momento stesso in cui viene realizzata; ove invece la violazione risulti integrata da una condotta protrattasi e mantenuta nel tempo, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta stessa e in particolare tale dies a quo va individuato nel momento cui: 1) il professionista ponga fine all’omissione ovvero effettui il comportamento positivo dovuto, oppure 2) sollecitato in tal senso, opponga il rifiuto affermando l’asserita legittimità del proprio contegno, con la precisazione che tale diritto debba essere rivendicato espressamente nei confronti dell’altra parte contrattuale (cliente/parte assistita) e non nelle difese contro la pretesa punitiva dello Stato esercitata con il processo penale ovvero in sede disciplinare; 3) in ogni caso, al fine di evitare una irragionevole imprescrittibilità dell’illecito stesso, un “limite alternativo” alla sua permanenza deve essere individuato nella decisione disciplinare di primo grado.
– numero: 324
– anno: 2024
– autorità: Consiglio Nazionale Forense
– tipo: sentenza
Risultati della ricerca: 9
Procedimento disciplinare: una generica lombosciatalgia non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
Covid-19: in mancanza di referto positivo, una supposta sintomatologia non basta a giustificare il rinvio dell’udienza disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
La mancata audizione dell’incolpando nella fase preliminare al procedimento disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
La “nuova” pregiudizialità penale: la sospensione del procedimento disciplinare è ora una (facoltativa) eccezione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi è illecito permanente
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
Inadempimento di obbligazioni assunte nei confronti dei terzi: la prescrizione civilistica non scrimina l’illecito deontologico
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi non è scriminato da asserite difficoltà economiche dell’incolpato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
Illecito permanente: l’individuazione del dies a quo prescrizionale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Berti Arnoaldi Veli Giovanni), sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 324 del 20 Settembre 2024 (respinge) (sospensione)– Consiglio territoriale: CDD Roma, delibera del 21 Gennaio 2022 (sospensione)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 13072 del 16 Maggio 2025 (respinge)