E’ inammissibile il ricorso proposto dall’esponente al fine di conseguire la revoca del provvedimento di archiviazione assunto dal C.O.A.. Invero, oltre alla considerazione secondo cui il provvedimento di archiviazione costituisce atto non impugnabile, l’istanza di revoca è altresì proposta a soggetto non competente, atteso che la rivitalizzazione dell’esposto, poiché di ciò si tratta dal momento che non ci si trova ancora nella fase procedimentale, può essere disposta in qualsiasi momento qualora emergano elementi nuovi soltanto dal C.O.A. che ebbe ad emettere il provvedimento, secondo le generali regole sulla competenza nel procedimento disciplinare. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Tempio Pausania, 10 luglio 2008).
Categoria: Giurisprudenza CNF
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Avvocato – Norme deontologiche – Richiesta onorario eccessivo – Violazione art. 43, sub II, c.d.f.
L’avvocato che richieda un compenso manifestamente sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività documentata pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità, a nulla rilevando, ai fini della responsabilità disciplinare, neanche l’eventualità che tra il professionista ed il cliente sia intervenuta la transazione della controversia. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Livorno, 11 gennaio 2006).
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Difesa di parti in conflitto di interessi
Non integra alcun illecito disciplinare il contegno dell’avvocato che, già procuratore di un creditore per il quale abbia presentato domanda di insinuazione al passivo fallimentare, accetti altresì l’incarico di legale del medesimo fallimento al fine di fornire al giudice delegato un parere circa la legittimità e la legalità di notule professionali in ordine all’ammontare delle somme oggetto di insinuazione, trattandosi di questioni completamente indipendenti l’una dall’altra ed insuscettibili di determinare collegamenti o reciproche interferenze. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Livorno, 11 gennaio 2006).
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la controparte – Comunicazioni sproporzionate e vessatorie – Minaccia pregiudizio di ordine extragiudiziario – Violazione art. 48 c.d.f. – Sussistenza
Costituisce atto deontologicamente illecito la comunicazione con la quale l’avvocato, senza alcuna necessità giuridica in relazione alla preannunciata azione risarcitoria e ad essa non funzionale, rappresenti alla controparte un rilevante pregiudizio di ordine extragiudiziario al fine implicito di esercitare una indebita pressione, in tal modo violando l’art. 48 c.d.f.Art. 48 cod. prev. – Minaccia di azioni alla controparte.L’intimazione fatta dall’avvocato alla controparte tendente ad ottenere particolari adempimenti sotto comminatoria di azioni, istanze fallimentari, denunce o altre sanzioni, è consentita quando tenda…Leggi il testo completo → (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Trieste, 16 marzo 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. PERFETTI, rel. MAURO), sentenza del 13 luglio 2009, n. 72
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Divieto di patti di quota lite – Accordo di determinazione fissa percentuale del compenso – Violazione – Esclusione
Posto che per patto di quota lite deve intendersi quell’accordo secondo cui il compenso del professionista varia in funzione dei benefici ottenuti in conseguenza dell’esito favorevole della lite, non possono ravvisarsi i tratti di una siffatta convenzione nell’atto scritto con cui il professionista ed i propri clienti convengano una determinazione fissa percentuale, dal momento che il compenso dovuto è materialmente determinato, essendo in tema di risarcimento di danni determinabile nel suo importo massimo la quantificazione economica. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Siracusa, 23 maggio 2008).
Consiglio Nazionale Forense (pres. ALPA, rel. MORLINO), sentenza del 13 luglio 2009, n. 71
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Avvocato – Norme deontologiche – Doveri di probità, dignità e decoro – Condotta nella vita privata – Rilevanza
L’avvocato ha l’obbligo di avere una condotta specchiatissima ed illibata sia nell’ambito dell’attività professionale sia nell’ambito della vita privata, sicchè pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo dei doveri di probità, dignità e decoro propri della classe forense il professionista che compia atti di libidine violenti ed atti osceni, dovendo ritenersi assolutamente incompatibile tale contegno con la permanenza dell’incolpato nell’Albo forense e risultando conseguentemente congrua la sanzione della radiazione correttamente irrogata. (Rigetta inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Milano, 6 novembre 2006).
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Avvocato – Tenuta albi – Registro praticanti Avvocati – Interruzione semestrale della pratica – Cancellazione
L’impugnazione avverso le deliberazioni dei Consigli dell’Ordine relative al controllo della pratica nel corso del biennio è ammessa unicamente allorchè sia stato negato al praticante avvocato il certificato di compiuta pratica. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Trani, 16 luglio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. VERMIGLIO, rel. VACCARO), sentenza del 13 luglio 2009, n. 69
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione C.d.O.- Ricorso per revocazione – Inammissibilità
E’ inammissibile il ricorso che impugni per revocazione non già la sentenza del C.N.F. ma la decisione del C.d.O. che abbia inflitto una sanzione disciplinare, atteso che il ricorso ex art. 395 c.p.c. deve essere proposto allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata ed è applicabile alle sole decisioni pronunciate nell’esercizio della giurisdizione e non alle decisioni disciplinari, aventi natura amministrativa, emesse dal Consiglio territoriale. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bolzano, 14 dicembre 2006).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. TIRALE, rel. DEL PAGGIO), sentenza del 13 luglio 2009, n. 68
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Contestazione degli addebiti – Contenuto e forma – Particolareggiata esposizione di fatti e comportamenti addebitati – Necessità – Esclusione
La contestazione degli addebiti non esige una minuta, completa e particolareggiata esposizione delle modalità dei fatti e dei comportamenti addebitati che integrano l’illecito, essendo invece sufficiente che l’incolpato, con la lettura dell’imputazione, sia posto in grado di approntare in modo efficace la propria difesa, senza rischi di essere condannato per fatti diversi da quegli ascrittigli. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bolzano, 14 dicembre 2006).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. TIRALE, rel. DEL PAGGIO), sentenza del 13 luglio 2009, n. 67
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Divieto di conflitto di interessi
Ai sensi dell’art. 51 c.d.f.Art. 51 cod. prev. – Assunzione di incarichi contro ex-clienti.L’assunzione di un incarico professionale contro un ex-cliente è ammessa quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale e l’oggetto del nuovo incarico sia estraneo…Leggi il testo completo → – nel testo anteriore alla modifica introdotta con delibera del C.N.F. del 27.01.2007 che alla generica espressione “ragionevole periodo di tempo” ha sostituito quella più specifica “trascorso almeno un biennio” – pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, perché lesivo del dovere di fedeltà e correttezza, l’avvocato che assuma un incarico difensivo contro un ex cliente dopo appena tre giorni dalla rinuncia al precedente mandato. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 29 ottobre 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. TIRALE, rel. SICA), sentenza del 13 luglio 2009, n. 66