Uso di un documento falso: il dies a quo prescrizionale

La prescrizione dell’azione disciplinare in materia di utilizzo di un documento falso (art. 50 cdf) decorre dalla cessazione della permanenza dell’illecito, che coincide con il momento in cui il professionista cessa di utilizzare il documento, ovvero con il passaggio in giudicato della sentenza che ne accerti e dichiari la falsità. Corte di Cassazione (pres. Manna, […]

Read More &#8594

Violazione del dovere di verità e di correttezza: l’avvocato è responsabile deontologicamente se fa proprie le informazioni non veritiere ricevute dal cliente, senza un minimo controllo

L’avvocato non è un mero nuncius del cliente sicché non può prestare fede acriticamente alle dichiarazioni o affermazioni della parte assistita, che è infatti tenuto a verificare con la diligenza necessaria a tutelare i principi di lealtà, correttezza e colleganza, giacché il dovere di difesa non giustifica la commissione di illeciti a pretesa tutela del […]

Read More &#8594

L’individuazione della sanzione disciplinare nel caso di illecito deontologico a forma libera o atipico

In presenza di violazioni di precetti deontologici generali, per cui non sia prevista una sanzione precisa in funzione di condotte tipiche (cfr. art. 20 co. 2 cdf), la sanzione ben può essere individuata facendo riferimento alle previsioni sanzionatorie per ipotesi tipiche secondo un procedimento analogico in relazione agli interessi degni di tutela che l’illecito ha […]

Read More &#8594

L’individuazione della sanzione disciplinare nel caso di illecito deontologico a forma libera o atipico

In presenza di violazioni di precetti deontologici generali, per cui non sia prevista una sanzione precisa in funzione di condotte tipiche (cfr. art. 20 co. 2 cdf), la sanzione ben può essere individuata facendo riferimento alle previsioni sanzionatorie per ipotesi tipiche secondo un procedimento analogico in relazione agli interessi degni di tutela che l’illecito ha […]

Read More &#8594

L’obbligo di indicare i provvedimenti già ottenuti

Nella presentazione di istanze o richieste riguardanti lo stesso fatto, l’avvocato deve indicare i provvedimenti già ottenuti, compresi quelli di rigetto (art. 50 co. 6 cdf), ma limitatamente a quelli di cui sia a conoscenza, con relativo onere a carico di chi sostenga l’accusa disciplinare. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Stefanì), sentenza n. […]

Read More &#8594

Il divieto di utilizzare documentazione falsa non riguarda soltanto il processo in senso stretto

Il divieto di introdurre o utilizzare documenti o prove false (art. 50 cdf) non è strettamente limitato al “processo”, trovando infatti applicazione in ogni “procedimento” quindi anche al di fuori dello stretto ambito processuale, ferma restando in ogni caso la potenziale rilevanza deontologica di condotte che, pur non riguardando strictu sensu l’esercizio della professione, ledano […]

Read More &#8594

Sospensione per l’avvocato che falsifichi la data della procura alle liti (quand’anche col consenso del cliente)

Costituisce illecito disciplinare, per violazione dell’art. 50 cdf, il comportamento dell’avvocato che, quand’anche col consenso del cliente, alteri ovvero falsifichi la data della procura alle liti rilasciatagli dal cliente (nella specie, per utilizzarla indebitamente in altre sedi, giacché il giorno della apparente sottoscrizione il cliente si trovava all’estero e la firma non poteva pertanto essere […]

Read More &#8594

La rilevanza anche deontologica dell’utilizzo di prove false

Costituisce (anche) grave illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in violazione dell’art. 50 cdf, utilizzi -fuori o dentro il processo- un documento che sappia essere falso, in violazione dei principi di dignità e decoro propri della classe forense e conseguente lesione della immagine della avvocatura quale inevitabile ricaduta del comportamento stesso (Nel caso di specie, […]

Read More &#8594