In considerazione della specificità della professione forense, della sua funzione sociale e del suo ruolo di necessario partecipe dell’esercizio diffuso della giurisdizione, la normativa italiana ed europea in tema di pubblicità, anche per come interpretata dalla Corte di Giustizia, consente all’avvocato di fornire specifiche informazioni sull’attività ed i servizi professionali offerti, ma non lo legittima ad una pubblicità indiscriminata avulsa dai dettami deontologici. A tal fine, l’art. 17 cdfArt. 17 cdf – Informazione sull’esercizio dell’attività professionaleÈ consentita all’avvocato, a tutela dell’affidamento della collettività, l’informazione sulla propria attività professionale, sull’organizzazione e struttura dello studio, sulle eventuali specializzaz…Leggi il testo completo → e l’art. 35 cdfArt. 35 cdf – Dovere di corretta informazioneL’avvocato che dà informazioni sulla propria attività professionale, quali che siano i mezzi utilizzati per rendere le stesse, deve rispettare i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza…Leggi il testo completo → tracciano appunto il confine tra la pubblicità finalizzata all’informazione dell’attività professionale, consentita all’avvocato, e la pubblicità prettamente ‘commerciale’ o ‘reclamistica’ finalizzata alla promozione di ‘prodotti’ o ‘servizi’ offerti al pubblico, non consentita all’avvocato per il peculiare ruolo riconosciutogli nella tutela dei diritti. Consegue che la pubblicità non è lecita se realizzata con la promozione della figura professionale attraverso i metodi propri del marketing aggressivo o commerciale e le tipiche strategie che le aziende utilizzano per aumentare la visibilità, la domanda e le vendite dei propri prodotti, poiché tali modalità violano i doveri di dignità e decoro, nonché il divieto di accaparramento della clientela, che è posto a tutela dell’affidamento della collettività e della clientela ed è sancito all’art. 37 cdfArt. 37 cdf – Divieto di accaparramento di clientelaL’avvocato non deve acquisire rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi a correttezza e decoro. L’avvocato non deve offrire o corrispondere a colleghi o a terzi…Leggi il testo completo →, il cui primo comma vieta l’acquisizione di rapporti di clientela con modi non conformi a correttezza e decoro.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Carello), sentenza n. 134 del 8 aprile 2026
– codice: art. 3
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Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Corte di Cassazione (pres. DAscola Pasquale, rel. Iofrida Giulia), sentenza n. 34961 del 13 Dicembre 2023
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Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Melani Graverini Piero), sentenza n. 217 del 11 Novembre 2022
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Standoli Francesco Emilio), sentenza n. 164 del 03 Ottobre 2022
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Giraudo Daniela), sentenza n. 155 del 30 Settembre 2022
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Stoppani Isabella Maria, rel. Cosimato Aniello), sentenza n. 31 del 29 Aprile 2022
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Bertollini Stefano), sentenza n. 249 del 29 Dicembre 2021
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Di Maggio Vincenzo), sentenza n. 221 del 30 Novembre 2021
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Greco Francesco), sentenza n. 212 del 30 Novembre 2021
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Napoli Francesco), sentenza n. 107 del 22 Maggio 2021
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Giraudo Daniela), sentenza n. 27 del 20 Febbraio 2021
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Arena Giovanni), sentenza n. 213 del 26 Ottobre 2020
Avvocati stabiliti e dispensa dalla prova attitudinale: l’esercizio effettivo della professione nel triennio non deve necessariamente avvenire nel circondario del Tribunale di iscrizione ma in qualsiasi zona del territorio nazionale
Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Melogli Gabriele), sentenza n. 181 del 09 Ottobre 2020
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Melogli Gabriele), sentenza n. 180 del 09 Ottobre 2020
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Napoli Francesco), sentenza n. 171 del 23 Settembre 2020
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Olla Giovanni), sentenza n. 209 del 30 Dicembre 2019
Responsabilità disciplinare: la mera “culpa in vigilando” non esclude la sussistenza dell’elemento psicologico
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Gaziano Antonino), sentenza n. 142 del 05 Dicembre 2019
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. De Michele Antonio), sentenza n. 178 del 21 Novembre 2017
Illecito disciplinare: l’errata interpretazione della norma deontologica non scusa
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Logrieco Francesco), sentenza n. 181 del 21 Novembre 2017
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Logrieco Francesco), sentenza n. 181 del 21 Novembre 2017
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Logrieco Francesco), sentenza n. 157 del 06 Novembre 2017
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Logrieco Francesco), sentenza n. 139 del 10 Ottobre 2017
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Masi Maria), sentenza n. 113 del 09 Settembre 2017
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Salazar Michele, rel. Sorbi Francesca), sentenza n. 91 del 13 Luglio 2017
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Iacona Giuseppe Gaetano), sentenza n. 79 del 03 Luglio 2017
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 79 del 03 Luglio 2017 (respinge) (censura)– Consiglio territoriale: COA Monza, delibera del 15 Febbraio 2012 (censura)