Anche in sede disciplinare opera il principio di “acquisizione della prova”, in forza del quale un elemento probatorio, legittimamente acquisito, una volta introdotto nel processo, è acquisito agli atti e, quindi, è ben utilizzabile da parte del giudice al fine della formazione del convincimento. Conseguentemente, le risultanze probatorie acquisite, pur se formate in un procedimento diverso ed anche tra diverse parti, sono utilizzabili da parte del giudice disciplinare, ferma la libertà di valutarne la rilevanza e la concludenza ai fini del decidere, senza che, tuttavia, si possa negare ad esse pregiudizialmente ogni valore probatorio solo perché non “replicate” e “confermate” in sede disciplinare. Ciò, peraltro, non incide in alcun modo sul diritto di difesa dell’incolpato il quale, nel corso del procedimento, può: a) produrre documenti; b) interrogare o far interrogare i testimoni indicati; c) rendere dichiarazioni e, ove lo chieda o vi acconsenta, sottoporsi all’esame della sezione competente per il dibattimento; d) avere la parola per ultimo, prima del proprio difensore.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Patelli), sentenza n. 271 del 20 giugno 2024
– codice: art. 21
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L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Del Paggio Lucio), sentenza n. 382 del 30 Dicembre 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Logrieco Francesco), sentenza n. 338 del 24 Novembre 2016
L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Losurdo Anna), sentenza n. 343 del 24 Novembre 2016
Dolo e aumento della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Siotto Priamo), sentenza n. 336 del 24 Novembre 2016
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Logrieco Francesco), sentenza n. 338 del 24 Novembre 2016
Dolo e aumento della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Secchieri Carla), sentenza n. 327 del 12 Novembre 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Del Paggio Lucio, rel. Calabrò Davide), sentenza n. 322 del 20 Ottobre 2016
La pervicace contestazione di evidenze probatorie rileva ai fini della determinazione della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Amadei Fausto), sentenza n. 262 del 29 Luglio 2016
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Gaziano Antonino), sentenza n. 213 del 25 Luglio 2016
Le minacce sono un illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Cerè Donatella), sentenza n. 221 del 25 Luglio 2016
Formazione continua: l’esonero per problemi di salute
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Amadei Fausto), sentenza n. 218 del 25 Luglio 2016
Il palpeggiamento è un illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Calabrò Davide), sentenza n. 201 del 14 Luglio 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Calabrò Davide), sentenza n. 202 del 14 Luglio 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Calabrò Davide), sentenza n. 204 del 14 Luglio 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Calabrò Davide), sentenza n. 203 del 14 Luglio 2016
La potenziale rilevanza deontologica dell’azione giudiziale infondata e manifestamente inammissibile nel merito
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Marullo di Condojanni Francesco), sentenza n. 184 del 12 Luglio 2016
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Siotto Priamo), sentenza n. 188 del 12 Luglio 2016
Procedimento disciplinare avviato sulla base di intercettazione telefonica avvocato-cliente
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 Giugno 2016
La violazione dell’obbligo di comportarsi con probità, dignità e decoro è un illecito deontologico a forma libera
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Secchieri Carla), sentenza n. 112 del 03 Maggio 2016
Il reato disciplinarmente non tipizzato è un illecito deontologico a forma libera
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Picchioni Giuseppe), sentenza n. 116 del 03 Maggio 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Secchieri Carla), sentenza n. 112 del 02 Maggio 2016
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Calabrò Davide), sentenza n. 52 del 23 Marzo 2016
La sanzione disciplinare nel caso di molteplici addebiti può anche superare la pena edittale massima prevista per la fattispecie più grave
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Esposito Angelo), sentenza n. 2 del 23 Gennaio 2016
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Gaziano Antonino), sentenza n. 262 del 31 Dicembre 2015
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Orlando Carlo), sentenza n. 233 del 29 Dicembre 2015
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 233 del 29 Dicembre 2015 (accoglie) (sospensione)– Consiglio territoriale: COA Marsala, delibera del 13 Luglio 2010 (radiazione)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 22516 del 07 Novembre 2017 (accoglie)