Costituisce grave illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che procuri sostanze stupefacenti al proprio assistito ristretto in carcere, e ciò a prescindere dalla asserita inconsapevolezza che le sostanze stesse fossero celate negli oggetti clandestinamente consegnati, trattandosi di condotta che, anche in assenza di dolo, si pone in contrasto con i principi di probità, dignità e decoro di cui all’art. 9 cdfArt. 9 cdf – Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenzaL’avvocato deve esercitare l’attività professionale con indipendenza, lealtà, correttezza, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della di…Leggi il testo completo → (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per anni uno).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Rivellino), sentenza n. 65 del 25 febbraio 2026
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 65 del 25 Febbraio 2026 (respinge) (sospensione)– Consiglio territoriale: CDD Catania, delibera del 02 Agosto 2022 (sospensione)