Costituisce comportamento deontologicamente scorretto prendere accordi diretti con la controparte, quando sia noto che la stessa è assistita da altro collega (art. 41 cdfArt. 41 cdf – Rapporti con parte assistita da collegaL’avvocato non deve mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro collega. L’avvocato, in ogni stato del procedimento e in ogni grado del giudizio, può avere contatti c…Leggi il testo completo →, già art. 27 cod. prev.Art. 27 cod. prev. – Obbligo di corrispondere con il collega.L’avvocato non può mettersi in contatto diretto con la controparte che sia assistita da altro legale. I. Soltanto in casi particolari, per richiedere determinati comportamenti o intimare messe in mora…Leggi il testo completo →). Tale obbligo sussiste anche nell’ipotesi in cui la controparte si impegni ad avvertire il proprio difensore o, addirittura, affermi di averlo già avvertito. Tale precetto deontologico si riferisce alla intera “assistenza” da parte del legale di controparte a quest’ultima, che (in assenza di revoca o nomina di altro difensore) deve ritenersi estesa anche alle attività immediatamente successive e dipendenti dalla decisione giudiziaria, ancorché il mandato ad litem conferito dal difensore della controparte abbia cessato la sua funzione con la conclusione del grado del processo (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima è stata inflitta la sanzione della censura).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Giraudo), sentenza n. 164 del 17 luglio 2021
– codice: art. 21
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I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Pizzuto Francesco), sentenza n. 57 del 10 Marzo 2025
La malattia dell’incolpato non scrimina l’illecito ma può eventuamente attenuare la sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Favi Francesco), sentenza n. 60 del 10 Marzo 2025
Il legittimo esercizio del diritto di difesa non può comportare un aggravamento della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Feliziani Paolo), sentenza n. 427 del 23 Novembre 2024
Il legittimo esercizio del diritto di difesa non può comportare un aggravamento della sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Consales Claudio), sentenza n. 435 del 23 Novembre 2024
La pendenza di altri procedimenti disciplinari non rileva ai fini della dosimetria della sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Consales Claudio), sentenza n. 435 del 23 Novembre 2024
Concorso di illeciti deontologici: la sanzione disciplinare è comunque unica
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. DAgostino Biancamaria), sentenza n. 422 del 15 Novembre 2024
Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Gagliano Antonio), sentenza n. 419 del 13 Novembre 2024
I condizionamenti subiti dall’incolpato quale partner c.d. “debole” non scriminano né attenuano l’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Gagliano Antonio), sentenza n. 419 del 13 Novembre 2024
Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Gagliano Antonio), sentenza n. 392 del 25 Ottobre 2024
La giovane età e l’inesperienza dell’incolpato possono mitigare la sanzione disciplinare da irrogarsi in concreto
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Gagliano Antonio), sentenza n. 392 del 25 Ottobre 2024
Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Feliziani Paolo), sentenza n. 273 del 22 Giugno 2024
Procedimento disciplinare: una difesa dilatoria, pretestuosa ed ostruzionistica dell’incolpato rileva ai fini della dosimetria della sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Feliziani Paolo), sentenza n. 262 del 14 Giugno 2024
La sanzione disciplinare è unica anche quando siano contestati più addebiti nell’ambito del medesimo procedimento
Consiglio Nazionale Forense (pres. Patelli Alessandro, rel. Santinon Federica), sentenza n. 233 del 31 Maggio 2024
Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Pizzuto Francesco), sentenza n. 221 del 27 Maggio 2024
Dosimetria della sanzione: il riconoscimento di attenuanti e di aggravanti richiede una (seppur succinta) motivazione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. DAgostino Biancamaria), sentenza n. 171 del 07 Maggio 2024
Il comportamento processuale dell’incolpato, che ammetta la propria responsabilità, può mitigare la sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. DAgostino Biancamaria), sentenza n. 171 del 07 Maggio 2024
Dosimetria della sanzione: le principali cause attenuanti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. DAgostino Biancamaria), sentenza n. 171 del 07 Maggio 2024
I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Arnau Leonardo), sentenza n. 132 del 18 Aprile 2024
I problemi di salute o personali gravi non scriminano l’illecito disciplinare, specie se più di uno
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. Gagliano Antonio), sentenza n. 127 del 08 Aprile 2024
Il comportamento processuale dell’incolpato, che ammetta la propria responsabilità, può mitigare la sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. DAgostino Biancamaria), sentenza n. 123 del 08 Aprile 2024
Il comportamento processuale dell’incolpato, che ammetta la propria responsabilità, può mitigare la sanzione disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. DAgostino Biancamaria), sentenza n. 121 del 03 Aprile 2024
Responsabilità disciplinare: ansia e sintomi depressivi non scriminano l’illecito
Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco Francesco, rel. Cassi Giampiero), sentenza n. 118 del 03 Aprile 2024
Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione
Consiglio Nazionale Forense (pres. Corona Patrizia, rel. De Benedittis Francesco), sentenza n. 90 del 27 Marzo 2024
Sanzione deontologica e precedenti disciplinari
Consiglio Nazionale Forense (pres. Napoli Francesco, rel. Galletti Antonino), sentenza n. 109 del 27 Marzo 2024
Sanzione deontologica e precedenti disciplinari
Consiglio Nazionale Forense (pres. Palma Concetta, rel. Arnau Leonardo), sentenza n. 99 del 27 Marzo 2024
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 99 del 27 Marzo 2024 (respinge) (sospensione)– Consiglio territoriale: CDD Roma, delibera n. 133 del 17 Gennaio 2021 (sospensione)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 27284 del 22 Ottobre 2024 (accoglie)