La contestazione disciplinare nei confronti di un avvocato, che sia adeguatamente specifica quanto all’indicazione dei comportamenti addebitati, non richiede nè la precisazione delle fonti di prova da utilizzare nel procedimento disciplinare, nè la individuazione delle precise norme deontologiche che si assumono violate, dato che la predeterminazione e la certezza dell’incolpazione può ricollegarsi a concetti diffusi e generalmente compresi dalla collettività. Corollario di tale principio è che in tema di procedimenti disciplinari quello che è necessario ai fini di garantire il diritto di difesa all’incolpato – e di consentire, quindi, allo stesso di far valere senza alcun condizionamento (o limitazione) le proprie ragioni – è una chiara contestazione dei fatti addebitati non assumendo, invece, rilievo la sola mancata indicazione delle norme violate e-o una loro erronea individuazione, spettando in ogni caso all’organo giudicante la definizione giuridica dei fatti contestati e configurandosi una lesione al diritto di difesa solo allorquando l’incolpato venga sanzionato per fatti diversi da quelli che gli sono stati addebitati ed in relazione ai quali ha apprestato la propria difesa.
– codice: art. 37
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Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Divieto di pubblicità – Dovere di decoro e riservatezza – Diffusione di notizie false circa gli incarichi ricevuti – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Perchinunno Vincenzo), sentenza n. 89 del 20 Settembre 2000
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di correttezza e probità – Accaparramento di clientela – Raggiro verso pubblico ufficiale – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Buccico Emilio Nicola, rel. Perchinunno Vincenzo), sentenza n. 65 del 09 Giugno 2000
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Richiesta di nominativi per favorire l’instaurazione di rapporti professionali – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Ruggeri Pietro), sentenza n. 289 del 28 Dicembre 1999
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di autonomia – Partecipazione a società di recupero crediti – Attività professionale svolta nell’interesse di una società di recupero crediti – Accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Alpa Guido), sentenza n. 185 del 28 Ottobre 1999
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di correttezza – Dovere di indipendenza – Accaparramento di clientela – Minimi tariffari – Partecipazione a società di recupero crediti – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Pauri Paolo), sentenza n. 97 del 21 Luglio 1999
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Accaparramento clientela – Dovere di riservatezza – Attività contro ex-clienti – Trattenimento somme – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Galati Antonino, rel. Petiziol Roberto), sentenza n. 185 del 03 Dicembre 1998
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Bonazzi Bruno, rel. Alpa Guido), sentenza n. 91 del 22 Luglio 1997
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Predisposizione di moduli prestampati per il rilascio di procure – Consegna di modulo ad agenzia assicurativa ed a collaboratore di cancelleria – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Bonazzi Bruno, rel. Siciliano Filippo), sentenza n. 185 del 23 Dicembre 1996
Pubblicità ed accaparramento di clientela – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Alpa Guido), sentenza n. 144 del 30 Ottobre 1996
Avvocato e procuratore – Tenuta albi – Iscrizione – Accertamento requisito della condotta specchiatissima ed illibata – Necessità – Sussiste. Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Accaparramento di clientela – Incarico al professionista a mezzo apposizione di firma raccolta su modulo prestampato da segretaria di agenzia assicurativa – Illecito disciplinare – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Panuccio Vincenzo, rel. Caddeo Paolo), sentenza n. 124 del 06 Novembre 1995
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità e di accaparramento della clientela – Manifestazione pubblica delle proprie qualità personali e della propria attività – Illecito deontologico – Non sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Diego Mario), sentenza n. 43 del 30 Maggio 1994
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Tentativo di procacciarsi clienti – Avvertimento.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. La Volpe Vitantonio), sentenza n. 101 del 27 Luglio 1993
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Precedenti procedimenti disciplinari – Circostanza aggravante – Sospensione.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. De Palma Raffaele), sentenza n. 116 del 20 Luglio 1989
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 116 del 20 Luglio 1989 (respinge) (sospensione)– Consiglio territoriale: COA Bari, delibera del 20 Dicembre 1980 (sospensione)