Accertata la sussistenza degli elementi idonei a sanzionare disciplinarmente la condotta del ricorrente, occorre determinarne la entità, considerando, a tal fine, che agli organi disciplinari è riservato il potere di applicare la sanzione adeguata alla gravità ed alla natura del comportamento deontologicamente non corretto. In particolare, la determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive e oggettive- nel cui contesto è avvenuta la violazione, ai precedenti disciplinari, al pregiudizio eventualmente subito dalla parte assistita e dal cliente, nonché a particolari motivi di rilievo umano e familiare, come pure alla buona fede del professionista.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Stefanì), sentenza n. 39 del 16 febbraio 2026
– codice: art. 37
Risultati della ricerca: 113
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Divieto di pubblicità – Dovere di decoro e riservatezza – Diffusione di notizie false circa gli incarichi ricevuti – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Perchinunno Vincenzo), sentenza n. 89 del 20 Settembre 2000
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di correttezza e probità – Accaparramento di clientela – Raggiro verso pubblico ufficiale – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Buccico Emilio Nicola, rel. Perchinunno Vincenzo), sentenza n. 65 del 09 Giugno 2000
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Richiesta di nominativi per favorire l’instaurazione di rapporti professionali – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Ruggeri Pietro), sentenza n. 289 del 28 Dicembre 1999
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di autonomia – Partecipazione a società di recupero crediti – Attività professionale svolta nell’interesse di una società di recupero crediti – Accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Alpa Guido), sentenza n. 185 del 28 Ottobre 1999
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Dovere di correttezza – Dovere di indipendenza – Accaparramento di clientela – Minimi tariffari – Partecipazione a società di recupero crediti – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Danovi Remo, rel. Pauri Paolo), sentenza n. 97 del 21 Luglio 1999
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Accaparramento clientela – Dovere di riservatezza – Attività contro ex-clienti – Trattenimento somme – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Galati Antonino, rel. Petiziol Roberto), sentenza n. 185 del 03 Dicembre 1998
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Accaparramento di clientela – Illecito deontologico.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Bonazzi Bruno, rel. Alpa Guido), sentenza n. 91 del 22 Luglio 1997
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Predisposizione di moduli prestampati per il rilascio di procure – Consegna di modulo ad agenzia assicurativa ed a collaboratore di cancelleria – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Bonazzi Bruno, rel. Siciliano Filippo), sentenza n. 185 del 23 Dicembre 1996
Pubblicità ed accaparramento di clientela – Illecito deontologico – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Cagnani Raoul, rel. Alpa Guido), sentenza n. 144 del 30 Ottobre 1996
Avvocato e procuratore – Tenuta albi – Iscrizione – Accertamento requisito della condotta specchiatissima ed illibata – Necessità – Sussiste. Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Accaparramento di clientela – Incarico al professionista a mezzo apposizione di firma raccolta su modulo prestampato da segretaria di agenzia assicurativa – Illecito disciplinare – Sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Panuccio Vincenzo, rel. Caddeo Paolo), sentenza n. 124 del 06 Novembre 1995
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità e di accaparramento della clientela – Manifestazione pubblica delle proprie qualità personali e della propria attività – Illecito deontologico – Non sussiste.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi Edilberto, rel. Diego Mario), sentenza n. 43 del 30 Maggio 1994
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Tentativo di procacciarsi clienti – Avvertimento.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. La Volpe Vitantonio), sentenza n. 101 del 27 Luglio 1993
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di accaparramento di clientela – Precedenti procedimenti disciplinari – Circostanza aggravante – Sospensione.
Consiglio Nazionale Forense (pres. Landriscina Vito, rel. De Palma Raffaele), sentenza n. 116 del 20 Luglio 1989
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 116 del 20 Luglio 1989 (respinge) (sospensione)– Consiglio territoriale: COA Bari, delibera del 20 Dicembre 1980 (sospensione)