E’ inammissibile il ricorso al C.N.F. presentato personalmente dall’interessato che sia privo dello jus postulandi, ex art. 60 r.d. n. 37/1934, perché non iscritto all’albo professionale e non risulti assistito da un legale abilitato al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori e che abbia firmato il ricorso. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 17 gennaio 2002 e 9 maggio 2002)
Categoria: Giurisprudenza CNF
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Avvocato – Tenuta degli albi – Domanda di iscrizione – Rigetto – Ricorso proposto personalmente al C.N.F. – Inammissibilità
E’ inammissibile il ricorso al C.N.F. presentato personalmente dall’interessato che sia privo dello jus postulandi, ex art. 60 r.d. n. 37/1934, perché non iscritto all’albo professionale e non risulti assistito da un legale abilitato al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori e che abbia firmato il ricorso. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 18 luglio 2002)
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Avvocato – Tenuta degli albi – Domanda di iscrizione – Rigetto – Ricorso proposto personalmente al C.N.F. – Inammissibilità
E’ inammissibile il ricorso al C.N.F. presentato personalmente dall’interessato che sia privo dello jus postulandi, ex art. 60 r.d. n. 37/1934, perché non iscritto all’albo professionale e non risulti assistito da un legale abilitato al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori e che abbia firmato il ricorso. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catanzaro, 18 novembre 2002)
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. DANOVI, rel. BASSU), sentenza del 25 ottobre 2003, n. 357
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Avvocato – Tenuta degli albi – Domanda di iscrizione – Rigetto – Ricorso proposto personalmente al C.N.F. – Inammissibilità
E’ inammissibile il ricorso al C.N.F. presentato personalmente dall’interessato che sia privo dello jus postulandi, ex art. 60 r.d. n. 37/1934, perché non iscritto all’albo professionale e non risulti assistito da un legale abilitato al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori e che abbia firmato il ricorso. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Modena, 26 novembre 2002)
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Avvocato – Tenuta degli albi – Praticante avvocato – Iscrizione presso il registro tenuto dal C.d.O. di residenza – Svolgimento della pratica – Avvocato iscritto all’ordine al cui il praticante abbia chiesto l’iscrizione – Necessità.
Il praticante avvocato per ottenere l’iscrizione nel registro speciale dei praticanti deve svolgere la pratica e frequentare lo studio di un avvocato scritto all’albo presso lo stesso consiglio dell’ordine al quale, per ragioni di residenza, egli abbia presentato la predetta domanda di iscrizione, anche ai fini di un idoneo controllo della pratica e per l’esplicito disposto normativo, r.d.l.n. 1578/33 e r.d.n. 37/1934. (Nella specie l’avvocato presso il quale l’aspirante praticante voleva svolgere la pratica era iscritto e aveva l’esercizio principale dell’attività presso un’altra circoscrizione rispetto a quella dell’ordine presso il quale il praticante aveva chiesto l’iscrizione). (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Lecco, 31 ottobre 2002).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. ORSONI), sentenza del 24 ottobre 2003, n. 314
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Avvocato – Tenuta degli albi – Iscrizione – Rigetto per motivi di residenza – Omessa audizione dell’interessato – Omessa concessione di un termine – Annullabilità della decisione.
La decisione con la quale il C.d.O. abbia rigettato la domanda di iscrizione all’albo degli avvocati per carenza del requisito della residenza, deve essere annullata se adottata senza la contestazione dei fatti e senza l’assegnazione di un termine di almeno dieci giorni per eventuali giustificazioni. Infatti l’art. 24, IV comma, l. n. 36/1934, nel prescrivere la preventiva audizione dell’interessato nell’ipotesi di rigetto dell’iscrizione per motivi incompatibilità e di condotta, deve ritenersi superato dallo jus novum contenuto nella legge n. 241/1990, nella quale è riconosciuto il diritto del cittadino ad essere sentito dalla P.A. quando questa, per mezzo di apposito provvedimento stia per adottare una decisione che influenzi la sfera giuridica dell’interessato. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Lecco, 31 ottobre 2002).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. ORSONI), sentenza del 24 ottobre 2003, n. 314
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Avvocato – Tenuta degli albi – Elenco speciale – Dipendente comunità europea – Requisito del domicilio e della residenza – Art. 14 del protocollo sui privilegi allegato al Trattato di Bruxelles (1965) – Articolo 52 Trattato di Roma (1957) – Presunzione di domicilio nel paese d’origine – Domicilio o residenza nel circondario del C.d.O. – Non necessita.
In base al combinato disposto dell’art. 14, comma I, del protocollo “sui privilegi e sulle immunità della C.E.” , allegato al Trattato di Bruxelles, 8.04.1965, secondo il quale i funzionari che nell’esercizio delle loro funzioni al servizio della comunità, stabiliscono la loro residenza sul territorio di un paese membro diverso dal paese dove avevano il domicilio fiscale al momento dell’entrata in servizio presso la Comunità, sono considerati sia nel paese di residenza che nel paese del domicilio come tuttora domiciliati in quest’ultimo paese se esso sia membro della Comunità; e dell’art. 52 del Trattato di Roma, nonché della copiosa giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (sent. 7 marzo 2002), secondo il quale “gli avvocati comunitari hanno diritto di stabilirsi ovunque nel territorio delle Comunità, senza per questo perdere i loro diritti e privilegi in base al diritto comune dello stato di provenienza, con facoltà anche di creare e conservare più di un centro di attività sul territorio della comunità stessa”, deve ritenersi legittima l’iscrizione all’albo del professionista dipendente della Commissione europea anche se lo stesso in ragione del suo status di funzionario non possa indicare un domicilio professionale nel circondario del C.d.O. in cui chieda o abbia l’iscrizione: egli sarà infatti dispensato da tale requisito in ragione della preminenza dei principi del trattato rispetto alle norme di diritto interno. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 4 aprile 2002).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. PANUCCIO), sentenza del 24 ottobre 2003, n. 313
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Avvocato – Tenuta degli albi – Elenco speciale – Dipendente del Consiglio dell’unione europea – Iscrizione – Legittimità.
L’Unione europea e gli organi che la compongono hanno la stessa natura degli enti pubblici interni ai vari Stati e, pertanto, il dipendente del Consiglio dell’unione europea, addetto alla rappresentanza e al servizio giuridico della stessa, ha diritto all’iscrizione nell’elenco speciale annesso all’albo se:
– presso l’ente da cui egli dipende sia istituito un ufficio staccato ed autonomo, con specifica trattazione degli affari dell’ente;
– che a detto ufficio egli sia adibito, occupandosi in via esclusiva delle cause e degli affari legali dell’ente, con sostanziale estraneità dall’apparato amministrativo, in posizione di indipendenza da tutti i settori previsti in organico e con esclusione di ogni attività di gestione. (Nella specie deve essere iscritto il professionista dipendente del Consiglio dell’unione europea assegnato presso il servizio giuridico, ufficio legale, con il compito rappresentanza in giudizio e redazione di pareri su qualunque questione di diritto relativa all’attività di detta istituzione).(Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 4 aprile 2002).Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. PANUCCIO), sentenza del 24 ottobre 2003, n. 313
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Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di probità e correttezza – Rapporti con i terzi – Omesso adempimento delle obbligazioni assunte – Proteso sistematico di cambiali – Illecito deontologico.
Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che ometta di adempiere alle obbligazioni assunte ed emetta numerosi titoli cambiari andati protestati. (nella specie è stata ritenuta congrua la sanzione della sospensione per mesi quattro). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Ascoli Piceno, 7 giugno 2002)
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. SALDARELLI), sentenza del 24 ottobre 2003, n. 312
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Notifica data di trattazione del procedimento disciplinare – Omessa notifica al difensore – Legittimità – Violazione del diritto di difesa – Non sussiste.
E’ legittimo lo svolgimento del procedimento disciplinare senza la presenza, facoltativa e non necessaria, del difensore a cui non era stata notificata la data della seduta di trattazione, qualora il C.d.O., mediante la notificazione all’incolpato della data di svolgimento del predetto giudizio, abbia reso possibile l’esercizio del diritto di difesa. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Ascoli Piceno, 7 giugno 2002)
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. SALDARELLI), sentenza del 24 ottobre 2003, n. 312