Va dichiarata cessata la materia del contendere nel caso in cui il ricorrente che abbia impugnato il provvedimento del COA di cancellazione dall’Elenco speciale degli avvocati dipendenti da pubbliche amministrazioni si sia cancellato nelle more del giudizio dall’Elenco speciale a seguito della cessazione dell’incarico di legale interno all’Ente locale. (Dichiara cessata la materia del contendere sul ricorso avverso decisione C.d.O. di Marsala, 17 dicembre 2007).
Autore: admin
-
Avvocato – Procedimento disciplinare – Ricorso al CNF – Ricorso proposto personalmente dall’incolpato non iscritto all’Albo degli Avvocati – Difetto di jus postulandi – Inammissibilità.
Deve essere dichiarato inammissibile il ricorso sottoscritto personalmente dall’avvocato che, al momento della proposizione, era privo dello jus postulandi in quanto, ancorché abilitato all’esercizio della professione, non iscritto nell’Albo degli Avvocati. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 22 gennaio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. CARDONE), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 140
-
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la controparte – Minaccia azioni sproporzionate o vessatorie – Illecito deontologico.
L’art. 48 c.d.f.Art. 48 cod. prev. – Minaccia di azioni alla controparte.L’intimazione fatta dall’avvocato alla controparte tendente ad ottenere particolari adempimenti sotto comminatoria di azioni, istanze fallimentari, denunce o altre sanzioni, è consentita quando tenda…Leggi il testo completo →, al fine di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto della libertà di determinazione della controparte, consente al difensore di rivolgere alla controparte l’intimazione ad adempiere sotto comminatoria di azioni, istanze o denunce, con il limite, però, che non siano minacciate azioni o iniziative sproporzionante o vessatorie. Va quindi affermata la responsabilità disciplinare dell’avvocato che in una lettera di diffida indirizzata alla controparte si riservi di sporgere denuncia penale in relazione a comportamenti invece privi di penale rilevanza. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bolzano, 8 gennaio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. PERFETTI, rel. Tirale), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 139
-
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i colleghi – Espressioni sconvenienti ed offensive – Mancanza della volontà di offendere – Insussistenza.
Devono ritenersi prive di valenza offensiva e sconveniente, e quindi oggettivamente inidonee ad integrare l’illecito deontologico poiché non violative del dovere di decoro e dignità professionale o della onorabilità del collega, le espressioni con cui l’avvocato, nel proprio atto di citazione, definisca “pretestuoso” ed “arrogante” il contegno della controparte, allorché tali espressioni possano ritenersi pertinenti alla difesa e non già all’intento o alla volontà di offendere l’altrui reputazione. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Terni, 15 maggio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. CARDONE), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 138
-
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i terzi – Divieto di accaparramento di clientela – Illecito deontologico – Effettivo raggiungimento di vantaggi economici – Irrilevanza.
Viola l’art. 19 c.d.f.Art. 19 cod. prev. – Divieto di accaparramento di clientela.È vietata ogni condotta diretta all’acquisizione di rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi alla correttezza e decoro. I. L’avvocato non deve corrispondere ad…Leggi il testo completo → l’avvocato presso il cui studio legale sia ubicata un’Associazione di categoria, così ponendo in essere le condizioni di potenziale “accaparramento” di clientela, indipendentemente dalla circostanza dell’effettivo raggiungimento di concreti vantaggi economici. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Monza, 15 gennaio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. MASCHERIN), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 137
-
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i colleghi – Espressioni sconvenienti ed offensive – Carattere obiettivamente offensivo – Illecito deontologico – Sussistenza.
Il carattere obbiettivamente offensivo dell’espressione usata dal professionista nell’ambito di uno scritto difensivo integra, anche se non voluto, gli estremi dell’illecito disciplinare, allorché l’azione in cui si è sostanziato debba ritenersi certamente volontaria. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Chieti, 15 maggio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Lanzara), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 136
-
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Omessa restituzione di documenti.
La parte assistita che abbia revocato il mandato al difensore ha interesse a disporre di tutto quanto rileva ai fini di una eventuale prosecuzione del giudizio o per la proposizione eventuale di impugnazioni, ovvero, in ogni caso, a conservare i documenti relativi alle questioni controverse per eventuali future necessità. Siffatto interesse è tutelato dalla norma deontologica di cui all’art. 42 c.d.f.Art. 42 cod. prev. – Restituzione di documenti.L’avvocato è in ogni caso obbligato a restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l’espletamento del mandato quando questa ne faccia richiesta. I. L’avvoc…Leggi il testo completo → che, senza consentire distinzione tra atti, documenti e fascicoli ai fini della sua applicazione, non è posta a tutela dell’avvocato, ma della parte assistita, che in caso di cessazione del rapporto professionale versa in una condizione caratterizzata dalle cd “asimmetrie informative” e non è in grado di dare indicazioni specifiche relative agli atti e documenti del giudizio compiuto, dei quali generalmente non ha precisa conoscenza. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 25 maggio 2006).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. MARIANI MARINI), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 135
-
Avvocato – Procedimento disciplinare – Ricorso al CNF – Ricorso proposto personalmente dall’incolpato sospeso in via cautelare – Difetto di jus postulandi – Inammissibilità.
Va dichiarato inammissibile il ricorso al CNF sottoscritto personalmente dall’avvocato che, all’atto della proposizione, sia privo dello jus postulandi a causa della sospensione cautelare. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Milano, 3 maggio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. BIANCHI), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 134
-
Avvocato – Norme deontologiche – Conferimento mandato difensivo a praticante avvocato – Responsabilità disciplinare ex art. 26 c.d.f. – Sussistenza.
Deve ritenersi sussistente la responsabilità disciplinare ex art. 26 c.d.f.Art. 26 cod. prev. – Rapporti con i praticanti.L’avvocato è tenuto verso i praticanti ad assicurare la effettività ed a favorire la proficuità della pratica forense al fine di consentire un’adeguata formazione. I. L’avvocato deve fornire al pratic…Leggi il testo completo → del professionista forense che, “dominus” o non, incarichi il praticante avvocato pur abilitato al patrocinio per farsi rappresentare in una causa civile dal valore indeterminato. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bergamo, 3 ottobre 2006).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. VERMIGLIO), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 133
-
Avvocato – Tenuta degli albi – Incompatibilità – Procuratore di s.r.l. – Generali poteri di gestione e rappresentanza – Sussistenza.
Pone in essere una condotta disciplinarmente rilevante l’avvocato che assuma, nonostante l’iscrizione all’albo professionale, una procura dall’amministratore unico di una s.r.l., divenendo titolare di generali e significativi poteri di gestione (tra cui acquisto e vendita di merci e di beni immobili, assunzione e licenziamento di personale, apertura, girata e chiusura di conti, etc) e di rappresentanza (stare in giudizio attivamente e passivamente, fare pratiche in via amministrativa, etc.), con palese inosservanza dell’art. 3 del R.D. 1578/1933, ed in violazione dell’art. 3 della Legge professionale Forense e dell’art. 10 can. II c.d.f. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Verona, 4 settembre 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. VERMIGLIO), sentenza del 27 ottobre 2008, n. 132