Il ricorso con il quale si impugni la decisione del Consiglio territoriale innanzi al C.N.F. va dichiarato inammissibile, allorchè, dai motivi di impugnazione, non sia possibile individuare censure dirette nei confronti dei motivi della decisione impugnata per assoluto difetto dei requisiti essenziali dell’atto d’appello. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Marsala, 25 febbraio 2005).
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Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di diligenza e lealtà – Esibizione documentale in causa – Limiti
Ai fini della valutazione della diligenza e lealtà nelle esibizioni documentali in causa, al difensore non può essere richiesto un giudizio stringente ed approfondito sulla congruenza di un documento all’oggetto della causa che vada oltre una valutazione di non estraneità, oggettiva e soggettiva, né tantomeno un’indagine sulla verità dei fatti riferitigli dal cliente che vada oltre una valutazione di verosimiglianza. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Firenze, 28 novembre 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. ALPA, rel. LANZARA), sentenza del 4 giugno 2009, n. 54
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di fedeltà e correttezza – Inadempimento mandato – Falsità informazioni – Violazione
Pone in essere un contegno disciplinarmente rilevante il professionista che, già responsabile di non aver dato corso ad un mandato ricevuto dai propri clienti per l’impugnazione di una sentenza, fornisca ai medesimi per anni false rassicurazioni sul suo operato, indicando altresì la data di una udienza in cui l’appello, mai proposto, deve essere trattato, atteso che, per quanto possibile che un avvocato commetta un errore, integra palese violazione dei doveri di lealtà e correttezza nasconderlo e fornire false informazioni al cliente senza adoperarsi per elidere o eliminare il danno. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Udine, 25 giugno 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. ALPA, rel. FLORIO), sentenza del 4 giugno 2009, n. 53
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Impugnazione – Deposito ricorso oltre il termine di venti giorni dalla notifica del provvedimento – Perentorietà del termine – Inammissibilità – Certificazione medica – Irrilevanza
Deve ritenersi inammissibile, in quanto tardivo, il ricorso proposto al C.N.F. oltre il termine perentorio di venti giorni dalla notifica del provvedimento all’incolpato, non essendo dato rinvenire, nel certificato medico rilasciato l’ultimo giorno utile per il deposito dell’impugnativa, l’attestazione di un impedimento assoluto da parte del ricorrente a porre in essere l’incombente tempestivo del deposito dell’atto di impugnazione che, come è noto, non richiede l’accesso personale e diretto dell’interessato alla segreteria del C.d.O. circondariale. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di La Spezia, 23 marzo 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. GRIMALDI, rel. BORSACCHI), sentenza del 4 giugno 2009, n. 52
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Avvocato – Tenuta albi – Praticante avvocato non ammesso al patrocinio – Incompatibilità ex art. 3 R.D.L. n. 1578/1933 – Insussistenza – Ufficiale P.G. – Doveri di riservatezza e segretezza – Osservanza
Le incompatibilità contemplate dall’art. 3 del R.D.L. n. 1578 del 1933, in quanto dirette a garantire l’autonomo ed indipendente svolgimento del mandato professionale, non sono applicabili ai praticanti non ammessi al patrocinio, i quali pertanto possono essere iscritti nell’apposito Registro Speciale anche qualora rivestano la qualifica di ufficiali di P.G., con l’avvertenza che i doveri di riservatezza e segretezza possono e debbono essere comunque garantiti mediante l’adozione di opportuni accorgimenti di fatto quale la individuazione di determinati settori o di casi preventivamente valutati dall’affidatario attorno ai quali circoscrivere la pratica. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Pescara, 8 novembre 2007).
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Rinuncia esposto o risoluzione bonaria – Effetto estintivo o interruttivo – Insussistenza
Atteso che l’azione disciplinare non rientra nella disponibilità delle parti, la rinuncia all’esposto da parte dei soggetti esponenti o l’eventuale dichiarazione delle parti di essere pervenute ad una risoluzione bonaria della controversia non condiziona né implica l’estinzione o l’interruzione del procedimento. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 8 marzo 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. GRIMALDI, rel. BORSACCHI), sentenza del 4 giugno 2009, n. 50
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Prescrizione – Violazione deontologica di carattere continuativo – Decorrenza
L’azione disciplinare si prescrive in cinque anni dalla commissione del fatto se questo integra una violazione deontologica di carattere istantaneo che si consuma e si esaurisce nel momento in cui la stessa viene posta in essere. Qualora, invece, la violazione deontologica risulti integrata da una condotta protrattasi nel tempo, la decorrenza del termine ha inizio dalla cessazione della condotta medesima. Deve pertanto dirsi mai avvenuta, ad onta delle numerose sollecitazioni, la cessazione del contegno del professionista che, in qualità di curatore fallimentare, ometta i rendiconti delle relative procedure, non provveda alla restituzione di documentazione e di depositi giudiziari e sottragga altresì una somma di denaro destinata al legale di una delle procedure concorsuali, così realizzando un illecito a carattere continuativo. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 8 marzo 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. GRIMALDI, rel. BORSACCHI), sentenza del 4 giugno 2009, n. 50
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Avvocato – Norme deontologiche – Obbligazioni assunte nei confronti di terzi – Inadempimento – Illecito deontologico – Sussistenza
L’obbligo dell’avvocato di provvedere regolarmente all’adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti di terzi non è solo giuridico ma soprattutto deontologico, e deve essere tanto più sentito quanto più percepito nell’ambito esterno. Pone pertanto in essere un comportamento contrario alla propria dignità e pregiudizievole per l’intera classe forense il professionista che ometta di adempiere le obbligazioni assunte. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 17 dicembre 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. GRIMALDI, rel. BASSU), sentenza del 4 giugno 2009, n. 49
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione C.d.O. – Impugnazione al C.N.F. – Ricorso presentato direttamente al C.N.F. – Inammissibilità
E’ inammissibile per violazione dell’art 59 R.D. n. 37/1934 il ricorso depositato erroneamente presso la cancelleria del Consiglio Nazionale Forense, e non presso la cancelleria del C.O.A. territoriale. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Rimini, 27 maggio 2008).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. TIRALE, rel. SICA), sentenza del 4 giugno 2009, n. 48
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Eccessiva durata – Responsabilità – Irrilevanza
Salvi gli effetti della prescrizione estintiva, l’eventuale eccessiva durata del procedimento disciplinare non può mai avere come effetto di sottrarre l’incolpato alla responsabilità che discende dalla violazione delle norme deontologiche, ancorchè la violazione accertata si sia verificata quando l’incolpato era praticante e la concreta esecuzione della sanzione disciplinare inflitta avvenga quando lo stesso sia divenuto avvocato, risultando così maggiormente afflittiva in considerazione del maggior impegno e visibilità della vita professionale dell’incolpato. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Livorno, 9 gennaio 2008).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. TIRALE, rel. BULGARELLI), sentenza del 4 giugno 2009, n. 47