L’illecito deontologico è riconducibile al genus degli illeciti amministrativi, per i quali –in difetto di eadem ratio- non trova applicazione, in via analogica, il principio del favor rei sancito dall’art. 2 c.p., bensì quello del tempus regit actum (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha applicato l’art. 22 c.d.f.Art. 22 cod. prev. – Rapporto di colleganza.L’avvocato deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà. I. L’avvocato che collabori con altro collega è tenuto a rispondere con sollecitudine alle…Leggi il testo completo → in vigore prima della modifica introdotta nel gennaio 2006).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Merli), sentenza del 16 luglio 2015, n. 97
NOTA:
Per la successione tra le norme del vecchio e quelle del nuovo codice deontologico, cfr. art. 65, co. 5, L. n. 247/2012.
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 97 del 16 Luglio 2015 (accoglie) (avvertimento)– Consiglio territoriale: COA Treviso, delibera (censura)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 15819 del 29 Luglio 2016 (accoglie)