Il dies a quo per la prescrizione dell’azione disciplinare va individuato nel momento della commissione del fatto solo se questo integra una violazione deontologica di carattere istantaneo che si consuma o si esaurisce al momento stesso in cui viene realizzata; ove invece la violazione risulti integrata da una condotta protrattasi e mantenuta nel tempo, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta stessa e in particolare tale dies a quo va individuato nel momento cui: 1) il professionista ponga fine all’omissione ovvero effettui il comportamento positivo dovuto, oppure 2) sollecitato in tal senso, opponga il rifiuto affermando l’asserita legittimità del proprio contegno, con la precisazione che tale diritto debba essere rivendicato espressamente nei confronti dell’altra parte contrattuale (cliente/parte assistita) e non nelle difese contro la pretesa punitiva dello Stato esercitata con il processo penale ovvero in sede disciplinare; 3) in ogni caso, al fine di evitare una irragionevole imprescrittibilità dell’illecito stesso, un “limite alternativo” alla sua permanenza deve essere individuato nella decisione disciplinare di primo grado.
– codice: art. 50
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Sul dovere di verità dell’avvocato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Masi Maria), sentenza n. 224 del 28 Dicembre 2018
Il dovere di verità e lealtà dell’avvocato, fuori e dentro il processo
Consiglio Nazionale Forense (pres. Salazar Michele, rel. Pardi Arturo), sentenza n. 142 del 22 Novembre 2018
Il dovere di verità nei rapporti con i colleghi
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Sica Salvatore), sentenza n. 8 del 20 Marzo 2018
Il dovere di verità nei rapporti con i colleghi
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Picchioni Giuseppe), sentenza n. 252 del 28 Dicembre 2017
L’introduzione in giudizio di prove false
Consiglio Nazionale Forense (pres. Salazar Michele, rel. Del Paggio Lucio), sentenza n. 241 del 28 Dicembre 2017
L’introduzione in giudizio di prove false: l’illecito non è escluso dalla rinuncia alla prova stessa
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Allorio Carlo), sentenza n. 89 del 13 Luglio 2017
L’uso consapevole di documenti falsi
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Picchioni Giuseppe), sentenza n. 116 del 03 Maggio 2016
Il reato disciplinarmente non tipizzato è un illecito deontologico a forma libera
Consiglio Nazionale Forense (pres. Picchioni Giuseppe, rel. Picchioni Giuseppe), sentenza n. 116 del 03 Maggio 2016
La falsificazione di provvedimenti giurisdizionali e documenti offende l’ordinamento, la società e il prestigio dell’intera classe forense
CDD di Bologna (pres. Gentili Sanzio, rel. Gulieri Guido), decisione n. 1 del 22 Febbraio 2016
L’introduzione in giudizio di prove false
Consiglio Nazionale Forense (pres. Logrieco Francesco, rel. Sica Salvatore), sentenza n. 268 del 31 Dicembre 2015
L’intimazione di precetto e la proposizione di azioni processuali in mala fede
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin Andrea, rel. Merli Enrico), sentenza n. 243 del 30 Dicembre 2015
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 243 del 30 Dicembre 2015 (respinge) (censura)– Consiglio territoriale: COA Salerno, delibera del 08 Maggio 2012 (censura)