La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare

Ai fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi, dominarlo. […]

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La convocazione dei Consiglieri è a forma libera

In difetto di una specifica previsione normativa, la convocazione del Consiglio può essere effettuata con qualsiasi mezzo idoneo al raggiungimento dello scopo né, ai fini della sua valida costituzione, occorre la precostituzione della prova dell’avvenuta convocazione di tutti i suoi membri quando, peraltro, essendo il Consiglio dell’Ordine un organo amministrativo imperfetto, la legge si limiti […]

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La mancata comunicazione di apertura del procedimento disciplinare all’incolpato e al P.M.

La mancata comunicazione di apertura del procedimento disciplinare all’incolpato e al P.M. prima dell’atto di citazione di cui all’art. 48 R.D. n. 37/1934, non comporta alcuna sanzione di nullità, atteso che le funzioni esercitate in materia disciplinare dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ed il relativo procedimento rivestono natura amministrativa e non giurisdizionale. Consiglio Nazionale Forense […]

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Il Consiglio locale non ha l’obbligo di pronunciarsi espressamente sull’istanza di archiviazione

La celebrazione del procedimento disciplinare nel rispetto di tutti i diritti e le facoltà riconosciuti dalla legge all’incolpato rende irrilevante ed ininfluente la mancata, espressa pronuncia da parte del Consiglio dell’Ordine in merito all’istanza di archiviazione presentata dallo stesso incolpato, la quale è da ritenersi implicitamente rigettata. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Neri), […]

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Consiglio dell’Ordine: il raggiungimento del quorum sana l’eventuale vizio della convocazione

Il funzionamento del Consiglio dell’Ordine in sede deliberante si basa in via esclusiva sul principio del quorum, con la conseguenza che, l’eventuale vizio della convocazione risulta definitivamente sanato dalla partecipazione all’adunanza di un numero di Consiglieri sufficiente ad integrare l’organo, fermo restando che la mancata indicazione del quorum deliberativo del Consiglio e la mancata specificazione […]

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Il dovere di difesa non giustifica la commissione di illeciti a pretesa tutela del cliente

Commette illecito disciplinare l’avvocato che sottragga atti o provvedimenti dal fascicolo processuale, a nulla rilevando che si tratti di documenti ritenuti necessari per la difesa del proprio cliente ed a prescindere dalla loro rilevanza nel processo stesso (Nel caso di specie, l’incolpato aveva eccepito l’asserita legittimità del proprio operato, sostenendo il contemperamento dei doveri di […]

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L’avvocato può essere socio accomandante (ma non accomandatario)

La carica di socio accomandante (dunque, senza poteri di gestione della società) non è incompatibile con l’esercizio della professione forense. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Allorio), sentenza del 2 settembre 2015, n. 136 NOTA: In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (Morlino), parere 11 luglio 2012, n. 45; sull’incompatibilità professionale dell’accomandatario, […]

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La richiesta di compensi eccessivi e non dovuti

Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, perché in violazione del dovere di lealtà e correttezza, l’avvocato che chieda il pagamento del compenso professionale al proprio cliente pur avendo già ottenuto il pagamento della parcella dalla compagnia di assicurazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Sica), sentenza del 23 luglio 2015, n. 135 NOTA: Corte […]

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L’omessa audizione dei testi indicati dall’incolpato

Non determina nullità della decisione l’omessa audizione dei testi indicati quando risulti che il COA abbia ritenuto superflue o ininfluenti le deposizioni stesse per essere già pervenuto all’accertamento completo dei fatti attraverso la valutazione delle risultanze acquisite in sede di istruttoria. Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Sica), sentenza del 23 luglio 2015, n. 135 […]

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Avvocati di enti pubblici: incompatibilità professionale nel caso di stipendio fisso e cartellino

Per gli avvocati di ente pubblico, non sussiste incompatibilità professionale solo allorché siano inseriti, senza vincolo di subordinazione, in uffici legali appositamente istituiti presso l’ente stesso con carattere di autonomia e separatezza, quindi senza l’obbligo di osservare un orario di lavoro e senza una retribuzione predeterminata a scadenza fissa (Nel caso di specie, il rapporto […]

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