Impugnazione del COA al CNF: giuridicamente inesistente il ricorso privo di sottoscrizione del difensore

Il principio secondo cui, in presenza di vizi insanabili della procura, il ricorso al CNF è comunque ammissibile allorquando sia stato sottoscritto anche dall’incolpato (provvisto di ius postulandi) trova applicazione alle ipotesi in cui l’Avvocato si difenda in proprio e nel proprio interesse nel procedimento disciplinare a suo carico, mentre non opera nel caso in […]

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La c.d. immunità giudiziale non scrimina l’illecito deontologico

L’esimente di cui all’art. 598 c.p. non rileva in sede disciplinare, ove infatti -nell’autonomia riconosciuta dall’Ordinamento per la definizione dell’illecito deontologico- la rilevanza di un comportamento prescinde dalla sua eventuale non punibilità o liceità penale (o civile) e sussiste in ogni ipotesi di violazione dei generali doveri di probità, dignità, decoro, lealtà, fedeltà, correttezza e […]

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Procedimento disciplinare, la sanatoria e/o ratifica ex art. 182 cpc riguarda anche l’assenza originaria di procura alle liti

Ai sensi del nuovo art. 182 cpc (come novellato dal D.Lgs. n. 149/2022), la sanatoria e/o ratifica del difetto di rappresentanza o di autorizzazione può riguardare anche la mancanza ab origine di procura ad litem (art. 3 co. 13 D.Lgs. cit.), ma tale principio si applica ai soli procedimenti instaurati dopo il 28 febbraio 2023 […]

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Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolte

Anche in tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il giudice della disciplina non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte né di effettuare una particolareggiata disamina degli elementi di giudizio non ritenuti significativi, essendo sufficiente a soddisfare l’esigenza di adeguata motivazione che il raggiunto convincimento risulti da un esame logico e […]

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Il COA non può proporre impugnazione al CNF nell’interesse individuale del proprio iscritto

L’incolpato può proporre ricorso al CNF avverso i soli provvedimenti disciplinari di condanna (art. 61 co. 1 L. n. 247/2012) sicché non è legittimato ad impugnare la decisione del CDD che lo abbia prosciolto per intervenuta prescrizione, al fine di ottenere una piena assoluzione nel merito(1), né tale principio può essere vanificato dall’eventuale gravame proposto, […]

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Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponente

Le dichiarazioni dell’esponente possono assumere da sole valore di prova quando trovano riscontro in altri elementi obiettivi e documentali, e siano altresì esenti da lacune e vizi logici. Pertanto, l’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o […]

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Il fondamento costituzionale della legittimazione ad impugnare le decisioni disciplinari

La legittimazione ad impugnare le decisioni del CDD dinanzi al CNF (art. 61 co. 1 L. n. 247/2012) risponde ai precetti costituzionali di tutela giudiziale di diritti e interessi (artt. 24, 111 e 113 Cost.), e precisamente: l’incolpato agisce a tutela del suo status di iscritto (indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale e la realizzazione del […]

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La nullità dell’addebito disciplinare per difetto di specificità

L’addebito disciplinare può ritenersi nullo solo per difetto di specificità o nel caso di assoluta incertezza sui fatti oggetto di contestazione ovvero quando la contestazione sia tale per cui, con la lettera dell’incolpazione, l’interessato non sia in grado di affrontare in modo efficace le proprie difese. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Pizzuto), sentenza […]

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