Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione di archiviazione – Ricorso – Inammissibilità.

Il ricorso avverso la decisione di archiviazione del C.d.O. è inammissibile per carenza di interesse, in quanto proposto awerso un provvedimento che non riguarda il ricorrente ma terzi. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 20 luglio 2000). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. ALPA, rel. ALPA), sentenza del 21 ottobre 2002, n. 174

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Avvocato – Elezioni forensi – Maggioranza – Computo schede bianche o nulle.

Ai fini del raggiungimento della maggioranza richiesta per l’elezione in prima tornata, la questione della computabilità delle schede bianche o nulle deve essere risolta, conformemente alI’indirizzo ampiamente prevalente, tenendo conto soltanto dei voti validamente espressi, e non dei votanti. (Rigetta il reclamo per l’annullamento dei risultati delle elezioni forensi del 17/18 e 24 gennaio 2002 […]

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Avvocato – Elezioni forensi – Avviso di convocazione – Contenuto.

Ai sensi dell’art. 3, d.lgs. n. 382/44, l’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora dell’adunanza, ma non anche dell’orario di chiusura delle operazioni elettorali, che debbono svolgersi e proseguire sino a quando siano presenti al seggio iscritti aventi diritto al voto. (Rigetta il reclamo per l’annullamento dei risultati delle elezioni […]

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Avvocato – Elezioni forensi – Invalidità – Rilevanza – Principio di strumentalità delle forme.

In tema di procedimento elettorale, le mere irregolarità vanno distinte dalle vere e proprie nullità, che sussistono o sono sanzionabili qualora siano espressamente sancite o discendano dalla corretta applicazione del principio della strumentalità delle forme, in ossequio al quale sono rilevanti le irregolarità che hanno influenza sostanziale sul diritto di elettorato e sulla sincerità e […]

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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con il C.d.O. – Mancato o ritardato pagamento tassa liquidazione parcella – Dovere di collaborazione – Violazione – Sussistenza.

Il comportamento dell’avvocato che, richiesta al C.d.O. la liquidazione di una parcella, ometta o ritardi il pagamento della relativa tassa, viola non soltanto l’art. 15 del codice deontologico forense, ma anche l’art. 24, che disciplina i rapporti con il Consiglio. Non si configura, pertanto, soltanto un inadempimento di carattere monetario, ma anche una specifica inosservanza […]

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Avvocato – Procedimento disciplinare – Rapporti con il giudicato penale – Sentenza di patteggiamento.

La sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p. non costituisce affatto affermazione di colpevolezza, trattandosi di pronuncia giurisdizionale (resa nel processo penale) che, pur equiparata a determinati fini ad una pronuncia di condanna, non ha però efficacia nei giudizi civili o amministrativi, ai sensi dell’art. 445, comma 1, c.p.p.; essa, pertanto, non fa stato nel […]

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Avvocato – Procedimento disciplinare – Procedimento davanti al C.d.O. – Prova – Contraddittorietà – Illecito deontologico – Insussistenza.

Va annullata la sanzione inflitta dal Consiglio territoriale qualora il quadro probatorio sia connotato da insuperabile contrasto tra le opposte versioni dei testi. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Terni, 29 febbraio 2000) . Consiglio Nazionale Forense (pres. BUCCICO, rel. STEFENELLI), sentenza del 1 ottobre 2002, n. 170

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Avvocato – Norme deontologiche – Sanzione – Misura.- Condizioni personali e familiari dell’incolpato – Adeguatezza.

La pena della cancellazione irrogata al professionista che abbia rifiutato la restituzione della somma ricevuta dal cliente in deposito fiduciario, così venendo meno ai doveri di lealtà e correttezza e compromettendo la dignità professionale propria e dell’intera categoria forense, può essere congruamente ridotta alla sospensione per un anno, in presenza di condizioni di salute, ampiamente […]

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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di lealtà e correttezza – Dovere di diligenza.

Il mancato, ritardato o negligente compimento degli atti inerenti al mandato ricevuto è sanzionabile disciplinarmente perché non scusabile e rilevante, indipendentemente dal fatto che ne derivi un pregiudizio agli interessi della parte assistita. Costituisce pertanto comportamento negligente, per il quale deve ritenersi adeguata la sanzione della censura irrogata dal C.d.O., il tardivo deposito di un […]

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