Va accolto il ricorso per l’insufficienza della prova in ordine all’inadempimento del mandato ed al difetto d’informativa contestati al professionista, allorché, come nel caso di specie, la versione dei fatti proposta dall’esponente non assuma valenza tale da far ritenere sussistente l’addebito contestato, in quanto contraddittoria, priva di riscontri obiettivi, non corroborata da altri elementi ed anzi resistita dalla versione offerta dall’incolpato che appaia di complessiva ragionevolezza. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Palermo, 20 aprile 2007).
Categoria: Giurisprudenza CNF
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Sospensione cautelare – Presupposti – Archiviazione dell’esposto – Insussistenza
L’avvenuta archiviazione dell’esposto ed il non luogo a procedere oltre dell’azione disciplinare determina il venir meno del presupposto logico giuridico cui si aggancia il provvedimento cautelare di sospensione interinalmente assunto dal Consiglio territoriale. Va pertanto accolto il ricorso proposto avverso la delibera con cui il C.O.A. ha disposto la sospensione cautelare del ricorrente dall’esercizio della professione forense, la quale va conseguentemente annullata. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bari, 28 maggio 2008).
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la controparte – Esercizio azioni sproporzionate o vessatorie – Illecito deontologico – Sussistenza
Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che, avendo ricevuto direttamente dalla controparte per la definizione della pratica un vaglia postale, sia pure non del tutto esaustivo, ometta di favorire la definizione extra-giudiziale della lite ed al contrario, dopo un lungo lasso di tempo, restituisca il vaglia al debitore intimando atto di precetto, così avviando azioni ed iniziative sproporzionate e vessatorie in danno della controparte medesima. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catania, 27 novembre 2007)
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Mancanza sottoscrizione Consigliere Segretario – Nullità – Sussistenza
Attesa la rigida previsione ex art. 51 L.P. dei requisiti formali di validità della pronuncia disciplinare del Consiglio dell’Ordine, l’omessa sottoscrizione da parte del Consigliere Segretario determina la nullità insanabile del provvedimento. Le due sottoscrizioni del Presidente e del Segretario, invero, costituiscono requisiti essenziali della decisione, sicché la mancanza anche di una sola di queste incide sull’autenticità dello svolgimento del processo e della sua conclusione. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Gela, 10 luglio 2007)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. ALLORIO), sentenza del 30 dicembre 2008, n. 229
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Impugnazione – Decorrenza del termine ex art. 50 R.D.L. n. 1578/1933 – Inammissibilità
Deve ritenersi inammissibile il ricorso proposto oltre il termine di giorni venti decorrenti dalla notifica del provvedimento del C.d.O. territoriale del quale si chieda la riforma. Tale termine, peraltro, non coincide con la ventiquattresima ora del giorno solare in cui esso scade, ma con il più limitato periodo in cui l’Ufficio che deve riceverlo è aperto. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Firenze, 4 marzo 2008
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Avvocato – Tenuta albi – Iscrizione – Requisiti – Condotta specchiatissima ed illibata
Deve ritenersi ostativa all’accoglimento dell’istanza di iscrizione nel Registro dei praticanti avvocati la commissione sufficientemente vicina nel tempo e nemmeno episodica di un reato non lieve, quale la detenzione al fine di farne commercio di una quantità ancorché modesta di cocaina, nonché di altro reato certamente lieve ma pure significativo quale la guida in stato di ebbrezza, nel contesto di certo disordine di vita di per sé incoerente con la professione forense, elementi tutti nel complesso concorrenti a far ritenere non ancora stabilizzata, nel senso ampiamente positivo richiesto dal requisito della condotta specchiatissima ed illibata, la personalità del richiedente. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Cagliari, 13 giugno 2008)
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Avvocato – Ricorso al C.N.F. – Ricorso avverso diniego esenzione formazione professionale continua – Inammissibilità
Gli atti impugnabili innanzi al C.N.F. sono previsti in modo tassativo e riguardano esclusivamente la tenuta degli albi, i certificati di compiuta pratica, i provvedimenti disciplinari, quelli elettorali ed i conflitti di competenza. Deve pertanto ritenersi inammissibile il ricorso avverso il provvedimento con cui il C.O.A. abbia rifiutato l’esenzione del ricorrente dalla formazione professionale continua poiché proposto avverso una deliberazione che sfugge alla competenza del C.N.F. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Varese, 27 febbraio 2008)
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Ricorso al C.N.F. – Rinuncia al ricorso da parte del ricorrente . Estinzione
La dichiarazione di rinuncia al ricorso ed all’azione fatta pervenire al CNF dal ricorrente determina l’estinzione del relativo giudizio. (Dichiara estinto il giudizio su ricorso avverso decisione C.d.O. di Taranto, 15 dicembre 2005)
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con i colleghi e con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Illecito deontologico – Provocazione – Irrilevanza
Il comportamento eventualmente disdicevole della persona coinvolta nell’illecito disciplinare realizzato dall’incolpato (nella specie, scambio di reciproche ingiurie) non influisce sulla individuazione e commisurazione della sanzione da irrogarsi, atteso che, in materia deontologica, non è applicabile l’esimente della provocazione e ritorsione prevista dall’art. 599 c.p. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Lucca, 14 febbraio 2007)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. FLORIO), sentenza del 29 dicembre 2008, n. 224
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Avvocato – Norme deontologiche – Assunzione quale lavoratore dipendente – Incompatibilità – Mantenimento iscrizione all’Albo – Illecito – Sussistenza
Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante il professionista che, pur avvertito e consapevole dell’arbitrarietà della propria iscrizione all’Albo degli Avvocati perché mantenuta in violazione dell’art. 3, co. 3, L.P., ometta di evitare incompatibilità ostative alla sua permanenza nell’albo malgrado la formale assunzione quale lavoratore dipendente ed altresì pretenda dal COA la liquidazione di prestazioni asseritamente professionali, pur nella consapevolezza che tali attività sono state svolte in un arco temporale in cui l’esercizio della professione andava qualificato come abusivo perché in svolto in spregio a precise disposizioni di legge. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Firenze, 13 dicembre 2006)
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. BONZO), sentenza del 29 dicembre 2008, n. 223