Escludono la sussistenza della condotta irreprensibile (già specchiatissima ed illibata), presupposto soggettivo necessario per ottenere l’iscrizione nel Registro Speciale dei Praticanti Avvocati, ai sensi dell’art. 17 L. n. 247/2012 (già 17 del R.D.L. n. 1578/1933), i comportamenti non conformi alla disciplina positiva o alle regole deontologiche della professione forense (per la loro natura, la non occasionalità e la prossimità alla data in cui il requisito assume rilievo) idonei ad incidere negativamente sull’affidabilità del professionista in ordine al corretto svolgimento dell’attività forense. A tal fine, la falsa dichiarazione resa dall’interessato in sede di iscrizione all’albo non può non assumere negativo rilievo in relazione al dovere di verità cui deve essere ispirato e conformato il rapporto con il Consiglio dell’Ordine, così come sancito, per gli iscritti, dall’art. 50 cdfArt. 50 cdf – Dovere di veritàL’avvocato non deve introdurre nel procedimento prove, elementi di prova o documenti che sappia essere falsi. L’avvocato non deve utilizzare nel procedimento prove, elementi di prova o documenti prodo…Leggi il testo completo → (già art. 24 cod. prev.Art. 24 cod. prev. – Rapporti con il Consiglio dell’Ordine.L’avvocato ha il dovere di collaborare con il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, o con altro che ne faccia richiesta, per l’attuazione delle finalità istituzionali osservando scrupolosamente il do…Leggi il testo completo →) (Nella specie, il ricorrente aveva censurabilmente attestato di non avere riportato condanne penali, così rendendosi autore di una falsa dichiarazione ex art. 46 del D.P.R. n. 445/2000 ed esponendosi alle eventuali sanzioni previste dall’art. 76 dello stesso D.P.R.).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Napoli), sentenza n. 165 del 11 ottobre 2022
Classificazione
– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 165 del 11 Ottobre 2022 (respinge) (avvertimento)– Consiglio territoriale: CDD Genova, delibera del 27 Ottobre 2017 (censura)
– Decisione correlata: Corte di Cassazione n. 20464 del 17 Luglio 2023 (accoglie)