L’appropriazione delle somme di un cliente e la mancata redazione di un rendiconto fallimentare, ancorché fatti di carattere colposo, violano, specie se ripetuti, i principi di diligenza, lealtà e correttezza e ledono il decoro e la dignità del professionista e dell’intera classe forense. Nella fattispecie è stata applicata la sanzione della sospensione per mesi otto. (Rigetta ricorso contro decisione Consiglio Ordine Trieste, 11 marzo 1992).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Ricciardi, rel. Bonazzi), sentenza del 10 novembre 1993, n. 132