La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte

Il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la rilevanza delle prove dedotte in virtù del principio del libero convincimento, con la conseguenza che la decisione assunta in base alle testimonianze ed agli atti acquisiti in conseguenza degli esposti deve ritenersi legittima, allorquando risulti coerente con le risultanze documentali acquisite […]

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Il COA di Roma chiede di sapere se possa essere rilasciato il certificato di compiuto tirocinio ad un praticante avvocato che abbia maturato, i requisiti previsti dalla I.P.F. in difetto di continuità e contestualità degli stessi, sussistendo una distanza temporale (nella specie di circa 20 mesi) tra la fine della pratica svolta presso lo studio professionale e la data di superamento della prova finale del corso obbligatorio, dovuta allo svolgimento degli ultimi due moduli del corso obbligatorio in un momento successivo rispetto alla fine del tirocinio presso lo studio.

Come già ritenuto nel parere n. 8/2025, la risposta può essere resa in termini positivi a condizione che il praticante sia rimasto iscritto nel Registro senza soluzione di continuità al fine di non perdere il beneficio degli effetti del periodo di pratica già svolto. Consiglio nazionale forense, parere n. 10 del 27 gennaio 2026

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Il COA di Potenza chiede di sapere se possa essere nominato quale componente di un collegio consultivo tecnico (art. 215 del d. lgs. n. 36/2023, cd. codice dei contratti pubblici) l’avvocato che abbia assistito l’operatore economico che intenda designarlo nelle fasi di gara e nei giudizi che sono scaturiti e che continua ad assisterlo e difenderlo in ulteriori controversie.

Funzione del collegio consultivo tecnico – ai sensi dell’articolo 215 del richiamato codice dei contratti pubblici – è quella di “prevenire le controversie o consentire la rapida risoluzione delle stesse o delle dispute tecniche di ogni natura che possano insorgere nell’esecuzione dei contratti in modo da garantire l’indipendenza di giudizio e valutazione”.L’Allegato V.2 del medesimo […]

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Il COA di Chieti chiede di sapere se l’avvocato possa rendere testimonianza sui soli fatti accaduti durante una stipula di atti societari, conosciuti nella veste di mero procuratore ad negotia, non inerenti all’attività professionale difensiva ma consulenziale.

La fattispecie oggetto del quesito è disciplinata dall’articolo 51, comma 1 del Codice deontologico, a mente del quale “L’avvocato deve astenersi, salvo casi eccezionali, dal deporre, come persona informata sui fatti o come testimone, su circostanze apprese nell’esercizio della propria attività professionale e ad essa inerenti”.Fermo restando che, trattandosi di materia deontologica, è dirimente la […]

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Procedimento disciplinare: l’incolpato non può essere giudicato da un consigliere CDD iscritto al suo stesso Ordine

In tema di procedimento disciplinare, la violazione dell’art. 50 co. 3 L. n. 247/2012 (secondo cui “Non possono fare parte delle sezioni giudicanti membri appartenenti all’ordine a cui è iscritto il professionista nei confronti del quale si deve procedere”) comporta la nullità della decisione assunta dal Consiglio territoriale (Nel caso di specie, alla sezione CDD […]

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Procedimento disciplinare: i CDD e il regime delle incompatibilità previste per le relative Sezioni garantiscono imparzialità e terzietà del giudizio deontologico

Con il nuovo ordinamento forense, il legislatore ha inteso assegnare la funzione disciplinare ai nuovi organi costituiti dai Consigli Distrettuali di Disciplina, per recidere il legame tra il corpo elettorale e il giudice dallo stesso eletto, sì da garantire l’assenza di qualsiasi condizionamento del giudicante al momento di assunzione della decisione, in quanto non iscritto […]

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Il COA di Vicenza formula richiesta di parere in relazione alla prassi seguita dal locale Tribunale in merito alla gestione delle istanze di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Riferisce in particolare il COA – allegando la pertinente modulistica rilasciata dagli uffici competenti – che il Tribunale richieda, in aggiunta alle ordinarie indicazioni in relazione al reddito, anche l’allegazione – in caso di mancata percezione di assegni di mantenimento o assegni familiari – di “documentazione comprovante i seri tentativi compiuti per recuperare il credito”.L’articolo […]

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Il COA di Livorno formula quesito in merito all’interpretazione dell’articolo 5, comma 4 del d.m. n. 70/2016, secondo il quale “Nei casi in cui non consegua il diploma di laurea entro i due anni successivi alla durata legale del corso, il praticante studente universitario può chiedere la sospensione del tirocinio per un periodo massimo di sei mesi, superato il quale, se non riprende il tirocinio, è cancellato dal registro e il periodo di tirocinio compiuto rimane privo di effetti.”

Come correttamente prospettato dal COA rimettente, la disposizione evocata configura una eccezione alla disciplina generale dell’interruzione del tirocinio e, in particolare, autorizza una sospensione legale del tirocinio “anticipato” per due anni, allo scadere dei quali – in caso di mancato conseguimento del titolo di laurea – il praticamente potrà richiedere una ulteriore interruzione per un […]

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Il COA di Crotone chiede di sapere se sia possibile stipulare convenzioni finalizzate all’anticipazione di un semestre di tirocinio per l’accesso alla professione forense con università telematiche che non abbiano sede nel circondario dell’Ordine o comunque nel territorio regionale ovvero che abbiano sedi distaccate o locali nel suddetto territorio.

Ad analogo quesito del medesimo COA è stata data risposta con il parere n. 40/2024, inviato al richiedente e reperibile all’indirizzo www.codicedeontologico-cnf.it.Dalla risposta e dai precedenti in essa richiamati si evince con chiarezza che, ai fini della stipula delle convenzioni, il requisito della prossimità territoriale è inderogabile. Consiglio nazionale forense, parere n. 5 del 27 […]

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Il COA di Terni formula due quesiti in relazione all’interpretazione dell’articolo 2, comma 3, lettera b) della legge n. 247/12. Chiede di sapere, in primo luogo, se sia consentita l’iscrizione nell’albo – come Professore universitario di ruolo dopo cinque anni di insegnamento in materie giuridiche – di un docente che abbia insegnato per il periodo indicato nella norma presso una Università Popolare consociata con la Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (CNUPI). In secondo luogo, chiede di sapere se sia necessario che il docente sia di ruolo con contratto a tempo indeterminato e se l’incarico di Direttore del Dipartimento di Diritto Canonico per il periodo di cinque anni sia equiparabile alla docenza nella medesima materia ai fini dell’iscrizione di diritto nell’Albo.

La risposta è resa nei termini seguenti.Ai fini dell’iscrizione di diritto prevista dalla disposizione richiamata nel quesito, è necessaria la contemporanea sussistenza dei due requisiti previsti dalla medesima e cioè l’appartenere ai ruoli di una Università e di essere stato titolare per cinque anni di un insegnamento in materie giuridiche.In relazione alla fattispecie di cui […]

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