Sospensione cautelare — Durata — Criterio di adeguatezza rispetto alla menomazione del prestigio della classe forense

La durata della sospensione cautelare deve rispettare il criterio di adeguatezza in relazione alla menomazione di prestigio derivata alla classe forense dalla notizia di condanna, valutata con riguardo all’entità della pena irrogata e alla gravità e pluralità dei fatti costituenti reato. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Carello), sentenza n. 361 del 27 novembre […]

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Sospensione cautelare — Spendita del titolo di avvocato nell’ambito dei fatti penalmente rilevanti — Rilevanza ai fini dello strepitus fori

Ai fini della valutazione della sussistenza dello strepitus fori quale presupposto della sospensione cautelare, rileva anche la correlazione tra le gravi condotte che hanno portato alla condanna penale e la spendita del titolo di avvocato da parte dell’incolpato, ove quest’ultima abbia originato un diretto discredito dell’avvocatura nei vari ambiti in cui la stessa è chiamata […]

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Sospensione cautelare — Natura giuridica — Provvedimento amministrativo precauzionale a tutela dell’immagine della classe forense

La sospensione cautelare adottata in sede disciplinare non ha natura di sanzione disciplinare, ma è un provvedimento amministrativo di carattere precauzionale e provvisorio, che ha la propria ratio nell’esigenza di salvaguardare la dignità e il prestigio dell’Ordine forense. Il bene tutelato dall’istituto è l’immagine stessa della categoria, che è il risultato della reputazione di ognuno […]

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Sospensione cautelare — Compatibilità con il principio di non colpevolezza di cui all’art. 27 Cost.

La sospensione cautelare dall’esercizio della professione forense, fondata su una sentenza di condanna non definitiva ai sensi dell’art. 60 L. n. 247/2012, non viola il principio di non colpevolezza sancito dall’art. 27 della Costituzione, in quanto la misura cautelare è estranea al giudizio prognostico sulle responsabilità dell’incolpato e risponde alla diversa finalità di tutela dell’immagine […]

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Sospensione cautelare — Sufficienza della condanna di primo grado a pena detentiva non inferiore a tre anni — Irrilevanza del passaggio in giudicato

L’interpretazione sistematica e la ratio dell’art. 60, comma 1, della legge n. 247 del 2012 inducono a ritenere che la condanna a pena detentiva non inferiore a tre anni, che giustifica l’applicazione della sospensione cautelare, sia la condanna pronunciata in primo grado, senza che sia necessaria l’irrevocabilità della sentenza. La mancanza, nell’ipotesi della condanna a […]

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Rapporto tra ruolo difensivo e ufficio di testimone – Collocazione nella sfera deontologica

Il problema dei rapporti tra il ruolo del difensore e l’ufficio di testimone non si presta ad essere disciplinato in termini assoluti ed astratti all’interno del codice, ma trova la sua naturale collocazione nella sfera delle regole deontologiche, alle quali, per la loro stessa struttura e funzione, spetta di individuare, a seconda delle varie concrete […]

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Facoltà di astensione dalla testimonianza – Ampiezza del presupposto oggettivo e tutela del diritto di difesa in senso ampio

La facoltà di astensione riconosciuta all’avvocato si inscrive nella tutela del diritto di difesa inteso in senso ampio, in quanto è destinata a garantire la piena esplicazione del diritto di difesa consentendo che ad un difensore tecnico possano, senza alcuna remora, essere resi noti fatti e circostanze la cui conoscenza è necessaria o utile per […]

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Facoltà di astensione dalla testimonianza – Presupposti soggettivo e oggettivo

La facoltà di astensione dalla testimonianza in giudizio risponde all’esigenza di assicurare una difesa tecnica, basata sulla conoscenza di fatti e situazioni, non condizionata dalla obbligatoria trasferibilità di tale conoscenza nel giudizio attraverso la testimonianza di chi professionalmente svolge una tipica attività difensiva. La facoltà di astensione presuppone un requisito soggettivo, consistente nell’essere la persona […]

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Illecito deontologico – Irrilevanza del danno effettivamente causato

La valutazione di rilevanza deontologica del comportamento dell’iscritto prescinde dal danno eventualmente causato al cliente. Pertanto, la circostanza che la testimonianza resa dall’avvocato non sia stata valorizzata dal giudice nella decisione, o che la sentenza sia stata comunque favorevole all’ex cliente, è irrilevante ai fini della sussistenza della violazione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. […]

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Testimonianza dell’avvocato – Libertà del cliente nel colloquio con il difensore – Divieto di parcellizzazione del narrato

Il cliente deve poter liberamente parlare con il proprio difensore senza temere che possa essere rivelato quanto da lui riferito e senza che possa in contrario affermarsi che nel corso di un colloquio il cliente debba porsi il problema di cosa sia coperto o cosa non sia coperto dal riserbo o dal segreto professionale, effettuando […]

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