Anche l’importo corrisposto a titolo di palmario soggiace agli obblighi fiscali e di fatturazione

L’avvocato ha l’obbligo, previsto dagli artt. 16 e 29, terzo comma, del codice deontologico, di emettere fattura tempestivamente e contestualmente alla riscossione di ogni pagamento ricevuto, anche quando l’attribuzione patrimoniale effettuata in favore del medesimo costituisca adempimento del “palmario” convenuto in sede di conferimento del mandato difensivo. L’inosservanza di questo precetto ha rilevanza disciplinare, giacché […]

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Ricorso in Cassazione: i limiti al sindacato di legittimità sulla motivazione delle sentenze disciplinari del CNF

Le decisioni del Consiglio Nazionale Forense in materia disciplinare sono impugnabili per cassazione dinanzi alle Sezioni Unite per incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge, ovvero per difetto del “minimo costituzionale” di motivazione, con la conseguenza che l’accertamento del fatto e l’apprezzamento della sua rilevanza ai fini della concreta individuazione della condotte costituenti illecito […]

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La contestazione degli addebiti non esige una minuta, completa e particolareggiata esposizione dei fatti che integrano l’illecito

Nel procedimento disciplinare a carico degli esercenti la professione forense, la contestazione degli addebiti non esige una minuta, completa e particolareggiata esposizione dei fatti che integrano l’illecito, essendo, invece, sufficiente che l’incolpato, con la lettura dell’imputazione, sia posto in grado di approntare la propria difesa in modo efficace, senza rischi di essere condannato per fatti […]

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Il procedimento disciplinare avanti al CDD si conclude con un atto che ha forma, natura e sostanza di provvedimento amministrativo

Il procedimento disciplinare che si svolge avanti al CDD ha natura amministrativa e si conclude con un atto che ha forma, natura e sostanza di provvedimento amministrativo(1). Quest’ultimo, tuttavia, diviene poi il presupposto di un successivo procedimento di impugnazione avanti al C.N.F., che assume natura e funzione propriamente giurisdizionali, nel quale il giudice disciplinare è […]

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[importante] Principio di specificità dell’addebito e principio di correlazione tra contestazione e decisione: la violazione del primo non comporta necessariamente la violazione del secondo

La citazione a giudizio disciplinare dell’incolpato deve contenere “l’enunciazione in forma chiara e precisa degli addebiti, con le indicazioni delle norme violate” (art. 59 co. 1 lett. d n. 2 L. n. 247/2012). Tuttavia, ai fini della contestazione dell’accusa ciò che rileva è la compiuta descrizione del fatto, non già l’indicazione degli articoli di legge […]

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[importante] Principio di specificità dell’addebito e principio di correlazione tra contestazione e decisione: le relative violazioni hanno regimi di nullità diversi

Al procedimento disciplinare a carico degli avvocati, si applica, in quanto compatibile (art. 59 co. 1 lett. n L. n. 247/2012, art. 10 co. 4 Reg. CNF n. 2/2014), il principio di correlazione tra contestazione e decisione (art. 521 c.p.p.), la cui violazione comporta la nullità della decisione stessa (art. 522 c.p.p.). Tuttavia, tale fattispecie, […]

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La (potenziale) rilevanza deontologica della vita privata del professionista

Deve ritenersi disciplinarmente responsabile l’avvocato per le condotte che, pur non riguardando strictu sensu l’esercizio della professione, ledano comunque gli elementari doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 cdf) e, riflettendosi negativamente sull’attività professionale, compromettono l’immagine dell’avvocatura quale entità astratta con contestuale perdita di credibilità della categoria. Corte di Cassazione (pres. Manna, rel. Iofrida), […]

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La Cassazione non può sostituirsi all’organo disciplinare nel valutare se una determinata condotta rientri o meno in una previsione deontologica di portata generale

Poiché l’illecito deontologico dell’avvocato è solo tendenzialmente tipico (art. 3 L. n. 247/2012), la Corte di cassazione non può sostituirsi all’organo disciplinare nel valutare se una determinata condotta rientri o meno in una previsione disciplinare di portata generale (art. 9 cdf), potendo solo sindacare, sotto il profilo della violazione di legge, la ragionevolezza con cui […]

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La prescrizione non estingue la violazione deontologica ma l’azione disciplinare

Ai sensi dell’art. 56 co. 1 L. n. 247/2012, la prescrizione non estingue la violazione deontologica, ma solo l’azione disciplinare. Corte di Cassazione (pres. Cirillo, rel. Mancino), SS.UU., ordinanza n. 4850 del 25 febbraio 2025 NOTAEsattamente in termini, Cass. SSUU 26999/2024, Cass. SSUU n. 14957/2023, CNF n. 239/2017.Conseguentemente, si è ritenuto che l’intervenuta prescrizione relativa […]

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Ricorso in Cassazione: i limiti al sindacato di legittimità sulla motivazione delle sentenze disciplinari del CNF

Le decisioni del Consiglio Nazionale Forense in materia disciplinare sono impugnabili per cassazione dinanzi alle Sezioni Unite per incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge, ovvero per difetto del “minimo costituzionale” di motivazione, con la conseguenza che l’accertamento del fatto e l’apprezzamento della sua rilevanza ai fini della concreta individuazione della condotte costituenti illecito […]

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