Reformatio in pejus: il parziale accoglimento dell’impugnazione NON impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale

Il parziale accoglimento dell’impugnazione non impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale, giacché questa è determinata non già per effetto di un mero computo matematico né in base ai principi codicistici in tema di concorso di reati, ma in ragione dell’entità della lesione dei canoni deontologici e della immagine della avvocatura alla luce dei fatti complessivamente valutati, sicché non sussiste violazione del divieto di reformatio in peius allorché la sanzione sia confermata in sede di gravame pur se una delle contestazioni precedentemente ritenuta sia venuta meno (Nel caso di specie, l’incolpato era stato assolto per uno dei due illeciti contestati. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha comunque confermato -anche nella durata- la sanzione della sospensione disciplinare irrogata dal Consiglio territoriale).

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Talerico), sentenza n. 93 del 24 marzo 2026

NOTA:
In senso conforme, CNF n. 17/2026, CNF n. 3/2026, CNF n. 264/2025, CNF n. 56/2025, CNF n. 390/2024, CNF n. 283/2024, CNF n. 278/2024, CNF n. 231/2024, CNF n. 141/2024, CNF n. 116/2023, CNF n. 230/2022, CNF n. 199/2022, CNF n. 107/2022, CNF n. 57/2022, Cass. n. 20383/2021, CNF n. 81/2021, CNF n. 141/2020, CNF n. 130/2020, CNF n. 156/2019, CNF n. 76/2018; in sede di Legittimità cfr. Cass. n. 20383/2021 la quale ha così rivisto il proprio precedente orientamento, espresso con la sentenza Cass. n. 2506/2020.

Classificazione

– Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 93 del 24 Marzo 2026 (respinge) (sospensione)
– Consiglio territoriale: CDD Lecce, delibera del 29 Ottobre 2024 (sospensione)