Espressioni sconvenienti od offensive: i limiti di continenza e pertinenza

Nel conflitto tra diritto a svolgere la difesa giudiziale nel modo più largo e insindacabile e il diritto altrui al decoro e all’onore prevale il primo, salvo l’ipotesi in cui le espressioni offensive siano gratuite, ossia non abbiano relazione con l’esercizio del diritto di difesa e siano oggettivamente ingiuriose (Nel caso di specie, per sostenere l’inattendibilità della controparte, l’incolpato utilizzava espressioni le quali nulla hanno a che vedere con l’oggetto del giudizio né con la prova orale da espletare, definendola “antipatica e brutta (oltre che invisa ai figli aggiungiamo noi!)”, nonché “amica di prostitute rumene”, oltreché “mentitrice seriale”).

Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Berti Arnoaldi Veli), sentenza n. 282 del 6 ottobre 2025

Classificazione

- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 282 del 06 Ottobre 2025 (respinge) (censura)
- Consiglio territoriale: CDD Venezia, delibera del 27 Marzo 2024 (sospensione)
Giurisprudenza CNF

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