Viola i doveri deontologici di correttezza e decoro l’avvocato che offra, ai clienti di una società immobiliare destinataria di una proposta di collaborazione continuativa professionale una copertura legale completa con costo del servizio fissato dalla società e da quest’ultima direttamente incassato senza nulla corrispondere all’avvocato, nonché un’analoga copertura legale alla stessa società nel contenzioso con i propri clienti ad un prezzo minimo prestabilito (nella specie, € 1000,00 all’anno), con l’invito a dare massima diffusione e pubblicità ad una tale proposta sottolineandone l’attrattiva di mercato. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Crema, 27 aprile 2006).
Categoria: Giurisprudenza CNF
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Successione di norme disciplinari nel tempo – Divieto irretroattività norma disciplinare abrogata – Applicabilità.
Ancorché la giurisprudenza, con orientamento stabile e risalente, abbia più volte affermato che il procedimento disciplinare verte “in materia di infrazioni non penali”, tanto da escludere l’applicazione del principio di legalità (con i connessi paradigmi della fattispecie tipica e tassativa) alle sanzioni disciplinari e da ritenere che l’art. 25 Cost. sia riferibile alle sole sanzioni penali vere e proprie, l’indubbia natura afflittiva della sanzione disciplinare deve comunque indurre all’applicazione del principio generale del favor rei, atteso che la retroattività piena ed incondizionata della legge abrogatrice è in realtà giustificata da un’esigenza di parità sostanziale di trattamento (art. 3 Cost.). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Crema, 27 aprile 2006).
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Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di probità, dignità, decoro, correttezza – Indebita gestione di somme.
Pone in essere una condotta contraria agli art. 5 c.d.f.Art. 5 cod. prev. – Doveri di probità, dignità e decoro.L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro. I. Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’avvocato cui sia imputabile un comportament…Leggi il testo completo →,art. 6 c.d.f.Art. 6 cod. prev. – Doveri di lealtà e correttezza.L’avvocato deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza. I. L’avvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave.Leggi il testo completo →,art. 7 c.d.f.Art. 7 cod. prev. – Dovere di fedeltà.È dovere dell’avvocato svolgere con fedeltà la propria attività professionale. I. Costituisce infrazione disciplinare il comportamento dell’avvocato che compia consapevolmente atti contrari all’intere…Leggi il testo completo →, art. 8 c.d.f.Art. 8 cod. prev. – Dovere di diligenza.L’avvocato deve adempiere i propri doveri professionali con diligenza.Leggi il testo completo → e art. 41 c.d.f.Art. 41 cod. prev. – Gestione di denaro altrui.L’avvocato deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito o da terzi per determinati affari ovvero ricevuto per conto della parte assistita, ed ha…Leggi il testo completo →, il professionista che, in violazione dei doveri di probità, dignità, decoro, lealtà, correttezza, fedeltà e diligenza, consenta ad un soggetto non abilitato l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato presso il proprio studio e che trattenga somme di denaro dei clienti senza renderne conto né provvedendo alla restituzione. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Voghera, 19 aprile 2008).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Borsacchi), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 126
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Ricorso al C.N.F. – Rinuncia al ricorso – Inammissibilità ricorso.
A seguito della sopravvenuta rinuncia del ricorrente, il ricorso dal medesimo proposto al CNF va dichiarato inammissibile. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Voghera, 10 aprile 2008).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Stefenelli), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 125
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Ricorso al CNF – Praticante avvocato – Ricorso proposto personalmente – Inammissibilità.
E’ inammissibile il ricorso proposto personalmente dal praticante avvocato, sia che risulti iscritto nello specifico registro sia che risulti cancellato dal relativo registro, in quanto esso non è abilitato a stare in giudizio dinanzi al CNF, nè a redigere in proprio il relativo ricorso. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Milano, 10 maggio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. CARDONE), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 124
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Tenuta albi – Consiglio dell’Ordine – Revoca delibera ammissione al patrocinio a spese dello Stato – Ricorso al C.N.F. – Inammissibilità – Fattispecie.
E’ inammissibile il ricorso proposto avverso la decisione con cui il Consiglio territoriale, in sede di autotutela, revochi una propria precedente delibera con la quale abbia ammesso in via anticipata e provvisoria il ricorrente al patrocinio a spese dello Stato in una procedura da instaurarsi di fronte alla Corte d’Appello, giacché in tal caso, ai sensi dell’art. 126 co. 3 del d.p.r. 30 maggio 2002 n. 115, l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato può essere proposta al magistrato competente per il giudizio che decide con decreto, ancorché, nel caso di specie, il ricorrente non sia legittimato a proporre impugnazione dinnanzi al CNF, a mente della legge professionale. (Dichiara inammissibile il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catania, 22 maggio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. MASCHERIN), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 123
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del CNF – Archiviazione e richiamo del Presidente al rispetto della regola deontologica – Provvedimento sostanzialmente sanzionatorio.
Il provvedimento assunto dal Consiglio territoriale, che da un lato deliberi l’archiviazione e dall’altro esprima un giudizio deontologico ravvisando l’esigenza di rivolgere al professionista una sollecitazione al rispetto della regola deontologica per il futuro, assume una valenza, se pur contraddittoria, sostanzialmente sanzionatoria, con la conseguenza che, nella parte relativa alla sollecitazione – la quale integra gli estremi della sanzione disciplinare dell’avvertimento – esso va annullato poiché assunto senza il rispetto delle forme e senza la garanzia di un pieno contraddittorio che il procedimento disciplinare impone, in violazione dell’art. 47 ss., r.d. n.37/1934. (Accoglie il ricorso avverso decisione C.d.O. di Salerno, 3 luglio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. MAURO), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 122
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Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del CNF – Potere revoca CdO – Insussistenza.
Il CNF, allorché pronuncia in materia disciplinare, è giudice speciale istituito con d.lgs. luog. n. 382/44. Il Consiglio dell’Ordine locale, invece, anche quando irroga una sanzione disciplinare, non è un giudice, ma compie un’attività amministrativa. La decisione del CNF divenuta irrevocabile per mancata impugnazione è, dunque, accertamento giurisdizionale definitivo, come tale insuscettibile di modifica da parte dell’autorità amministrativa; ne consegue che in capo al CdO territoriale – organo amministrativo – si consuma ogni potere, compreso quello previsto dal capo IV bis della legge n. 241/90 di intervenire sul proprio provvedimento disciplinare. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catania, 26 luglio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. MAURO), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 121
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Avvocato – Norme deontologiche – Violazione doveri deontologici.
Sussiste la responsabilità deontologica dell’avvocato che ometta di informare i clienti in merito al mandato attribuitogli (art. 40 c.d.f.Art. 40 cod. prev. – Obbligo di informazione.L’avvocato è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all’atto dell’incarico delle caratteristiche e dell’importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziat…Leggi il testo completo →), “non ottemperi alla consegna dei documenti più volte richiesti dai clienti e che non risponda alle richieste del C.d.O. in merito agli esposti presentati contro lo stesso (art. 41 c.d.f.Art. 41 cod. prev. – Gestione di denaro altrui.L’avvocato deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito o da terzi per determinati affari ovvero ricevuto per conto della parte assistita, ed ha…Leggi il testo completo →), chieda compensi manifestamente sproporzionati dell’attività svolta o comunque eccessivi (art. 43 c.d.f.Art. 43 cod. prev. – Richiesta di pagamento.Durante lo svolgimento del rapporto professionale l’avvocato può chiedere la corresponsione di anticipi ragguagliati alle spese sostenute ed a quelle prevedibili e di acconti sulle prestazioni profess…Leggi il testo completo →), trattenga somme dovute alla Curatela dell’eredità giacente (art. 41 c.d.f.), ed infine violi i doveri fiscali omettendo di fatturare i compensi percepiti, comportamento che, in ragione del rapporto tra reddito professionale dichiarato e contribuzione previdenziale, lede altresì e direttamente i singoli avvocati quali iscritti alla Cassa di previdenza e assistenza forense. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bari, 18 aprile 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. FLORIO), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 120
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Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Inserimento del nominativo di soggetto non abilitato nella carta intestata dello studio – Violazione doveri di lealtà, trasparenza e probità – Sussistenza.
L’inserimento del nominativo di un soggetto non abilitato nella carta intestata di uno studio senza alcuna specificazione costituisce oggettiva agevolazione o condizione facilitante di un’abusiva spendita professionale e, come tale, condotta idonea ad integrare un illecito disciplinare, in quanto violativi dell’obbligo deontologico dell’avvocato di conformare la consentita pubblicità della propria attività in modo non equivoco e rispettoso dell’affidamento collettivo. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 22 febbraio 2007).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. MAURO), sentenza del 14 ottobre 2008, n. 119