Il COA di Modena chiede di sapere se il periodo di stage presso gli uffici giudiziari – disciplinato dall’articolo 73 del D.L. n. 69/2013 – possa essere utilmente computato ai fini del compimento di un anno di tirocinio, anche qualora il tirocinante abbia atteso più di sei mesi dalla fine del predetto stage prima di richiedere l’iscrizione al Registro dei Praticanti, frequentando peraltro nel frattempo un corso di preparazione all’esame di avvocato.

Il riferimento al termine di sei mesi è dedotto, in particolare, dall’articolo 41, comma 5, della legge n. 247/12, ai sensi del quale l’interruzione ultrasemestrale del tirocinio senza giustificato motivo determina la cancellazione dal registro dai praticanti. Premesso che l’articolo 73, comma 10, del D.L. n. 69/2013 prevede che lo stage presso l’ufficio giudiziario possa […]

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Procedimento disciplinare: l’interruzione della prescrizione in sede amministrativa e giurisdizionale

L’interruzione della prescrizione dell’azione disciplinare è diversamente disciplinata nei due distinti procedimenti del giudizio disciplinare: nel procedimento amministrativo avanti al Consiglio territoriale trova applicazione l’art. 2945, primo comma cod. civ., secondo cui per effetto e dal momento dell’interruzione s’inizia un nuovo periodo di prescrizione; nella fase giurisdizionale davanti al Consiglio Nazionale Forense opera invece il […]

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Lo jus superveniens non si applica alla prescrizione dell’azione disciplinare (anche alla luce della giurisprudenza costituzionale e comunitaria)

In materia di sanzioni disciplinari a carico degli avvocati, l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, nel prevedere, con riferimento alla nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, che le norme contenute nel nuovo codice deontologico si applicano anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se […]

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La prescrizione dell’azione disciplinare è rilevabile d’ufficio

La prescrizione dell’azione disciplinare è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche in sede di legittimità, a causa della natura pubblicistica della materia e dell’interesse superindividuale dello Stato e della comunità intermedia, quale l’ordine professionale. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Baffa), sentenza n. 167 del 23 settembre 2020

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Azione disciplinare: anche nel previgente ordinamento, era soggetta a prescrizione e non a decadenza

La prescrizione dell’azione disciplinare nei confronti degli esercenti le professioni legali, decorrente dalla data di realizzazione dell’illecito (o dalla cessazione della sua permanenza), durante il procedimento amministrativo disciplinare davanti al Consiglio territoriale, è soggetta ad interruzione, con effetti istantanei, per effetto, non solo dell’atto di apertura del procedimento, ma anche di tutti gli atti procedimentali […]

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Procedimento disciplinare avanti al Consiglio territoriale e terzietà del collegio giudicante

I Consigli locali esercitano funzioni amministrative e non giurisdizionali, sicché è manifestamente inammissibile, attesa la non pertinenza dei parametri invocati, la questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento agli artt. 24 e 111 Cost. sotto i profili dell’indipendenza, terzietà ed imparzialità del giudice. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Baffa), sentenza n. 167 del […]

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Decisione disciplinare: necessaria (e sufficiente) la firma del Presidente e del Segretario in carica al momento della delibera (e non del successivo deposito)

Le decisioni disciplinari devono essere sottoscritte dal presidente e dal segretario che hanno partecipato alla seduta di deliberazione, la cui data risulta nel corpo della decisione, a nulla rilevando l’eventuale cambiamento della composizione del consiglio medesimo al momento della pubblicazione della decisione stessa. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Baffa), sentenza n. 167 del […]

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In sede di conciliazione transattiva, è illecito sottacere alla controparte la proposizione di una querela

E’ deontologicamente sleale e scorretto il comportamento dell’avvocato che, nelle fasi della trattativa avviata con l’altra parte e di discussione dei termini dell’accordo, ometta di portare a conoscenza di quella l’esistenza di iniziative di carattere penale in precedenza assunte (nella specie, la presentazione di una denunzia-querela in cui si ipotizzava la sussistenza di estremi di […]

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