La consapevole e reiterata violazione del dovere di verità (art. 50 cdf), attraverso la falsificazione di firme e la predisposizione di atti apparentemente ascrivibili a terzi avvocati, costituisce gravissimo illecito disciplinare che giustifica la sanzione della sospensione disciplinare dall’esercizio della professione (nella specie, per la durata di anni tre).
Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Orlando), sentenza n. 85 del 24 giugno 2020
Classificazione
- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 85 del 24 Giugno 2020 (respinge) (sospensione)- Consiglio territoriale: CDD Venezia, delibera del 28 Ottobre 2016 (sospensione)
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