La generica e vaga esposizione dei fatti contestati al professionista determina la nullità della decisione disciplinare per violazione del diritto di difesa; infatti, anche se la contestazione dell’addebito disciplinare non richiede una minuta, completa e particolareggiata esposizione delle modalità e dei fatti che integrano l’illecito, è comunque necessario che, con la lettura della incolpazione, l’interessato sia in grado di affrontare in modo efficace le proprie difese, senza il rischio di essere condannato per fatti diversi da quegli ascrittigli (Nella specie la contestazione era talmente vaga da non consentire la individuazione di quali fossero le condotte illecite attribuite al professionista).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Corona), sentenza n. 247 del 11 settembre 2025
NOTA:
Esattamente in termini, CNF n. 118/2005.
Classificazione
- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 247 del 11 Settembre 2025 (accoglie) (assoluzione)- Consiglio territoriale: CDD Brescia, delibera del 07 Ottobre 2013 (sospensione)
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