In tema di illecito disciplinare, il regime attuale della prescrizione, stabilito dall’articolo 56 della legge professionale, configura una fattispecie riconducibile ad un modello di matrice penalistica, volto a promuovere il sollecito esercizio dell’azione disciplinare e la definizione del procedimento disciplinare in tempi certi, laddove, al contrario, quella del regime precedente si rifaceva al modello civilistico. Si tratta di prescrizione non di un diritto ma dell’azione disciplinare, in relazione alla quale la nuova legge, se da un lato ha elevato la durata della prescrizione, portandola a sei anni, ed ha tipizzato alcuni eventi interruttivi, prevedendo che da quelle date il termine di prescrizione riprenda a decorrere, seppur per una durata più breve, di cinque anni, ha poi previsto un termine finale complessivo e inderogabile, entro il quale il procedimento disciplinare deve concludersi a pena di prescrizione, di sette anni e mezzo dalla consumazione dell’illecito.
Corte di Cassazione (pres. D’Ascola, rel. Cataldi), sentenza n. 27284 del 22 ottobre 2024
– codice: art. 4
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La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
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La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Bertollini Stefano), sentenza n. 127 del 25 Giugno 2021
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Di Campli Donato), sentenza n. 97 del 06 Maggio 2021
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
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La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 34 del 26 Febbraio 2021
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Patelli Alessandro), sentenza n. 26 del 20 Febbraio 2021
Illecito disciplinare: l’errore scrimina solo se inevitabile
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L’asserita buona fede non scrimina l’illecito
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Patelli Alessandro), sentenza n. 26 del 20 Febbraio 2021
CODICE deontologico forense – sanzione – calcolo – criteri.
CDD di Genova (pres. Tropini Mario, rel. De Santis Fabio), decisione n. 11 del 16 Febbraio 2021
CODICE deontologico forense – determinazione della sanzione – criteri.
CDD di Genova (pres. Tropini Mario, rel. De Santis Fabio), decisione n. 11 del 16 Febbraio 2021
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
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La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Stoppani Isabella Maria, rel. Corona Patrizia), sentenza n. 17 del 01 Febbraio 2021
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Sorbi Francesca), sentenza n. 240 del 18 Dicembre 2020
Principio accusatorio e distribuzione dell’onere probatorio tra organo inquirente e incolpato
Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Brienza Giampaolo), sentenza n. 219 del 06 Novembre 2020
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Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi Maria, rel. Sorbi Francesca), sentenza n. 202 del 15 Ottobre 2020
La suitas quale elemento soggettivo sufficiente dell’illecito disciplinare
CDD di Napoli (pres. Amodio Gabriele, rel. Andreottola Francesco), decisione n. 37 del 13 Ottobre 2020
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
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La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
Consiglio Nazionale Forense (pres. Melogli Gabriele, rel. Baffa Antonio), sentenza n. 141 del 27 Luglio 2020
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Classificazione
– Decisione: CDD di Bologna, decisione n. 10 del 20 Febbraio 2020– Decisione correlata: Consiglio Nazionale Forense n. 331 del 27 Dicembre 2023