Il COA può provvedere, in ogni tempo, alla cancellazione d’ufficio del proprio iscritto, che sia stato condannato in via definitiva per fattispecie di reato che pregiudichino la condotta irreprensibile (art. 17 L. n. 247/2012), e ciò a prescindere dall’eventuale pendenza del relativo procedimento disciplinare, giacché il divieto di cui agli artt. 17, co. 16, e 53 L. n. 247/2012 non trova applicazione allorché la cancellazione sia disposta per la perdita dei requisiti di legge necessari per l’iscrizione e la permanenza nell’albo o registro (art. 17, commi 1 e 2, L. n. 247/2012).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Brienza), sentenza n. 306 del 3 novembre 2025
NOTA:
In senso conforme, CNF n. 229/2024, CNF n. 50/2023.
Classificazione
- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 306 del 03 Novembre 2025 (respinge) (cancellazione amm.va)- Consiglio territoriale: COA Rimini, delibera del 04 Giugno 2024 (cancellazione amm.va)
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